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SENATO

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)


Riunione n. 62
GIOVEDÌ 14 GENNAIO 2021
Presidenza della Presidente
MATRISCIANO

Orario: dalle ore 8,35 alle ore 9,20

AUDIZIONE INFORMALE IN VIDEOCONFERENZA SULL'ATTO N. COM(2020) 682 DEFINITIVO (PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA A SALARI MINIMI ADEGUATI NELL'UNIONE EUROPEA)  

MERCOLEDÌ 13 GENNAIO 2021
222ª Seduta
Presidenza della Presidente
MATRISCIANO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Francesca Puglisi.

La seduta inizia alle ore 10,35.

SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI  

La presidente MATRISCIANO comunica che, nel corso delle audizioni, in sede di Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi, sulla Proposta del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai salari minimi adeguati nell'Unione europea (COM(2020) 682 definitivo), sono state acquisite documentazioni che saranno rese disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.

Prende atto la Commissione.

IN SEDE REDIGENTE 

(1646) Deputato Tiziana CIPRINI ed altri.   Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito e conclusione della discussione) 

Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 4 agosto 2020.

La presidente MATRISCIANO ricapitola i contenuti dei pareri espressi sul testo e sugli emendamenti 1.1 e 1.2 dalle Commissioni consultate.

Per l'illustrazione degli emendamenti 1.1 e 1.2 ha quindi la parola il senatore LUCIDI (L-SP-PSd'Az), il quale ritiene poco comprensibile la contrarietà ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione espressa dalla Commissione bilancio sull'emendamento 1.1, atteso che gli emendamenti presentati possono avere anzi effetti finanziari positivi. Pone quindi in evidenza l'opportunità di accogliere le proposte emendative richiamando la delicatezza della questione dell'assunzione di personale di nazionalità estera per il servizio presso le rappresentanze italiane, specialmente in riferimento a Stati e territori caratterizzati da particolari condizioni politiche, che investe il tema della sicurezza nazionale. La necessità del ricorso a criteri di selezione particolarmente rigorosi è a suo parere rafforzata dalla possibilità per i dipendenti assunti a contratto di ottenere con maggiore facilità la cittadinanza italiana.

Il senatore FLORIS (FIBP-UDC) conviene circa la rilevanza delle questioni oggetto dell'intervento del senatore Lucidi riguardo la cura nella selezione del personale. Rileva quindi che il disegno di legge in discussione manifesta la tendenza a legittimare il ricorso al contratto a tempo determinato per i rapporti di lavoro nella pubblica amministrazione, in contraddizione con la scelta compiuta a inizio legislatura di limitare fortemente la possibilità di assunzioni a tempo determinato nel settore privato. Rammenta infine quanto acquisito nel dibattito in relazione alla copertura finanziaria, a valere sulla legge di bilancio per il periodo 2019.

Il relatore ROMAGNOLI (M5S) esprime parere contrario su entrambi gli emendamenti presentati.

La rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.

Previa verifica della presenza del numero legale per deliberare, è posto in votazione l'emendamento 1.1.

La Commissione non approva.

E' quindi posto in votazione l'emendamento 1.2.

La Commissione non approva.

In quanto il disegno di legge in titolo consta di un articolo unico, la presidente MATRISCIANO avverte che si passerà alla votazione del mandato al relatore.

Il senatore LUCIDI (L-SP-PSd'Az) riconosce la rilevanza del provvedimento in discussione nella materia dei contratti relativi al lavoro nelle rappresentanze italiane all'estero, pur esprimendo perplessità in ragione della mancata approvazione degli emendamenti presentati. Dichiara quindi il voto di astensione del proprio Gruppo.

Il senatore FLORIS (FIBP-UDC) interviene per dichiarazione di voto di astensione a nome del proprio Gruppo, esprimendo condivisione riguardo i rilievi espressi dal senatore Lucidi.

Il senatore MAFFONI (FdI) dichiara a sua volta il voto di astensione del proprio Gruppo.

La Commissione conferisce infine, a maggioranza, mandato al relatore a riferire in Assemblea in senso favorevole sul disegno di legge in titolo, autorizzandolo altresì a richiedere lo svolgimento della relazione orale e ad apportare le modifiche di coordinamento e formali che risultassero necessarie.

