“Siamo vicini alle famiglie dei pescatori travolte da un immenso dolore per le ennesime morti sul lavoro che devono far riflettere. Quello del pescatore è un mestiere rischioso, fatto di tempeste, segnato dai cambiamenti climatici che stanno rendendo il mare più imprevedibile e pericoloso, un mestiere in cui però è sempre più difficile tutelarsi rinunciando a mollare gli ormeggi quando le condizioni meteo sono complesse”.
Lo dichiara Antonio Pucillo, capo dipartimento Pesca della Flai Cgil nazionale, commentando il naufragio del peschereccio Luigino avvenuto al largo di Santa Maria Navarrese, nella provincia dell’Ogliastra, che ha provocato due vittime, Antonio Morlè ed Enrico Piras. Alcuni giorni fa, al largo di Santa Margherita Ligure (Ge), era affondata un’altra imbarcazione da pesca, la Acquario, una la vittima, il suo comandante Zouhaier Ben Ali Dhib.
“In entrambi gli incidenti – prosegue Pucillo – le condizioni meteo erano complicate. I pescatori sono consapevoli dei rischi che corrono, conoscono il mare, ma conoscono anche la necessità di sostenere la propria impresa, le retribuzioni, i costi di gestione e quindi la necessita di guadagnare”.
“Ad oggi – insiste Pucillo – le forme di sostegno al reddito per i lavoratori in caso di eventi meteorologici avversi non trovano la giusta applicazione e similmente risultano inefficaci le tutele per le imprese. Ovviamente il tema della sicurezza e della formazione restano fondamentali, soprattutto per le attività lavorative più pericolose come la pesca. Ma non basta agire su questi fronti. L’attività di pesca ormai è delimitata da troppi paletti normativi, così i pescatori troppo spesso non sono nelle condizioni di poter rinunciare ad uscire in mare, anche quando le condizioni meteo sono meno semplici e la loro incolumità è più a repentaglio”.
“L’intero settore della pesca è in crisi – conclude il capo dipartimento Flai – e le condizioni in cui i pescatori si trovano ad operare sono profondamente cambiate. Le istituzioni devono capirlo e agire per rispondere il prima possibile a queste nuove esigenze”.
La Fai Cisl nazionale e la Fai Cisl Sardegna esprimono il più profondo cordoglio per il naufragio del peschereccio Luigino, costato la vita a un pescatore e al comandante nelle acque di Santa Maria Navarrese, nel mare dell’Ogliastra. “In questo tragico momento – afferma la federazione agroalimentare cislina – ci uniamo al dolore dei famigliari e a tutta la marineria locale. Ringraziamo la Guardia Costiera e tutti i soccorritori, e un encomio va ai lavoratori del peschereccio Zeus che navigando in zona sono riusciti a trarre in salvo un terzo pescatore. Incidenti come questo, legati soprattutto alle cattive condizioni meteo – conclude il sindacato – devono comunque ricordarci che il lavoro nella pesca rimane tra i più rischiosi in assoluto. Tutti i soggetti coinvolti facciano di più per ottenere la massima sicurezza in mare e fare prevenzione con più formazione e sostegni a favore di imbarcazioni efficienti e sicure”.




























