È finita, di nuovo, con una precettazione. Lo sciopero del trasporto aereo, proclamato dai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil per il 16 febbraio e 7 marzo, non s’ha da fare: ci sono le Olimpiadi.
“Pur comprendendo le rivendicazioni dei lavoratori –informa una nota del Mit- il ministro Matteo Salvini condivide la necessità di garantire il diritto alla mobilità anche nei giorni 16 febbraio e 7 marzo, soprattutto perché Milano-Cortina 2026 è un evento straordinario di rilevanza planetaria. L’auspicio del Ministro è che non vengano interrotte le trattative tra aziende e lavoratori, augurandosi una soddisfacente intesa tra le parti”.
Nei giorni scorsi, era stata la Commissione di Garanzia sugli scioperi a segnalare al ministero dei trasporti “il concreto pericolo di pregiudizio alla libertà di circolazione” in date ritenute “critiche” dall’Autorità “a causa della sovrapposizione con i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”. Dunque, per “garantire un equo bilanciamento tra l’esercizio del diritto di sciopero e il regolare svolgimento della manifestazione olimpica”, la Commissione aveva proposto di “riposizionare le astensioni collettive nell’intervallo temporale tra il 24 febbraio e il 4 marzo, non interessato dal calendario delle competizioni”.
In seguito alla comunicazione della Commissione, nella mattinata del 13 febbraio il Mit ha comvocato i sindacati, per definire lo spostamento ad altra data della protesta. Ma i rappresentanti dei lavoratori hanno confermato l’astensione dal lavoro: “si tratta di scioperi che sono in piedi da oltre 20 mesi”, ha dichiarato il segretario generale della Uilt, Marco Verzari, al termine del confronto al Mit. “Nessuno ci ha convocato prima per cercare di risolvere le questione e ora spostare uno sciopero proclamato a dicembre non è più una soluzione praticabile”.
“Ci accusano di essere irresponsabili, ma noi vogliamo dimostrare responsabilità verso le lavoratrici e i lavoratori che aspettano un legittimo rinnovo del contratto da troppo tempo – ha aggiunto il sindacalista- e la stessa responsabilità dovrebbe dimostrarla il Ministro Salvini, a cui ricordiamo che per evitare gli scioperi sarebbe bastato l’impegno per risolvere i problemi dei lavoratori già mesi fa, ben prima dell’inizio delle Olimpiadi. Lo sciopero per noi è l’ultima ratio per risolvere i conflitti, ci auguriamo che non venga negato questo diritto”.
Ragionamenti che tuttavia non hanno trovato ascolto: il ministro, “preso atto delle indicazioni della Commissione di Garanzia Sciopero, e della determinazione dei sindacati rispetto alle agitazioni del settore aereo proclamati durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi”, ha infatti deciso di precettare. Una decisione, ha spiegato, presa allo scopo di “non danneggiare l’immagine di efficienza che l’Italia sta dando” nella gestione dei giochi olimpici. C’e’ da immaginare che le reazioni dei sindacati non si faranno attendere. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine della presentazione di un libro, ha commentato a caldo: “quando c’e’ uno sciopero, Salvini vede rosso”, ribadendo che il governo ha avuto molti mesi di tempo per intervenire e favorire il rinnovo del contratto nazionale, il cui ritardo e’ appunto all’origine della protesta.
Emanuele Ghiani

























