Il primo marzo l’Istat aveva rilevato un deficit Pil all’1,9% nel 2017, ma l’istituto ha oggi corretto il tiro, spiegando che nel ricalcolo ha incluso l’impatto del salvataggio delle banche venete, rilevando quindi un peggioramento di 0,4 punti percentuali, attestandosi quindi al 2,3%.
Nonostante il ricalcolo del rapporto Deficit/Pil, a confronto con il 2016 comunque l’incidenza dell’indebitamento sul Pil rimane migliore (era 2,5%), mentre peggiora rispetto alle indicazioni contenute nell’aggiornamento al Def (era 2,1%).
Cattive notizie anche per quanto riguarda il rapporto Debito/Pil: sempre nel 2017, il debito si attesta a 2.263 miliardi, pari al 131,8% del Pil rispetto alla precedente stima Istat del 131,5%. Il dato è peggiorato perchè, anche in questo caso, l’Istat ha incluso nel calcolo il salvataggio delle banche venete. La buona notizia è che se confrontato al 2016, il dato aggiornato del rapporto Debito/Pil rimane comunque inferiore, quando era pari al 132,0%.
Secondo le indicazioni metodologiche fornite da Eurostat, l’operazione relativa alle banche venete ha un impatto complessivo sul debito pubblico di 11,2 miliardi, 4,8 miliardi dei quali sono connessi con il trasferimento a Banca Intesa (effetto diretto) e 6,4 con la riclassificazione delle passività delle liquidazioni delle due banche sopra citate (effetto indiretto). Poiché i dati diffusi in precedenza includevano già l’effetto diretto, in occasione della Notifica la Banca d’Italia ha rivisto al rialzo la stima del debito per il 2017 per tenere conto dell’effetto indiretto.
L’insieme delle modifiche apportate ha quindi condotto, rispetto alle stime precedenti, a un maggiore indebitamento per il 2017, passato dai 33.184 milioni di euro a 39.691 milioni.
e.g.
























