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Il ‘cashback’, un’occasione di preoccupante riflessione


La misura che prevede la restituzione ai consumatori del 10% della spesa a condizione che sia sostenuta con strumento elettronico e non per acquisti online, il cosiddetto cashback, non ha alcun impatto in termini di lotta all’evasione. La stessa Vigilanza della Bce lo ha segnalato con una lettera inviata al Ministro Gualtieri il 20 dicembre scorso.

 Il consumatore, motivato dalla restituzione del 10% della sua spesa effettuata con carta di credito, dovrebbe diventare lo strumento per stanare i venditori di beni e servizi che esigano pagamenti in contanti per non lasciare tracce dei loro proventi e sottrarli così al fisco. Quello che realisticamente accadrà  è che il consumatore effettuerà più agevolmente i suoi acquisti presso la grande distribuzione dove comunque si accetta già il pagamento elettronico, senza quindi alcun effetto di recupero di proventi a tassazione. Invece non ingaggerà mai una prova di forza con quei piccoli fornitori di servizi domestici, artigiani, ambulanti che più frequentemente occultano parte dei loro guadagni con incassi in contanti. Ove mai il consumatore dovesse impuntarsi e pretendere il pagamento elettronico, si vedrebbe come minimo aumentare il prezzo dell’iva del 10% e più spesso del 20%, rendendo così la contropartita della restituzione del 10% dallo Stato completamente ininfluente, anzi svantaggiosa.

Come quando si riteneva che per reprimere l’evasione bastasse legittimare la deduzione dal proprio reddito di tutti gli scontrini e ricevute degli acquisti minuti sostenuti da qualsiasi contribuente, cosa che ancora qualche sprovveduto invoca, ancora una volta sbagliando, si è ritenuto di poter utilizzare i contribuenti l’un contro l’altro armati per combattere una battaglia che dovrebbe essere invece affrontata con  strumenti e  modalità idonei che da uno stato e da un’amministrazione ci si aspetterebbe.

A destare profonda preoccupazione non è tanto un provvedimento che pur fallendo i propri precipui obiettivi ha comunque l’effetto di redistribuire seppure indiscriminatamente un po' di liquidità, quanto piuttosto l’idea che la gestione della più straordinaria, irripetibile e cruciale prossima manovra finanziaria della storia del nostro paese sia concepita e gestita con la medesima inadeguatezza.

Alessandro Meloncelli


11 Gennaio 2021
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