I risultati dell’indagine trimestrale condotta dalla Federmeccanica presso un campione di imprese associate evidenziano, nel loro complesso, un miglioramento della congiuntura settoriale dopo sette trimestri consecutivi caratterizzati da andamenti fortemente recessivi.
Nel secondo trimestre dell’anno in corso aumenta, infatti, il grado di sfruttamento degli impianti, migliora il portafoglio ordini e risultano moderatamente positive le previsioni formulate dalle imprese metalmeccaniche sull’evoluzione a breve dell’attività produttiva.
In presenza di una sostanziale debolezza del quadro economico complessivo, stanno emergendo, dunque, alcuni segnali positivi che appaiano ancora insufficienti a certificare un’inversione del trend economico.
Con riferimento all’andamento della produzione metalmeccanica, nel secondo trimestre i dati di fonte Istat hanno evidenziato una crescita dello 0,7% rispetto al primo a cui ha fatto seguito, però, nel mese di luglio una nuova pesante caduta pari al 2,5% rispetto a giugno. Mediamente i volumi realizzati nel secondo trimestre sono risultati in flessione del 2,9% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente ed inferiori del 31% nel confronto con i livelli in essere prima della grande recessione del 2008-2009.
Nei primi sei mesi del 2013 le esportazioni metalmeccaniche sono diminuite mediamente del 2,7%. A fronte di una moderata crescita dei flussi indirizzati verso i paesi esterni all’Unione europea (+1,7%), il fatturato indirizzato verso l’area comunitaria è diminuito del 6,4%, ma su tale mercato è lecito attendersi una inversione di tendenza connessa alla ripresa in atto della produzione metalmeccanica cresciuta mediamente nel secondo trimestre dell’1,9% rispetto al primo, con risultati positivi in Germania (+3,5%) e Francia (+2,2%), paesi questi verso cui indirizziamo circa un quarto dei prodotti metalmeccanici esportati.
Nei primi sei mesi dell’anno le importazioni, in presenza di una domanda interna cedente, sono diminuite del 7,0% mentre il saldo dell’interscambio ha evidenziato un attivo pari a 32 miliardi di euro.
Con riferimento all’utilizzo del fattore lavoro nella prima metà del 2013, a fronte di una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali nelle imprese con oltre 500 addetti, si è registrato un significativo incremento delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate per gli addetti del settore metalmeccanico che nei primi sette mesi dell’anno sono state pari a 208 milioni con un incremento del 14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’eccesso di occupazione rispetto ai volumi prodotti unito alla debole evoluzione dell’at-tività produttiva inducono le imprese metalmeccaniche a prevedere per i prossimi sei me-si un ridimensionamento dei livelli occupazionali.

























