Il guardiano del faro

notizie del giorno

›› tutte le notizie

I Blogger del Diario

›› tutti gli interventi

calendario

DoLuMaMeGiVeSa
1234 5
6 7 891011 12
1314 15 16 17 18 19
2021 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31

dalle istituzioni

newsletter

link

argomenti

Galleria fotografica

Galleria fotografica

PENSIONI

Sindacati, rivalutare il sistema e tutelare il lavoro


“Le misure varate in questi mesi di pandemia e i dati relativi al mercato del lavoro descritti nel rapporto annuale Inps rendono evidente come in poco tempo sia cambiato completamente lo scenario di riferimento”. Ad affermarlo, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti che sottolinea “come le misure ‘argine’, bonus, indennità, congedi, cassa integrazione, ma anche il non citato blocco dei licenziamenti, hanno protetto e sostenuto, nonostante la frammentarietà, imprese e lavoratori ed evitato il crollo dei livelli occupazionali e dei redditi”.

Nel dettaglio la dirigente sindacale si sofferma sui dati relativi alla cassa integrazione: “Dodici milioni di prestazioni Cig in sette mesi per 6,5 milioni di lavoratori evidenziano - afferma - le difficoltà del nostro sistema produttivo, in particolare dei settori definiti non essenziali”. In merito alla riforma degli ammortizzatori sociali, Scacchetti condivide le riflessioni proposte da Tridico “è necessario superare una logica prettamente categoriale a favore di una riforma a carattere universale e inclusiva, a carattere assicurativo. Riforma che inevitabilmente dovrà affrontare il tema di una contribuzione generalizzata che ne garantisca la sostenibilità. Appare invece semplificatoria la proposta di superare la frammentarietà delle misure attraverso la sola estensione della Cigo”.

Inoltre, Scacchetti esprime preoccupazione per “il rovesciamento inevitabile del trend dei dati sull’occupazione nei primi mesi del 2020 rispetto a quelli del 2019, anno in cui si era tornati ai livelli del 2008, anche se con una occupazione più debole e precaria”. “I dati sulle retribuzioni - prosegue la segretaria confederale - rafforzano la necessità di sostenere il rinnovo dei contratti di lavoro per far ripartire i consumi e la domanda interna, mentre la riflessione sulla necessità di introdurre il salario minimo orario non può che essere accompagnata dal sostegno e dal rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva e da un intervento sulla rappresentanza e rappresentatività. Temi su cui l'Istituto stesso è coinvolto nei processi di certificazione a seguito degli accordi interconfederali in materia”.

“Per il Paese - conclude Scacchetti - saranno decisive scelte economiche e politiche a tutela dell'occupazione, attraverso il prolungamento degli ammortizzatori e del blocco dei licenziamenti, a favore di investimenti pubblici e privati, di un piano straordinario per l’occupazione di giovani e donne, e di una riforma degli ammortizzatori e delle politiche attive”.

“Il quadro che ci presenta il Rapporto annuale Inps è davvero desolante: un pensionato su tre, corrispondente al 34% del totale, percepisce un assegno sotto i 1.000 euro. E’ arrivato il momento di intervenire”. E’ l’allarme lanciato dal segretario generale della Cisl Pensionati, Piero Ragazzini, dopo la presentazione della relazione dell’Istituto di previdenza sociale questa mattina al Parlamento.

“Alla luce di questi dati che ci presentano il conto di una crisi economica e sociale che rischia di aggravarsi ancora di più a causa della pandemia, è necessario intervenire prima possibile per mettere in campo una riforma complessiva del sistema previdenziale che abbia come obiettivi principali la rivalutazione delle pensioni in essere e l’ampliamento della portata della 14a mensilità per quelle più basse. Il tutto  - conclude il segretario generale Fnp Cisl - per sostenere il potere d’acquisto delle pensioni che, nel tempo, si è ridotto sempre più, con evidenti e pesanti ripercussioni sulla vita non solo dei pensionati ma anche delle loro famiglie.”

“Il quadro che ci presenta il Rapporto annuale Inps è davvero desolante: un pensionato su tre, corrispondente al 34% del totale, percepisce un assegno sotto i 1.000 euro. E’ arrivato il momento di intervenire”. E’ l’allarme lanciato dal segretario generale della Cisl Pensionati, Piero Ragazzini, dopo la presentazione della relazione dell’Istituto di previdenza sociale questa mattina al Parlamento.

“La Relazione del Presidente Tridico ha fotografato fedelmente lo stato della previdenza italiana e l’insieme degli strumenti messi in campo per limitare gli effetti sociali della pandemia.

In materia previdenziale sono state raccolte le indicazioni date dal sindacato sull’esigenza di una più diffusa flessibilità di accesso alla pensione, anche in relazione alle diverse usure e gravosità dei lavori, sulla necessità di affrontare subito il tema delle future pensioni dei giovani e di eliminare tutte le disparità che penalizzano le donne. Adesso il Governo affronti questi temi già dalla prossima legge di bilancio e con interventi più strutturali.

Per quel che riguarda il reddito di cittadinanza, poi, come sostenuto anche dalla UIL, si tratta di uno strumento importante per il quale servono interventi più strutturali e che ha bisogno di miglioramenti alla luce dell’esperienza di questi anni. Bisognerebbe, tra l’altro, eliminare gli elementi penalizzanti per le famiglie numerose e discriminatori per gli stranieri, rafforzare i necessari percorsi di inclusione e, al contempo, migliorare i meccanismi atti ad impedire gli abusi verificatisi”. È quanto afferma il segretario confederale della Uil Domenico Proietti.

TN


29 Ottobre 2020
Powered by Adon