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INDUSTRIA ALIMENTARE

Federalimentare rinuncia al ruolo di coordinamento per i rinnovi dei contratti


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Federalimentare, la federazione degli industriali dell’agroalimentare ufficializza la rinuncia a svolgere la funzione di coordinamento nella trattativa per il rinnovo del contratto dell’industria alimentare, un mandato importante assegnatogli dai vertici di Confindustria.

Dopo settimane di tensioni e chiarimenti in casa Confindustria, con l’intervento dello stesso presidente Carlo Bonomi e del vice presidente Maurizio Stirpe, la decisione non certo  inaspettata, viene comunicata, nero su bianco, in una lettera firmata  dal vicepresidente di Federalimentare Silvio Ferrari.

"La Federazione si trova nell’oggettiva impossibilità di svolgere la  propria funzione politica di coordinamento contrattuale" scrive il  vicepresidente Ferrari motivando la decisione con una presa d’atto di  due circostanze fondamentali. "La posizione assunta nel corso della riunione di ieri da alcune Associazioni di sottostare all’accordo siglato il 31 luglio da Ancit, Assobirra e Unionfood" e la indisponibilità dei sindacati a riprendere la trattativa.

La lettera è indirizzata alle otto associazioni Anicav, AssalzooAssitol, Assobibe, Assocarni, Asslatte, Federvini e Italmopa che, ad  oggi, non hanno ancora sottoscritto l’accordo del 31 luglio scorso con i sindacati, firmato invece da Unione Italiana Food, Assobirra e Anci, le tre associazioni che, di fatto, hanno aperto la strada alle altre  due Assica e Mineracqua, e alle numerose altre aziende, tra le quali  molti big del Food & Beverage, che l’hanno firmato a cascata: da  Campari a Fontanafredda, Lactalis, Parmalat, il Gruppo VeronesiCurtiriso, Divella, Acqua SantAnna, solo per citarne alcune.

Da una parte c’è dunque, la posizione di chi si accinge  a firmare "motivata dalla esigenza di interrompere le agitazioni messe in atto dal sindacato, che starebbero arrecando forti disagi alle  imprese", quali, ad esempio, il blocco degli straordinari, e non tanto lo spettro di un nuovo sciopero (dopo quello del 9 ottobre)  programmato il 9 novembre. Starebbero lì lì per firmare, secondo quanto apprende l’agenzia di stampa Adnkronos da fonti industriali, la Federvini che  raccoglie i maggiori produttori di vino italiani e Assolatte i big dei formaggi e, ci sta pensando anche Anicav, l’associazione degli  industriali del pomodoro. 

Dall’altra parte, a imprimere un’ulteriore spinta alla sofferta rinuncia di Federalimentare, la indisponibilità dei sindacati a riprendere la trattativa interrottasi il 30 luglio scorso, dal momento che i rappresentanti dei lavoratori non hanno risposto all’ultimo invito formulato in una lettera del 12 ottobre.

Si tratta di una vera e propria debacle per i rappresentanti degli industriali, a cui seguiranno ulteriori rinnovi sul solco di quello del 31 luglio. Tuttavia, alcuni imprenditori che continuano a parlare  della inesistenza di un contratto unico in contrapposizione ai  sindacati, hanno preteso che vengano presi provvedimenti e punizioni  esemplari, sottoponendo al giudizio dei probiviri, chi all`inizio "ha  creato un problema molto grave a tutte le associazioni di imprese  agroalimentari, scippando il contratto", ovvero chi con la firma del31 luglio ha infranto il Patto della Fabbrica (per dirla con Bonomi) e quindi Unionfood, Assobirra e Ancit.

E.G.


16 Ottobre 2020
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