• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
lunedì, 13 Luglio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Licenziamento ritorsivo: quando gli indizi rivelano il vero motivo del recesso

    Una premier nella corrente

    Legge elettorale, Meloni forza: meglio perdere che rischiare l’inciucio

    Istat, a giugno retribuzioni contrattuali orarie +0,9% su mese

    Superminimo assorbibile: la Cassazione richiama imprese e lavoratori alla chiarezza degli accordi

    Immigrazione e sindacato, storia di un rapporto ancora da costruire

    Immigrazione, l’”angolo cieco” della politica italiana

    Meloni e l’incubo Vannacci, per la prima volta un nemico a destra

    Meloni e Vannacci, sarà alleanza last minute. La proposta di Forza Italia: fare a meno dell’ex generale con il proporzionale puro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Rinnovato l’accordo economico collettivo

    Contratti e rappresentanza, il ‘’campo largo’’ delle imprese trova l’accordo. Documento in tre capitoli definisce le regole. Paletti per l’accesso ai tavoli del governo. Dalla prossima settimana la trattativa con Cgil, Cisl e Uil

    Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale: al centro un “Buono” per accelerare l’innovazione delle PMI

    Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale: al centro un “Buono” per accelerare l’innovazione delle PMI

    Jsw Piombino, Todde: pronti a supportare il rilancio. Sindacati: è stato perso troppo tempo

    Piombino, firmato l’Accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico. I sindacati: “Recepite le nostre richieste a tutela dell’occupazione”

    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Call center, nuovo sciopero dal 13 al 27 luglio contro l’impatto dell’AI sull’occupazione

    Siglati tre accordi con Ntv

    Italo-Ntv, Uiltrasporti: 9 e 10 luglio sciopero di 23 ore. Richiesti il rispetto delle normative e migliori condizioni di lavoro

    INAPP, presentato il XXV rapporto sulla formazione continua

    INAPP, presentato il XXV rapporto sulla formazione continua

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo dell’accordo “Documento base sulla misurazione della rappresentanza datoriale”

    Il XXV Rapporto annuale Inps

    La nota Istat sull’andamento dell’economia italiana – Maggio-giugno 2026

    I dati Istat sulla produzione industriale – Maggio 2026

    Industria alimentare, rinnovato il contratto integrativo aziendale alla Dino Corsini

    Industria alimentare, rinnovato il contratto integrativo aziendale alla Dino Corsini

    Farmacie Private, sciopero per il rinnovo del contratto giovedì 6 novembre

    Farmacie Speciali, riprende la trattativa con Assofarm sul rinnovo del contratto

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    La democrazia è antiquata, di Marco Revelli. Editore Laterza

    La democrazia è antiquata, di Marco Revelli. Editore Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Licenziamento ritorsivo: quando gli indizi rivelano il vero motivo del recesso

    Una premier nella corrente

    Legge elettorale, Meloni forza: meglio perdere che rischiare l’inciucio

    Istat, a giugno retribuzioni contrattuali orarie +0,9% su mese

    Superminimo assorbibile: la Cassazione richiama imprese e lavoratori alla chiarezza degli accordi

    Immigrazione e sindacato, storia di un rapporto ancora da costruire

    Immigrazione, l’”angolo cieco” della politica italiana

    Meloni e l’incubo Vannacci, per la prima volta un nemico a destra

    Meloni e Vannacci, sarà alleanza last minute. La proposta di Forza Italia: fare a meno dell’ex generale con il proporzionale puro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Rinnovato l’accordo economico collettivo

    Contratti e rappresentanza, il ‘’campo largo’’ delle imprese trova l’accordo. Documento in tre capitoli definisce le regole. Paletti per l’accesso ai tavoli del governo. Dalla prossima settimana la trattativa con Cgil, Cisl e Uil

    Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale: al centro un “Buono” per accelerare l’innovazione delle PMI

    Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale: al centro un “Buono” per accelerare l’innovazione delle PMI

    Jsw Piombino, Todde: pronti a supportare il rilancio. Sindacati: è stato perso troppo tempo

    Piombino, firmato l’Accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico. I sindacati: “Recepite le nostre richieste a tutela dell’occupazione”

    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Call center, nuovo sciopero dal 13 al 27 luglio contro l’impatto dell’AI sull’occupazione

    Siglati tre accordi con Ntv

    Italo-Ntv, Uiltrasporti: 9 e 10 luglio sciopero di 23 ore. Richiesti il rispetto delle normative e migliori condizioni di lavoro

    INAPP, presentato il XXV rapporto sulla formazione continua

    INAPP, presentato il XXV rapporto sulla formazione continua

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo dell’accordo “Documento base sulla misurazione della rappresentanza datoriale”

    Il XXV Rapporto annuale Inps

    La nota Istat sull’andamento dell’economia italiana – Maggio-giugno 2026

    I dati Istat sulla produzione industriale – Maggio 2026

    Industria alimentare, rinnovato il contratto integrativo aziendale alla Dino Corsini