IN SEDE REFERENTE 
(1892) Deputato DELRIO ed altri. De Dlega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale, approvato dalla Camera dei deputati 

(472) NANNICINI ed altri.   Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Partito Democratico, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 18 novembre 2020.

La presidente MATRISCIANO (M5S) informa la Commissione che allo scadere del termine previsto sono pervenuti un ordine del giorno e quarantuno emendamenti, pubblicati in allegato, riferiti al disegno di legge n. 1892, adottato come testo base.

Fa quindi presente che è stato trasmesso il parere della 1a Commissione, non ostativo con osservazioni sul testo e non ostativo sugli emendamenti.

Il relatore LAUS (PD) si riserva di formulare successivamente, disponendo anche del parere della Commissione bilancio, considerazioni ulteriori rispetto a quanto già espresso nel corso del dibattito.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 10,50.

ORDINE DEL GIORNO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE

N. 1892
G/1892/1/11
Pillon

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1892, recante delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale,

premesso che:

il disegno di legge, al fine di favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l'occupazione, in particolare femminile, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale, beneficio economico attribuito progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico;

tra i principi e criteri direttivi indirizzati al Governo, il disegno di legge prevede che l'accesso all'assegno sia assicurato per ogni figlio a carico con criteri di universalità e progressività e che il suo ammontare sia modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti, tenendo conto dell'età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare;

l'istituzione dell'assegno unico postula un graduale superamento o soppressione delle analoghe misure attualmente in vigore, quali in particolare l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l'assegno di natalità, il premio alla nascita, le detrazioni fiscali per figli a carico e l'assegno per il nucleo familiare;

secondo una simulazione Istat, l'introduzione dell'assegno unico e la conseguente soppressione delle richiamate misure determinerebbe un incremento di reddito per la gran parte delle famiglie con figli (il 68 per cento) potenzialmente beneficiarie dell'assegno unico, mentre per quasi il 30 per cento il saldo tra l'introduzione della nuova misura e l'abolizione delle preesistenti misure risulterebbe negativo;

occorre a tutti i costi evitare che per alcune famiglie l'assegno unico si traduca in una riduzione delle misure di sostegno;

impegna il Governo:

ad apportare tutte le modifiche necessarie al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, recante il regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), al fine di evitare che l'uso del medesimo indicatore possa ripercuotersi negativamente sulle famiglie con figli e far sì che l'introduzione dell'assegno unico determini una riduzione delle misure di sostegno erogate in loro favore;

ad apportare tutte le modifiche necessarie al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, al fine di garantire la revisione dei criteri di calcolo dell'ISEE in modo da tenere conto in modo adeguato dei carichi familiari relativi a figli minori o maggiorenni non autosufficienti economicamente, disabili, anziani e altri familiari a carico.

Art. 01

01.1

PizzolPillon

All'articolo 1, premettere il seguente:

«Art. 01.

(Asili nidi)

1. Al fine di favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l'occupazione, in particolare femminile, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro con delega per la famiglia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, uno o più decreti legislativi volti a prevedere l'istituzione, in ciascun comune del territorio della Repubblica, di asili nido pubblici.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) gratuità dei servizi e delle prestazioni;

b) requisito prioritario della residenza continuativa della famiglia nel comune di erogazione del servizio o della sede di lavoro di uno dei genitori;

c) partecipazione attiva della rete parentale alla definizione degli obiettivi educativi e delle scelte organizzative, nonché alla verifica della loro rispondenza ai bisogni quotidiani delle famiglie e della qualità dei servizi resi;

d) continuità e interrelazione con la scuola dell'infanzia, nonché sinergia con il sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328;

e) inserimento dei bambini con disabilità, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché dei bambini appartenenti a nuclei familiari monogenitoriali;

f) capillarizzazione dei servizi nel territorio, con presenza di non meno di una struttura presso ciascun comune del territorio nazionale;

g) erogazione, nel caso in cui in un comune non sia possibile l'attivazione di un asilo nido, di un bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting.».

