C’è vita oltre l’America? Mese dopo mese, anzi, settimana dopo settimana, questa è diventata sempre più di più la domanda inespressa che tormenta i vertici europei. Trump uscirà di scena, prima o poi, ma l’ordine mondiale è cambiato e la placida coordinazione, sia pur subordinata, degli ultimi 80 anni non tornerà. E, allora, senza zio Sam, “se po’ fa’”? La risposta non è incoraggiante: è una strada accidentata, difficile, anche un po’ solitaria. Tutt’altro che indolore, non sul piano sentimentale, ma economico: indipendenza significa sostituire, di fatto, tutta l’intelaiatura della vita del XXI secolo.
Paradossalmente, i due temi di cui si parla di più sono i meno complicati. I dazi di Trump pesano, ma le esportazioni verso gli Usa sono solo il 10 per cento dell’export dei paesi europei che, per oltre il 50 per cento è, invece, intra-Ue. Basterebbe ridurre del 2 per cento le barriere del mercato unico, per recuperare quasi metà dell’intero sbocco commerciale che offrono gli Usa. E anche sulla difesa, il problema è, soprattutto, di tempi. Rimpiazzare i 200 mila soldati americani di stanza in Europa è una questione di volontà politica e l’industria manifatturiera europea è in grado di sostituire e, in qualche caso, superare (nessuno, per ora, batte i droni ucraini) gli armamenti americani. La falla è l’intelligence, ovvero la rete di satelliti che monitorano il campo di battaglia, su cui l’Europa è in ritardo, anche se si sta muovendo. E’ altrove, tuttavia, che l’Europa soprattutto annaspa.
Dollaro. Tre quarti delle transazioni commerciali e finanziarie vengono regolate in dollari e, formalmente, è come se fossero avvenute su territorio americano. Gli Usa possono, dunque, in qualsiasi momento, chiudere il rubinetto dei dollari, costringendo il paese colpito ad arrabattarsi con valute poco trattate o con il baratto. La Ue non è l’Iran nè il Venezuela, l’euro ha un suo sopazio internazionale, anche crescente, ma sarebbe sabbia nell’ingranaggio delle sue esportazioni.
Internet. Il mondo è un intrico di cavi sottomarini che trasmettono i segnali Internet non sul principio della distanza, ma della velocità. Il risultato è che, mentre nel 2002, solo l’1 per cento del traffico transitava per gli Stati Uniti, oggi, secondo alcuni, fino al 70 per cento viene instradato attraverso i potenti server americani. Trump ha il dito sul bottone delle vostre mail. Inoltre, niente – legalmente – gli impedisce di leggerle.
Social. Big Tech è dovunque, quasi sempre da sola. Due terzi degli utenti Internet si servono del browser Chrome, che è di Google, sui cui server arrivano anche il 90 per cento delle ricerche in rete. Nove pc su 10 funzionano con Windows (Microsoft)e 7 telefonini su 10 con Android (Google). Il 40 per cento dell’e-commerce è di Amazon che, insieme a Google e Microsoft, gestisce anche i due terzi dei servizi cloud. Sono monopoli che la Ue fatica a regolare, perché, se qualcuno li spegnesse, sarebbe il caos. Un “click European” non si vede.
Intelligenza artificiale. In un settore così nuovo, spazi di manovra si possono creare. Ma, quest’anno, negli Usa Big Tech investirà 600 miliardi di dollari nel settore. Una valanga che sommerge le (poche) iniziative europee.
Gas. L’Europa non è più dipendente dal metano russo, ma da quello americano, via nave, sì. Il 60 per cento del gas liquefatto importato dai paesi europei viene dall’America: in pratica assicura un quarto dei consumi totali.
Portafogli. Ormai il grosso dei pagamenti, nei negozi e nei servizi, avviene con moneta digitale. Oggi, i due terzi delle transazioni via carta di credito avviene sui circuiti Mastercard o Visa, due giganti americani. Qui, la risposta europea c’è, con l’euro digitale, promosso dalla Bce. Ma arriverà non prima di tre anni. Contemporaneamente, la Ue è impegnata in un braccio di ferro per allentare la morsa monopolistica di Apple e Google sulle tecnologie che governano i loro “wallet” digitali sui cellulari. Di fatto, anche solo accendere il pc o il telefonino è un po’ entrare in America. Per districarsene bisogna essere molto determinati.
Maurizio Ricci





