    Industria alimentare, rinnovato il contratto integrativo aziendale alla Dino Corsini

    Farmacie Private, sciopero per il rinnovo del contratto giovedì 6 novembre

    Farmacie Speciali, riprende la trattativa con Assofarm sul rinnovo del contratto

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    La democrazia è antiquata, di Marco Revelli. Editore Laterza

    La democrazia è antiquata, di Marco Revelli. Editore Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Dalle dimissioni di Tavares allo sciopero duro in Volkswagen, sul destino dell’auto europea aumenta l’incertezza

Dalle dimissioni di Tavares allo sciopero duro in Volkswagen, sul destino dell’auto europea aumenta l’incertezza

di Fernando Liuzzi
2 Dicembre 2024
in Analisi
De profundis per l’Auto? Le ricette di Meloni, Landini e Renzi per sopravvivere alla crisi di Stellantis

MAGNA INTERNATIONAL INDUSTRIA AUTOMOTIVE AUTO AUTOMOBILE AUTOMOBILI COMPONENTI COMPONENTISTICA CATENA DI MONTAGGIO

Nella notizia delle dimissioni di Carlos Tavares dalla carica di Ceo del gruppo automobilistico Stellantis, ci sono almeno quattro aspetti che vanno messi in luce per tentare di coglierne il significato.

Il primo aspetto è relativo a quello che potremmo definire come un elemento di contesto, ovvero alla singolare contemporaneità tra l’annuncio delle dimissioni di Tavares e l’altra notizia prodottasi nel weekend, sempre in relazione al mondo dell’auto: quella dello sciopero proclamato dal sindacato tedesco Ig Metall contro i licenziamenti annunciati dalla Volkswagen.

Questa seconda notizia, infatti, ci parla non solo di un classico conflitto aziendale fra una grande impresa che, a fronte di una grave crisi in corso, decide di liberarsi di alcune migliaia dei propri dipendenti, e il sindacato cha quei lavoratori rappresenta e si oppone con tutte le sue forze a una simile decisione. Ci parla anche d’altro. E ciò, innanzitutto, a causa dei nomi e della collocazione dei due contendenti.

Da un lato, quello che è forse il più famoso sindacato metalmeccanico del mondo. Dall’altro, un grande gruppo automobilistico tedesco. Ovvero due dei protagonisti di quelle solide consuetudini concertative che hanno fatto, della stabilità delle relazioni industriali, uno degli elementi base di un modello di grande successo, sia sul piano sociale che su quello produttivo. E che è infatti uno degli elementi caratteristici del paese più importante d’Europa per ciò che riguarda l’intera industria manifatturiera.

Ed ecco che ci si trova invece di fronte al fatto che, in mezzo alla crisi del settore auto, ormai dilagante in Europa, è proprio la Volkswagen la prima grande impresa ad annunciare massici licenziamenti, mentre è proprio la Ig Metall ad annunciare non solo un’iniziativa di sciopero, ma uno sciopero durissimo.

Il contesto è dunque chiaro: una grave crisi di settore di dimensioni almeno europee. Ma relativa in realtà, come sappiamo da altre fatti e da altre fonti, anche al Nord America. Una crisi che, secondo molti osservatori, è legata al modo – a dir poco – confuso in cui, in particolare in Europa, è in corso la transizione dalla motorizzazione endotermica a quella elettrica.

Il secondo aspetto di cui vogliamo parlare, è invece quello specificamente relativo al gruppo Stellantis. Qui basta ricordare alcuni dati relativi al periodo più recente, ovvero ai risultati del terzo trimestre 2024. Consegne, in calo del 20%. Ricavi, scesi del 17%. Inoltre, considerando un periodo più lungo del citato trimestre, e cioè quello che va da giugno a novembre 2024, il titolo è sceso da 20 a 12 euro.

Ciò significa che, nonostante che Tavares si sia reso noto per aver puntato su una consistente compressione dei costi – linea perseguita sia con delocalizzazioni verso paesi caratterizzati da un minore costo del lavoro, sia con pressioni verso i fornitori volte a far sì che anch’essi riducessero i propri costi di produzione e quindi i prezzi prospettati a Stellantis – a un certo punto i conti aziendali hanno cominciato a non tornare più.

Al di là della crisi di settore, con ogni probabilità sono stati dunque i risultati e gli andamenti specifici del gruppo Stellantis, relativi sia all’area europea che a quella nordamericana, il fattore che ha allarmato i maggiori azionisti del Gruppo stesso, ovvero Exor, la famiglia Peugeot e il Governo francese.

Il terzo aspetto, è quello relativo all’immagine pubblica di Carlos Tavares. Non stiamo parlando, si badi bene, delle sue capacità di manager. Capacità che è difficile misurare nel mezzo di una crisi industriale sovranazionale. Stiamo parlando, invece, delle sue capacità di costruirsi un’immagine positiva. Ovvero di un qualcosa che, forse, ha sempre avuto una sua importanza, ma che è diventato elemento vitale in un mondo che vive sempre più di comunicazione.