Conseguentemente, all'articolo 3, apportare le seguenti modificazioni:

al comma 1, alinea, sostituire le parole: «articoli 1 e 2» con le seguenti: «articoli 01, 1 e 2»;

- al comma 2, sostituire le parole: «articoli 1 e 2» con le seguenti: «articoli 01, 1 e 2».

Art. 1

1.1

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Sostituire gli articoli 1, 2 e 3 con i seguenti:

«Articolo 1

(Assegno per ogni figlio a carico)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, per ogni figlio nato o adottato è riconosciuto un assegno mensile di 150 euro per dodici mensilità, fino al compimento del ventunesimo anno di età. Ai fini del beneficio di cui al presente comma, il figlio non deve avere un reddito superiore a 4mila euro. L'assegno è maggiorato in misura del 40 per cento per ciascun figlio con disabilità, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità; anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

2. Ai fini dell'erogazione dell'assegno di cui al comma 1, il nucleo familiare del genitore richiedente il beneficio deve possedere un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 70.000 euro annui in caso un figlio, e 90.000 euro in caso di più figli o in presenza di un figlio con disabilità certificata.

3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti criteri e modalità di erogazione dell'assegno, nei limiti delle risorse di cui al presente articolo. Il medesimo decreto definisce altresì le condizioni e le cause di decadenza del beneficio di cui al presente articolo, nonché le modalità di recupero delle eventuali somme indebitamente percepite.

4. Il contributo di cui al comma 1, non è conteggiato:

a) ai fini dell'imposta sul reddito di cui all'articolo 8 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) ai fini del calcolo dell'ISEE, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

5. Ai beneficiari dell'assegno di cui alla presente legge, non si applicano le seguenti disposizioni:

a) Decreto del Presidente della Repubblica n. 797 del 1955;

b) articolo 12, comma 1, lettera c) e comma 1-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, fatte salve le previste detrazioni per ciascun figlio con disabilità certificata;

c) articolo 2 del decreto legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153;

d) articolo 65, legge 23 dicembre 1998, n. 448;

e) legge 23 dicembre 2014, n. 190, commi 12-15.

6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l'integrazione dell'assegno di cui al comma 1, nel caso in cui il suo importo annuo risulti inferiore a quello dei benefìci che spetterebbero, nel medesimo anno, ai sensi delle disposizioni indicate al comma 5, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, fino a concorrenza dell'importo di questi ultimi.

Articolo 2

(Copertura finanziaria)

1. A copertura delle disposizioni di cui all'articolo 1, si provvede: a) mediante le risorse rinvenienti dalle disposizioni di cui al comma 5 del medesimo articolo 1; b) nei limiti delle risorse dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 339, della legge 27 dicembre 2019, n. 160; c) nei limiti di 2.500 milioni di euro annui, mediante riduzione delle disponibilità del fondo di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2018, n. 145; d) nei limiti delle risorse rinvenienti dalle disposizioni di cui al comma 2.

2. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 36, lettera a), dopo la parola "ricavi" sono aggiunte le seguenti "derivanti da servizi digitali";

b) al comma 41, le parole "3 per cento" sono sostituite dalle seguenti "15 per cento"."

3. Le risorse rinvenienti dall'attuazione del comma 2, opportunamente accertate, affluiscono, sino ad un limite massimo di 1.500 milioni di euro annui, in un apposito fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze per essere destinate all'attuazione dell'articolo 1.»

Conseguentemente, sopprimere l'articolo 5

conseguentemente, sostituire il titolo del disegno di legge con il seguente: «Introduzione dell'assegno unico per ogni figlio a carico».

1.2

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, sostituire le parole: «entro dodici mesi», con le seguenti: «entro tre mesi».

1.3

NisiniEmanuele PellegriniPillon

Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e le misure volte a favorire la fruizione dei servizi di sostegno alla genitorialità attraverso la dote unica».

1.4

PizzolPillon

Al comma 2, sopprimere le lettere a), b) e c).

