La prevista chiusura di due sedi Tim sul territorio romano ha determinato una situazione di incertezza occupazionale per i 250 addetti ai servizi di pulizia, manutenzione e servizio mensa. Secondo quanto riferito dal sindacato di categoria Filcams Cgil di Roma e del Lazio, per questi lavoratori, a differenza di quelli direttamente dipendenti, “non è stato programmato alcun trasferimento e alcuni sono stati addirittura considerati esuberi, oggetto di una procedura di licenziamento avviata dalla Superlinda e di una annunciata dalla Elior Ristorazione”.
Inoltre, durante un confronto con la responsabile delle relazioni sindacali di Tim, la Filcams ha chiesto alla committenza di fare in modo “che si affermi il principio che da sempre sosteniamo nei servizi in appalto”, e cioè che ai lavoratori venga garantita la continuità di servizio nelle sedi in cui saranno trasferiti i 4.200 dipendenti Tim.
“Le notizie ricevute sono state, per ora, rassicuranti – continua il sindacato -: ci è stato comunicato che il settore acquisti della Telecom ha calendarizzato, già dalla prossima settimana, incontri con le società attualmente fornitrici dei servizi per definire in che modalità e in che luogo dovranno continuare a essere svolti, auspicabilmente con il personale attualmente impiegato”.
La chiusura della prima sede Tim è prevista per il prossimo 30 aprile e la procedura di licenziamento collettivo avviata scadrà il successivo 9 maggio. Pertanto, la Ficalms avverte che “se nei prossimi dieci giorni, tempo necessario per assumere tutte le notizie utili per dare certezza occupazionale ai lavoratori, non riceveremo risposte chiare dai nostri interlocutori, procederemo con la mobilitazione per raggiungere l’unico obiettivo che abbiamo: la tutela dei diritti di coloro che rappresentiamo”.
























