Il settore dei servizi di pulizia e multiservizi conta circa 470 mila addetti e genera un fatturato annuo superiore ai 18 miliardi di euro, confermandosi uno dei principali motori labour-intensive del terziario nazionale. Eppure Fnip Confcommercio segnala ne segnala una sostanziale sottovalutazione nel dibattito pubblico e nelle politiche economiche.
Si tratta, infatti, di una filiera strategica non solo per i servizi erogati, ma anche per la sua funzione sociale ed economica: il comparto multiservizi ha storicamente dimostrato una forte capacità di assorbire lavoratori provenienti da altri ambiti produttivi, accogliendo ciclicamente addetti espulsi da settori industriali in trasformazione o in crisi strutturale a causa dell’evoluzione tecnologica e dei nuovi processi produttivi.
“Il comparto del multiservizi deve ottenere il giusto riconoscimento nel panorama economico italiano – dichiara il presidente Fnip Confcommercio, Carmine Esposito -. Parliamo di un settore che contribuisce in modo determinante alla qualità dei servizi e alla competitività delle imprese, ma che ancora oggi non riceve l’attenzione e la valorizzazione che merita”.
E nei prossimi anni, aggiunge Paolo Uniti, Segretario Generale FNIP Confcommercio il multiservizi “sarà sempre più un punto di riferimento occupazionale per il Paese. L’evoluzione tecnologica e i cambiamenti dei modelli produttivi stanno trasformando profondamente molti comparti industriali, e il nostro settore è destinato ad assorbire un numero crescente di lavoratori provenienti da realtà in riconversione, confermandosi come una delle principali leve di inclusione e stabilità sociale”.


