Ebbene, che da questo punto di vista qualcosa non andasse per il verso giusto, lo si era capito già dall’estate scorsa. E ciò specie in riferimento alle notizie che provenivano dagli Stati Uniti. Da un lato, i piccoli azionisti di Stellantis in rivolta per gli andamenti del titolo alla Borsa di New York, andamenti a dir poco insoddisfacenti. Dall’altro, i rapporti sempre più conflittuali con lo UAW, il più famoso sindacato dei lavoratori dell’auto. E paradossalmente, in entrambi i casi, a giocare particolarmente contro Tavares era lo stesso elemento, ovvero le notizie relative ai suoi lauti compensi. Notizie che stridevano sia con gli insufficienti risultati di Borsa, sia con i tagli occupazionali prospettati rispetto ad alcuni stabilimenti statunitensi.

Il quarto elemento è il più sorprendente. Ed è quello relativo non tanto alla notizia in sé della fuoruscita di Tavares dal gruppo Stellantis, ma al modo in cui tale fuoruscita è stata annunciata. Un modo non solo repentino, ma anche inelegante e maldestro.

Che Stellantis fosse in difficoltà, si sapeva. E non era strano, dati gli elementi di contesto che abbiamo sopra richiamato. Che il ruolo di Tavares all’interno del gruppo non fosse destinato a prolungarsi di molto, era anche cosa nota. Si sapeva, infatti, che il suo incarico scadeva ai primi del 2026 ed era stato annunciato che lo stesso Tavares lo avrebbe mantenuto fino al suo termine naturale.

Ma ciò che ha colpito sia gli osservatori che, in particolare, gli operatori di Borsa – persone, queste ultime, notoriamente piuttosto reattive – sono state, appunto, le modalità dell’annuncio.

Nella serata di domenica 1° Dicembre, l’agenzia Bloomberg dà la notizia che il Consiglio di Amministrazione di Stellantis si è riunito d’urgenza e ha “accettato” le dimissioni dell’Amministratore delegato, Carlos Tavares. A corredo della notizia, viene solo reso noto che tal Henri de Castries, un signore che ricopre la carica di “company’s senior independent director”, ha detto che, nelle settimane più recenti, erano emerse delle “visioni differenti” tra l’Amministratore delegato e il Consiglio di Amministrazione. Punto.

Inoltre, è stato annunciato che, di qui alla metà dell’anno prossimo, l’Azienda sarà guidata da un nuovo Comitato esecutivo; comitato che sarà presieduto da John Elkann, ovvero dall’attuale Presidente del gruppo finanziario Exor.

Che stamattina le Borse reagissero malamente, era ovvio. Ma ciò, come crediamo di aver chiarito, non perché gli investitori si siano sentiti abbandonati da Tavares, ma perché la frettolosità dell’annuncio, e la vaghezza delle prospettive, non posson far altro che risultare allarmanti.

Il 1° marzo 2022, Stellantis annunciò, in pompa magna, il suo Piano strategico, ambiziosamente intitolato Dare Forward 2030, cioè, tentando una traduzione, “Osare in avanti, verso il 2030”.

Oggi, e cioè a meno di tre anni da quella data, è difficile dire cosa sia rimasto valido di quel piano. E ciò per due motivi. Il primo è il susseguirsi di notizie negative, come la recentissima conferma che lo stabilimento torinese di Mirafiori resterà chiuso fino a fine anno. Il secondo sono le notizie relative a una sempre più accentuata diversificazione degli interessi degli Elkann verso nuovi settori di investimento.

Insomma, poca chiarezza e molta incertezza. Da qui, da oggi, appare difficile fare previsioni che si spingano fino al 2030.

@Fernando_Liuzzi

Fernando Liuzzi

Fernando Liuzzi

Ultimi articoli

Carlos Tavares si dimette da ceo di Stellantis, il titolo crolla in borsa

di redazione

In evidenza

Def, Cisl: soddisfatti per l’impostazione, subito un patto sociale

Cisl, “contrastare le derive populiste e filoautoritarie”. L’Esecutivo rilancia la piattaforma unitaria, il Patto sociale e l’umanesimo della Magnifica Humanitas

10 Luglio 2026
Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

10 Luglio 2026
Rappresentanza e contratti, Fumarola: bene l’intesa tra le associazioni datoriali, ora si avvii il confronto

Rappresentanza e contratti, Fumarola: bene l’intesa tra le associazioni datoriali, ora si avvii il confronto

10 Luglio 2026
Rappresentanza e contratti, Lusetti (Confcommercio), “l’accordo tra le imprese passaggio di grande rilievo”

Rappresentanza e contratti, Lusetti (Confcommercio), “l’accordo tra le imprese passaggio di grande rilievo”

10 Luglio 2026
Economia, Istat: nel III trimestre crescita ferma, su anno +0,4%, la variazione acquisita per il 2025 allo 0,5%

 Economia, Istat: prospettive incerte a livello globale, pesano gli effetti della guerra Usa-Iran. Cresce il Pil italiano nel primo trimestre

10 Luglio 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi