“La Uila esprime soddisfazione per il via libera del Parlamento europeo al nuovo regolamento contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti transfrontalieri della filiera agroalimentare. Si tratta di un passo importante per ristabilire condizioni di maggiore equità nella catena del valore, troppo spesso segnata da squilibri di potere che penalizzano i produttori e, di conseguenza, i lavoratori”, così la segretaria generale della Uila-Uil Enrica Mammucari.
“Questo risultato deve rappresentare l’inizio di un percorso più ambizioso in Europa – sostiene Mammucari – Oltre a rivendicare la reciprocità sulla qualità del lavoro negli accordi di libero scambio, riteniamo che il nostro Paese possa essere leader in Europa affinché torni ad essere centrale la questione sociale del cibo. È necessario rafforzare con decisione il principio della condizionalità sociale in tutti i paesi membri dell’Ue, affinché l’accesso ai fondi, ai benefici e alle opportunità del mercato unico sia vincolato al pieno rispetto dei diritti del lavoro, dei contratti collettivi e delle normative in materia di sicurezza e dignità occupazionale”.
“Non può esserci vera concorrenza leale – aggiunge Mammucari – se, sullo stesso mercato, operano imprese che rispettano le regole, applicano i contratti, garantiscono salari dignitosi, sicurezza e contribuzione, in concorrenza con altre che, al contrario, comprimono i costi attraverso sfruttamento, dumping contrattuale o lavoro irregolare”.
“Anche per questo – conclude Mammucari – continuiamo a chiedere al nostro governo la piena applicazione della norma sulla banca dati degli appalti in agricoltura, una conquista legislativa importante che serve a creare trasparenza negli appalti “labour intensive”, dove spesso si annidano caporalato e sfruttamento e, quindi, tante pratiche sleali”.
























