L’indice sulla produzione industriale di dicembre è dimunito dello 0,4% rispetto a novembre ma è salito in termini tendenziali del 3,2%. Lo rende noto l’Istat.
Nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto a novembre crescono in misura più marcata i beni strumentali (+7,2%) e con minore intensità i beni intermedi (+2,9%) e l’energia (+1,7%). I beni di consumo aumentano in modo marginale (+0,1%).
I settori che registrano i maggiori incrementi tendenziali, prosegue l’Istat, sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%).
Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,9%).
“A dicembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce rispetto a novembre – commenta l’Istat – il calo è diffuso ai principali raggruppamenti di industrie, con esclusione dell’energia e dei beni strumentali. Al contrario, su base annua, l’andamento dell’indice è positivo e la crescita riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie tranne i beni di consumo durevoli”.
Complessivamente, nel 2025 la produzione industriale è diminuita dello 0,2% rispetto all’anno precedente al netto degli effetti di calendario con il dato grezzo che segna invece un -1,0%. Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2025. Nell’ambito della manifattura le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica registrano la maggiore crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più ampie caratterizzano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto.





























