Gli eventi dell’11 settembre sono all’origine della più grave crisi nella storia dell’aviazione civile: hanno avuto un impatto devastante ed immediato in tutti i settori dell’industria del trasporto aereo. Lo afferma uno studio dell’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) secondo cui una ripresa dovrebbe intervenire solo nel 2003.
La situazione non è rosea per il settore, l’effetto dell’11 settembre sull’aviazione civile dovrebbe infatti rivelarsi due volte superiore a quello della guerra del Golfo (1990-1991), afferma lo studio pubblicato a Ginevra. Il crollo del traffico aereo internazionale, ad esempio, dovrebbe essere del 6% nel 2001 contro il 3,8% del 1991 dopo al guerra dl Golfo.
Inoltre la ripresa è attesa tra i 18 e 24 mesi dopo gli attentati dell’11 settembre negli Usa, mentre era sopraggiunta tra i sei e i 12 mesi dopo la guerra del Golfo.
Il rapporto sulla ‘crisi dei cielì è stato realizzato dall’Ilo in vista di una riunione tripartita sull’aviazione civile in programma dal 21 al 25 gennaio a Ginevra.
“A causa dell’attuale crisi – ricorda lo studio – numerose compagnie aeree sono in difficoltà finanziarie: alcune dovranno chiudere, altre dovranno essere poste in liquidazione, altre potrebbero essere ri-nazionalizzate o ricevere sussidi”.
L’impatto si estenderà anche ad altri settori: si calcola che ogni singola perdita di impiego in una compagnia aerea si ripercuota con la perdita di quattro impieghi nel perimetro dell’aeroporto (ristorazione, manutenzione, servizi di sicurezza, gestione bagagli…). Inoltre, tre impieghi sono soppressi fuori dal perimetro degli aeroporti (alberghi, trasporti…). Alla riunione di Ginevra sono attesi 150 partecipanti, inclusi i rappresentanti di alcune compagnie aeree.
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