Il leader della Confial Benedetto Di Iacovo, esperto di politiche del lavoro e di contrasto a quello irregolare presso diverse istituzioni pubbliche, di recente ha pubblicato un agile volume dal titolo “Umanesimo del lavoro”, edito da Rubettino, con la prefazione di uno dei grandi leader del sindacalismo italiano, Giorgio Benvenuto, e i contributi dell’economista Domenico Marino dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e di chi scrive, giuslavorista nell’Università di Messina. Di Iacovo sapientemente osserva che dalla fine del fordismo si originata l’Economia 4.0 ed è in corso la transizione digitale: “Le masse operaie hanno lasciato spazio a una galassia di professioni mobili, precarie, digitalizzate, frammentate. Eppure il rischio è lo stesso: la perdita di dignità, la solitudine del lavoratore davanti a poteri impersonali, oggi non più incarnati dal ‘padrone’ ma dall’algoritmo. Il sindacato che non evolve, che non comprende la portata di questa rivoluzione, è destinato a diventare marginale, un residuo del passato, una voce che parla a se stessa mentre la società si muove altrove. Come in ogni epoca di transizione, chi non cambia, muore. E chi invece sa cambiare, può guidare il nuovo mondo del lavoro”.
C’è nell’opera di Benedetto Di Iacovo il richiamo alle radiche antiche delle lotte democratiche segnate dalla cultura del riformismo per il lavoro e a personalità come Giorgio Benvenuto, Gino Giugni e Bruno Trentin.
Si sente nel libro il richiamo anche ad un forte senso di spiritualità, con gli echi delle profonde riflessioni di Papa Francesco sul valore della persona e il significato della sua esistenza e di Simon Weil sui processi di liberazione dallo sfruttamento sociale.
Il compendio di “Umanesimo del lavoro” è nella prefazione di Giorgio Benvenuto: “il volume di Di Iacovo è un contributo di grande rilievo per il pensiero sindacale, giuslavoristico ed economico contemporaneo. Unisce la visione del futuro alla concretezza dell’azione sociale. Restituisce dignità al lavoro come fondamento della Repubblica e orizzonte di libertà”.
Maurizio Ballistreri
Professore ordinario ab. di diritto del lavoro nell’Università di Messina



























