“Si sta preparando un nuovo taglio lineare alle spese per il funzionamento delle Pubbliche amministrazioni, insieme all’ennesima riduzione per l’acquisto di beni e servizi che produrrà ricadute sull’occupazione di chi lavora negli appalti delle Pa. Questo il contenuto degli emendamenti al decreto ‘Fare’ presentati dai Relatori”. E’ quanto afferma il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, nel sottolineare che “si tratta dell’ennesima scorciatoia per non affrontare i problemi della qualità della spesa delle Pa”.
Per il dirigente della Cgil, inoltre, “stride con ‘tanto rigore’ il silenzio sul costo delle consulenze, quantificato dallo stesso governo nel 2011 per 1,4 miliardi di euro, e la sottrazione degli amministratori delle società partecipate dalle Pubbliche amministrazioni al tetto retributivo che riguarda tutti i dirigenti pubblici. Retribuzioni – specifica Gentile – che vengono legate alle ‘migliori pratiche internazionali’, proprio mentre ogni giorno gli organi giurisdizionali, a cominciare dalla Corte dei Conti, limitano sempre di più i diritti contrattuali ed occupazionali dei lavoratori ‘non amministratori’. Lavoratori, questi ultimi, che rischiano il posto e la retribuzione a causa di una legislazione sbagliata ed iniqua. Il rigore – conclude Gentile – è per tanti, ma non per tutti”.
























