“Governo e parti sociali devono mettere mano ai nodi che frenano retribuzioni e consumi, competitività e innovazione, partecipazione e resilienza. Il patto che serve deve partire da uno scambio politico tra salari e produttività”. E’ quanto sottolinea la leader della Cisl, Daniela Fumarola, in un’intervista di sabato 14 febbraio al quotidiano “Il Tempo”, in cui rilancia il patto sociale ricordando l’anniversario dell’accordo di San Valentino firmato 42 anni fa.
“Significa esaltare la contrattazione decentrata per elevare le prestazioni delle imprese e redistribuire i risultati – dice – puntare sulla formazione, che va intesa come diritto universale, soggettivo e portatile di ogni lavoratore. E investire in tecnologia e innovazione, salute e sicurezza, responsabilizzazione dei lavoratori nella vita d’impresa”.
Fumarola non nasconde le divergenze con la Cgil: “Abbiamo culture sindacali diverse e, spesso, una visione differente sulle modalità di interlocuzione con il Governo e le controparti. Andiamo avanti rimanendo aperti a un cammino comune, ma sempre mantenendo ferma la nostra identità, la nostra autonomia dai partiti e il nostro metodo. Non accetteremo veti e non rinunceremo al dialogo sociale e alla responsabilità, perché sono questi gli strumenti che storicamente hanno portato i risultati migliori alle persone che rappresentiamo”.
La numero uno Cisl afferma che imprese e sindacati devono credere nell’enorme potenzialità inespressa dal sistema produttivo in termini di ricchezza prodotta, incremento della qualità di processo e di prodotto, capacità di adattamento alle fortissime scosse determinate dagli eventi internazionali.
“Margini che possono essere colti se capitale e lavoro cominciano a remare insieme su target condivisi – afferma Fumarola – buona flessibilità contrattata, salari di produttività, progresso tecnologico ben governato e legato a nuove competenze, innovazione organizzativa. Insieme dobbiamo contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e darci regole chiare e pattizie di misurazione della rappresentanza. Insomma, c’è da fare un patto. E in questo accordo il Governo non deve essere semplice arbitro: bisogna abbassare il costo dell’energia, promuovere e finanziare le politiche attive e il welfare, rilanciare infrastrutture materiali e sociali, che incidono anche sulla redditività d’impresa e sul salario reale delle persone”.
Sul tema dei salari Fumarola sottolinea che frenando il potere d’acquisto si zavorrano i consumi e senza consumi la crescita resta al palo. “E’ un circolo vizioso che va spezzato. I rinnovi contrattuali che abbiamo ottenuto sono importanti, ma è evidente che non basta – aggiunge – serve l’impegno di governo e imprese a rinnovare i contratti alla loro scadenza naturale e non con mesi o addirittura anni di ritardo. E poi occorre estendere la contrattazione di secondo livello a tutti i lavoratori, rendendola un diritto universale: dove non c’è contrattazione aziendale, deve esserci contrattazione territoriale o di filiera, perché è così che si costruiscono aumenti veri e stabili. Abbiamo fatto passi avanti con il taglio del cuneo, la riduzione sulla seconda aliquota Irpef e gli interventi sulla produttività. Ora bisogna andare avanti, sostenendo ancora il ceto medio”.
Il taglio dell’Irpef, dichiara Fumarola, “va esteso ai redditi fino a 60mila euro, superati i quali bisogna riavviare un ragionamento per una riforma incentrata su maggiore progressività. Il fisco non deve essere un prelievo forzoso, ma un meccanismo di perequazione. Se abbassiamo le tasse a chi lavora e consuma, alimentiamo un circolo virtuoso che genera nuovo gettito. E’ questa la visione che proponiamo al Governo: meno tasse sul lavoro, maggiore rigore su rendite speculative e improduttive, tolleranza zero verso chi evade o elude”.
Infine, sul referendum sulla giustizia Fumarola ribadisce che la Cisl non dà indicazioni “se non una: andate a votare ed esprimete un voto informato, consapevole e non ideologico. Bisogna stare nel merito, sapendo che non c’è nessun attacco alla democrazia, ma che ogni scelta va sostenuta da argomenti scientifici. Per questo terremo a breve un’iniziativa dedicata all’approfondimento tecnico del quesito, dando voce a giuristi esperti sia tra i favorevoli che contrari alla riforma. Informarsi bene, ragionare con la propria testa, andare a votare senza pensare di dover esprimersi per o contro il Governo: questo è ciò che chiediamo a chi ci dà fiducia. Il resto spetta alla sensibilità di ciascuno”.



























