Il segretario della Filcams Cgil di Milano, Marco Beretta, e il segretario della Camera del lavoro di Milano, Massimo Bonini, dichiarano di rispettare la sentenza emessa dal giudice del lavoro di Milano che ha respinto il ricorso contro il licenziamento presentato da Marica Ricutti, impiegata fino al 21 novembre scorso allo store Ikea di Corsico, “ma non la condividiamo: continuiamo a considerare illegittimo questo licenziamento e andremo avanti nella nostra battaglia legale anche perché quello di Marica è una vicenda simbolo di un problema generale”.
Nel corso di una conferenza stampa organizzata alla Camera del Lavoro di Milano, i sindacalisti della Cgil e l’avvocato Maurizio Borali, che assiste la Ricutti, hanno ricordato che la 39enne dipendente del colosso svedese “ha cercato solamente di ottenere il rispetto di una situazione familiare davvero grave”. Ricutti, separata e che vive ad una quarantina di chilometri dal negozio dove lavora, ha due figli piccoli di cui uno di cinque anni disabile.
“Qui non si parla mai di discriminazione di genere ma i fatti dimostrano il contrario: l’Italia è il primo Paese per tasso di dimissioni dopo il primo figlio” ha ricordato Beretta.
“Questo è un caso di scuola perché è in atto un cambiamento epocale: oggi i turni dei lavoratori vengono stabiliti da un algoritmo e il sindacato deve poter intervenire e contrattare questo algoritmo che viene elaborato da una persona. Ci vuole soltanto la volontà politica della direzione aziendale e abbiamo trovato disponibilità da aziende più avanzate di questa” hanno proseguito Beretta e Bonini.

























