Lo strumento dei voucher è di “valido ausilio” all’emersione del lavoro sommerso ed è di difficile strumentalizzazione: in questo senso il suo utilizzo “va confermato”. Ma, al di là dei voucher, l’impresa agricola ha altre esigenze. E’ quanto afferma Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, in occasione della presentazione del programma 2017.
“Essendo mirato a categorie non professionali e per importi ridotti, è difficile che se ne abusi in agricoltura, visto che i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali, come la vendemmia”, afferma Agrinsieme.
Ma, al di là dei voucher, l’impresa agricola “ha altre esigenze, ben più serie, a partire dal bisogno di una flessibilità strutturata per tutte quelle tipologie di attività che non richiedono specializzazione ma che – sottolinea Agrinsieme – sono indispensabili visto l’ineliminabile andamento ciclico delle produzioni agricole. Parliamo delle grande campagne di raccolta e dell’esigenza di avere strumenti normativi e amministrativi che consentano l’impiego intenso di manodopera, in un lasso di tempo molto breve e spesso anche non programmabile.”


