1.5

Emanuele PellegriniNisiniPillon

Al comma 2, apportare le seguenti modifiche:

aalla lettera a), sostituire le parole: «con criteri di universalità e progressività, nei limiti individuati nella presente legge», con le seguenti: «con criteri di universalità, a prescindere dal reddito familiare e dalle condizioni occupazionali dei genitori»;

b) sopprimere la lettera b).

1.6

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, sostituire la lettera b), con la seguente:

«b) l'ammontare dell'assegno di cui al comma 1 è modulato facendo riferimento prioritariamente alla composizione familiare, tenendo conto del numero e dell'età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo all'offerta di lavoro, nonché anche in base alla condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall'ISEE o da sue componenti. Va comunque garantito che i benefici siano sensibilmente superiori, per ciascun percettore, a quelli percepiti prima dell'entrata in vigore della presente legge;»

1.7

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, lettera b), aggiungere in fine il seguente periodo: «. L'eventuale limite ISEE qualora introdotto ai fini della concessione dell'assegno, non deve comunque essere inferiore a 70.000 euro annui in caso un figlio, e 90.000 euro in caso di più figli o in presenza di un figlio con disabilità."»

1.8

Pillon

Al comma 2, dopo la lettera b) inserire la seguente:

«b-bis) l'ammontare dell'assegno di cui al comma 1 è modulato in modo tale da essere in ogni caso non inferiore all'importo complessivo dei trattamenti derivanti dalle misure di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) e lettera b), numero 2);».

1.9

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

«b-bis) l'assegno di cui al comma 1, non è considerato ai fini della determinazione del reddito complessivo ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;»

1.10

NisiniEmanuele PellegriniPillon

Al comma 2, sostituire la lettera c) con la seguente:

«c) l'importo dell'assegno unico non è considerato:

1. ai fini della determinazione del reddito complessivo ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

2. ai fini del calcolo dell'ISEE, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, e all'articolo 2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89;

3. ai fini dell'accesso e per il calcolo delle prestazioni assistenziali diverse da quelle previste dalla presente legge;».

1.11

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, lettera c), aggiungere in fine le seguenti parole: «prevedendo comunque che la soglia ISEE venga aumentata all'aumentare del numero dei figli presenti nel nucleo familiare»

1.12

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:

«d-bis) l'importo dell'assegno unico, non è computato:

1) ai fini della determinazione del reddito complessivo ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

2) ai fini del calcolo dell'indicatore della situazione economica equivalente, determinato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, e dell'articolo 2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89.»

1.13

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, lettera e), secondo periodo, dopo le parole: «Le borse lavoro», aggiungere le seguenti: «, o comunque denominate»

1.14

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, lettera g), sopprimere le parole: «di credito d'imposta, ovvero».

1.18

Durnwalder

Al comma 2, sostituire la lettera h) con la seguente:

«h) le prestazioni di natura assistenziale erogate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali sono pienamente compatibili con i benefici previsti dalla presente legge e non sono computate ai fini dell'accesso e per il calcolo dell'assegno medesimo.»

1.15

UnterbergerStegerDurnwalder

Al comma 2, sostituire la lettera h) con la seguente:

«h) l'assegno di cui al comma 1 è pienamente compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali. Tali misure non sono computate per il calcolo dell'assegno unico e universale.»

1.16

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 2, sopprimere la lettera i).

1.17

PizzolPillon

Sopprimere il comma 3.

Art. 2

2.1

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

a) alla lettera a), sostituire le parole: «per ciascun figlio minorenne a carico», con le seguenti: «per ciascun figlio a carico di età inferiore a ventuno anni»;

b) alla lettera b), sostituire il primo periodo con il seguente: «possibilità di riconoscimento per ciascun figlio maggiorenne a carico e fino al compimento del ventunesimo anno di età, di corresponsione dell'importo direttamente al figlio medesimo, al fine di favorirne l'autonomia.»

c) dopo la lettera g), aggiungere la seguente: «g-bis) previsione, qualora necessario, di integrare le misure di cui al successivo articolo 2-bis, con i risparmi e le risorse rinvenienti dal "reddito di cittadinanza" di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.»

2.2

Emanuele PellegriniNisiniPillon

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «per ciascun figlio minorenne a carico» inserire le seguenti: «per un importo non inferiore a 250 euro».

2.3

Emanuele PellegriniNisiniPillon

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «per ciascun figlio minorenne a carico» inserire le seguenti: «per un importo non inferiore a 200 euro».

2.4

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «Il beneficio» aggiungere le seguenti: «, di importo non inferiore a 150 euro mensili,»

Conseguentemente, dopo la lettera g), aggiungere la seguente:

«g-bis) previsione, qualora necessario, di integrare le misure di cui al successivo articolo 2-bis, con i risparmi e le risorse rinvenienti dal "reddito di cittadinanza" di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.»

2.5

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

a) alla lettera b), primo periodo, sostituire le parole: «di importo inferiore» con le seguenti: «di importo superiore»;

b) dopo la lettera g), aggiungere la seguente: «g-bis) previsione di integrare le misure di cui al successivo articolo 2-bis, con i risparmi e le risorse rinvenienti dal "reddito di cittadinanza" di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.»

2.6

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:

«c-bis) riconoscimento di un assegno maggiorato in misura del 30 per cento rispetto all'importo di cui alla lettera b), per il nucleo familiare con figli, qualora vi sia un soggetto che pur condividendo la medesima residenza, risulta iscritto in un altro stato di famiglia.»

2.7

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, sostituire la lettera d), con la seguente:

«d) riconoscimento di un assegno maggiorato rispetto agli importi di cui alla lettera a), in misura non inferiore al 40 per cento per ciascun figlio con disabilità, a carico, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza di cui all'allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico."»

2.8

Emanuele PellegriniNisiniPillon

Al comma 1, lettera d), sopprimere le parole: «senza maggiorazione».

2.9

NisiniEmanuele PellegriniPillon

Al comma 1, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:

«d-bis) adozione di un meccanismo di integrale compensazione degli assegni di cui alle lettere a), b), c) e d) nei confronti dei nuclei familiari che, sulla base delle misure indicate all'articolo 3, avrebbero percepito importi superiori a quelli degli assegni medesimi;».

2.10

PizzolPillon

Al comma 1, lettera f), numero 1), sopprimere le parole: «o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale».

2.11

PizzolPillon

Al comma 1, lettera f), sostituire il numero 4) con il seguente:

«4) essere residente in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, in modo continuativo ed aver versato contributi previdenziali per almeno due anni negli ultimi dieci;».

2.12

PizzolPillon

Al comma 1, sopprimere la lettera g).

2.13

PizzolPillon

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

Conseguentemente, all'articolo 3, sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. All'attuazione delle disposizioni di delega di cui agli articoli 1 e 2 si provvede nei limiti delle risorse dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 339, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.».

Art. 3

3.1

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, alinea, sostituire le parole: «si provvede nei limiti», con le seguenti: «si provvede, per l'anno 2021, nei limiti»

Conseguentemente, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

«1-bis. Dall'anno 2022, al fine di incrementare l'assegno unico di cui all'articolo 2, le risorse di cui al precedente comma, sono integrate di 1.500 milioni annui. Ai relativi oneri si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate all'attuazione della misura nota come «Reddito di cittadinanza» di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, rimaste inutilizzate a seguito di monitoraggio e che sono versate all'entrata del bilancio dello Stato. Qualora a seguito del suddetto monitoraggio sui risparmi di spesa derivanti dal minor numero dei nuclei familiari richiedenti e dei nuclei familiari percettori del Reddito di cittadinanza di cui all'articolo 10 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, entro il 30 giugno di ciascun anno, non si rilevino un ammontare di risorse pari alle previsioni, sono adottati appositi provvedimenti normativi entro il 31 luglio di ciascun anno, nei limiti delle risorse del suddetto Fondo, come rideterminate dalla presente disposizione, che costituiscono il relativo limite di spesa, al fine di provvedere alla rimodulazione della platea dei beneficiari e dell'importo del beneficio economico.»

3.2

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, lettera a), sopprimere il numero 4).

3.3

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Al comma 1, lettera b), numero 1), aggiungere in fine le seguenti parole: «fatte salve le detrazioni per ciascun figlio con disabilità accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104».

