Raffaella Vitulano
Priorità al processo di riforma sull’avvenire dell’Europa, al pieno impiego, al dialogo macroeconomico tra partner sociali, Bce, Stati membri e Commissione: in occasione dell’avvio del semestre di presidenza spagnola dell’Ue, la Ces ha presentato al governo il suo Mémorandum sindacale, insieme alle confederazioni spagnole Ugt, Cc.Oo., Ela-Stv.
Al primo punto, la Confederazione europea dei sindacati comunica che vigilerà attentamente affinchè la Costituzione e il trattato politico ”riconoscano e rinforzino l’autonomia e il ruolo, in quanto co-regolatori, dei partner sociali a tutti i livelli”, soprattutto alla luce del riconoscimento, da parte del recente vertice di Laeken, dello status di osservatori nella Convenzione alle parti sociali europee. Il Consiglio europeo di primavera che si terrà a Barcellona nel marzo 2002 costituirà uno dei motivi d’orgoglio della presidenza spagnola dell’Ue, tanto sul piano della valutazione dei progressi fatti a livello europeo e nazionale in materia di raggiungimento degli obiettivi fissati a Lisbona, Stoccolma e Göteborg, quanto sulla definizione di priorità e principi direttrici generali che rispondano ai tre principali processi in corso (i grandi orientamenti di politica economica, le Linee direttrici per l’occupazione e la Riforma strutturale) per l’anno a venire. Questo implica che le disposizioni del Trattato relative alle Linee direttrici per l’occupazione e le Riforme strutturali siano totalmente rispettate. In vista del rallentamento della crescita in Europa e di fronte alla minaccia di una ripresa della disoccupazione, i sindacati europei sostengono che ”sarà vitale che il vertice di Barcellona rafforzi gli sforzi politici accordando la priorità allo stimolo della crescita e alla creazione d’impiego”.
Infine, per contrastare ristrutturazioni industriali che ad oggi hanno avuto pesanti conseguenze sull’occupazione e le condizioni di lavoro, i sindacati chiedono alla presidenza l’adozione finale della proposta di direttiva del Consiglio sull’informazione e la consultazione dei lavoratori nella Ue; la revisione della direttiva sui Comitati aziendali europei e i licenziamenti collettivi; una direttiva sul lavoro interinale con l’obbligo di parità di trattamento tra dipendenti; l’adozione della direttiva sull’orario di lavoro degli autotrasportatori e dei padroncini; la proposta di modifica della direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi legati all’esposizione all’amianto.



























