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Fiom, non si può morire di fame perché c’è stato il Covid

redazione
Giugno26/ 2020

“Vogliamo sapere come verranno rinvestiti i soldi alle imprese. I finanziamenti devono servire per innovare, ma anche per tutelare il lavoro. Confindustria non può dire al governo: dateci i soldi e le imprese faranno da sole, perché facendo da sole hanno dimostrato di fare solo tanta finanza. La gente non può morire di fame perché c`è stato il Covid”. Lo ha sottolineato Francesca Re David, leader della Fiom-Cgil, a Radio Cusano Campus.

“Il tema del lavoro è fondamentale – ha detto – se l’industria è così importante per il Paese è necessario in una fase del genere proteggere il lavoro e non dire che dal 17 agosto si può licenziare, perché il 17 agosto il Covid non è finito.

Rivendichiamo tavoli di settore sulla siderurgia, sull’automotive. Stiamo chiedendo a che cosa servono i contributi alle imprese, come verranno rinvestiti. I lavoratori hanno sempre difeso le aziende e hanno sempre fatto di tutto per tenerle aperte, basti pensare alla Whirpool di Napoli. I finanziamenti devono servire per innovare, digitalizzare e ambientalizzare le imprese, ma anche per tutelare il lavoro perché senza i lavoratori non esiste l’impresa”.

Confindustria “non può dire al Governo: dateci i soldi e le imprese faranno da sole, perché facendo da sole hanno dimostrato di fare solo tanta finanza – ha aggiunto – noi ci occupiamo di ammortizzatori sociali, ma decidere come si fanno politiche industriali per tenere le aziende aperte non compete al sindacato. La gente non può morire di fame perché c`è stato il Covid, allora il tema è come tu metti al centro una ripresa che ragiona sulla radice industriale e produttiva e come nella fase di crisi i lavoratori li tieni agganciati utilizzando in modo intelligente gli ammortizzatori sociali”.

TN

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