Il gruppo Natuzzi ha deciso di sospendere la procedura di mobilità per 1.726 dipendenti, annunciata nei giorni scorsi dall’azienda, in attesa di entrare nel merito del nuovo piano industriale elaborato per rilanciare l’attività. È quanto emerso al termine dell’incontro tenutosi a Roma per affrontare la vertenza della multinazionale del salotto.
Per il segretario generale della Fillea-Cgil, Walter Schiavella, si tratta di “un risultato parziale, ma non sufficiente” “Ora – ha detto – è necessario un piano industriale vero. Non è la revoca che avevamo chiesto, ma è comunque un primo seppur parziale risultato, frutto delle mobilitazioni dei lavoratori e rispetto al quale diamo comunque atto al sottosegretario De Vincenti per l’impegno profuso”.
“Quanto deciso oggi – aggiunge Schiavella – potrebbe consentire l’apertura di un vero confronto, avendo più tempo a disposizione per cercare vie d’uscita a una vicenda che si trascina da troppi anni e rende necessaria la ricerca di soluzioni e strumenti diversi dal passato”.
Soddisfatto anche il segretario nazionale della Feneal-Uil, Fabrizio Pascucci, secondo il quale si tratta “di un primo risultato positivo che per il momento disinnesca la bomba sociale che l’azienda, con il nuovo piano industriale, rischiava di far esplodere”.
“Ci auguriamo – aggiunge in una nota il responsabile Feneal per il settore legno – di risolvere questa emergenza nel migliore dei modi, attendendo il prossimo incontro”.
Lunedì 15 ci sarà un altro vertice tecnico per trovare soluzioni alternative al licenziamento.
Positivo anche il commento del segretario confederale dell’Ugl, Cristina Ricci, secondo la quale “è importante che il Governo sia sceso in campo rapidamente e che abbia mostrato subito disponibilità a mediare fra sindacati e azienda. L’apertura di un tavolo tecnico, annunciata dal sottosegretario De Vincenti, consentirà di mettersi immediatamente al lavoro per analizzare nel dettaglio il piano industriale dell’azienda e individuare soluzioni meno penalizzanti per far fronte al calo dei ricavi che, per i vertici Natuzzi, è alla base di una scelta così drastica”. (LF)
