3.4

Emanuele PellegriniNisiniPillon

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. In aggiunta alle risorse di cui al comma 1, sono altresì destinate all'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 le risorse stanziate per il finanziamento della misura denominata reddito di cittadinanza, di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, rimaste inutilizzate a seguito del monitoraggio sui risparmi di spesa derivanti dal minor numero dei nuclei familiari richiedenti e dei nuclei familiari percettori del  reddito di cittadinanza, di cui all'articolo 10 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, che sono versate all'entrata del bilancio dello Stato. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio per assegnare le suddette risorse rimaste inutilizzate alle finalità di cui al presente comma.».

3.5

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. A integrazione delle risorse per l'assegno unico di cui alla presente legge e di altre misure di sostegno alla genitorialità, sono altresì destinate le risorse assegnate all'attuazione del "Reddito di cittadinanza" di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, rimaste inutilizzate a seguito di monitoraggio annuale. Annualmente sono di conseguenza adottati appositi provvedimenti normativi finalizzati ad assegnare le suddette risorse inutilizzate, per le finalità di cui al presente comma.»

3.6

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti:

«1-bis. Qualora non sia possibile garantire alle famiglie un sensibile miglioramento del beneficio economico conseguente all'erogazione dell'assegno unico, rispetto ai benefici complessivamente garantiti dalle disposizioni oggetto delle abrogazioni di cui al comma 1, entro dodici mesi si provvede a integrare gli importi dell'assegno medesimo, utilizzando le risorse di cui al successivo comma 1-ter.

1-ter. A decorrere dall'anno 2022, qualora ricorrano le condizioni di cui al comma 1-bis, a integrazione dell'importo dell'assegno unico di cui alla presente legge, sono stanziati ulteriori 2.000 milioni di euro annui a valere sulle maggiori risorse derivanti da interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica. A tale fine, entro il 15 gennaio 2022, mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, sono approvati provvedimenti regolamentari e amministrativi che assicurano minori spese pari a 2.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022.».

3.7

FlorisDe PoliSerafiniToffanin

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalità per l'integrazione dell'assegno unico di cui all'articolo 2, nel caso in cui il suo importo annuo risulti inferiore a quello dei benefìci che spetterebbero, nel medesimo anno, per effetto delle disposizioni abrogate dal comma 1. In questo caso detto assegno è integrato fino a concorrenza dell'importo di questi ultimi.»

Art. 4

4.1

UnterbergerStegerDurnwalder

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 4.

(Clausola di salvaguardia)

1. Le disposizioni della presente legge e dei decreti legislativi attuativi sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento all'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3.»

Art. 5

5.1

NisiniEmanuele PellegriniPillon

Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

aal primo periodo, dopo le parole: «schemi dei decreti legislativi» inserire le seguenti: «corredati di relazione tecnica» e sopprimere le parole: «decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque emanati»;

bdopo il secondo periodo, inserire i seguenti: «Il Governo, entro trenta giorni dalla data di espressione dei pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione, perché su di esso sia espresso il parere definitivo delle competenti Commissioni parlamentari, entro trenta giorni dalla data della nuova assegnazione. Decorso tale termine, il decreto legislativo può comunque essere adottato in via definitiva.».

Riunione n. 61
MERCOLEDÌ 13 GENNAIO 2021
Presidenza del Vice Presidente
SERAFINI 

indi della Presidente

MATRISCIANO 

Orario: dalle ore 9 alle ore 9,50

AUDIZIONE INFORMALE IN VIDEOCONFERENZA SULL'ATTO N. COM(2020) 682 DEFINITIVO (PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA A SALARI MINIMI ADEGUATI NELL'UNIONE EUROPEA)  

Riunione n. 60

MARTEDÌ 12 GENNAIO 2021

Presidenza della Presidente

MATRISCIANO 

Orario: dalle ore 14,35 alle ore 16,10

AUDIZIONE INFORMALE IN VIDEOCONFERENZA SULL'ATTO N. COM(2020) 682 DEFINITIVO (PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA A SALARI MINIMI ADEGUATI NELL'UNIONE EUROPEA).

 


13 Gennaio 2021
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