La Fabi avvia un monitoraggio a tappeto, su tutto il territorio nazionale, per verificare che negli uffici e nelle oltre 25.000 agenzie bancarie, siano adeguatamente distribuiti i dispositivi di sicurezza individuale (gel, guanti e mascherine) e siano presenti le barriere in plexiglas. Obiettivo è assicurare la salute e la sicurezza sia delle lavoratrici e dei lavoratori sia della clientela delle banche. L`iniziativa della Federazione autonoma bancari italiani, pronta a segnalare immediatamente tutti i casi critici, è in linea con le disposizioni degli ultimi dpcm emanati dal governo ed è volta a contenere la diffusione del Covid-19.
Il monitoraggio sarà particolarmente intenso a partire da oggi fino al 24 novembre, quando scadranno, salvo proroghe o ulteriori modifiche, le nuove misure restrittive adottate ieri dalla Presidenza del consiglio dei ministri per arginare la pandemia.
La distribuzione di dispositivi individuali di protezione e di barriere in plexiglas rientra fra le misure concordate dalla Fabi con gli altri sindacati e l`Abi con il protocollo sottoscritto il 16 marzo 2020 e successivamente aggiornato. Il monitoraggio riguarderà anche i livelli di pulizia e igienizzazione dei locali di lavoro nonché l`eventuale, necessaria sanificazione successiva a casi di positività al Coronavirus.
«Raccoglieremo le segnalazioni in un database, invieremo le informazioni sia all`Abi sia ai gruppi bancari, con la massima priorità ai casi più gravi. Vista la situazione critica della pandemia, con i dati in continuo peggioramento, siamo pronti, assieme a tutte le organizzazioni sindacali, a sederci di nuovo al tavolo con Abi per stabilire nuove importanti misure a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori oltre che dei clienti» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ricordando che lo smart working è fondamentale per la sicurezza di tutte le lavoratrici e i lavoratori bancari, ma è uno strumento usato per gestire l`emergenza e andrà regolato dettagliatamente, fermo restando la volontarietà da parte delle colleghe e dei colleghi, nel contratto collettivo nazionale di lavoro».
E.G.

























