• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
mercoledì, 27 Maggio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    La grande promessa tradita del Pnrr

    Smart working: Cgil, positiva la sottoscrizione del protocollo

    Smart working: non basta dire “lavoro da casa”

    Auto a zero emissioni, Timmermans: non si riapre l’accordo, no ai biocarburanti

    Se possiamo farlo per le armi, perché non per Hormuz?

    Meloni torna sotto i riflettori per nascondere la “sua” famiglia Addams. E funziona. Per ora

    Meloni torna sotto i riflettori per nascondere la “sua” famiglia Addams. E funziona. Per ora

    A grandi passi verso la Terza Guerra Mondiale, di Pino Scorciapino. Edizione EdiSud Salerno

    Tre guerre, tre pantani: il mondo travolto dal fallimento della forza

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Natuzzi, dietrofront sull’accordo del 2013, a rischio 1.300 lavoratori

    Natuzzi, tavolo al Mimit sulla vertenza. Per i sindacati serve una “regia istituzionale forte” e stop alle delocalizzazioni”. Tavolo aggiornato all’11 giugno

    Se il lavoro del futuro dà al Jobs Act gli anni contati

    ICT, aumenta il numero degli specialisti in Europa, ma l’Italia resta fanalino di coda

    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, il 15 giugno incontro al Mimit e sciopero in tutti gli stabilimenti. I sindacati: ritirare il piano di smantellamento industriale

    Confindustria: Orsini chiede, Meloni smussa e promette, ma da un anno all’altro cambia poco o nulla. Nel mirino di entrambi ancora l’Europa. Il leader degli industriali contro la guerra: ‘’una sconfitta dell’umanità, sempre’’

    Confindustria: Orsini chiede, Meloni smussa e promette, ma da un anno all’altro cambia poco o nulla. Nel mirino di entrambi ancora l’Europa. Il leader degli industriali contro la guerra: ‘’una sconfitta dell’umanità, sempre’’

    Rinnovata sezione gestori aeroportuali del contratto nazionale

    Il paradosso dell’Italia giovane: fuga dei cervelli e Generazione Neet, un’emorragia che vale 350 miliardi

    Electrolux, sindacati: l’azienda ritiri il piano, questa vertenza è emergenza nazionale

    Electrolux, sindacati: l’azienda ritiri il piano, questa vertenza è emergenza nazionale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Stellantis, prosegue lo sciopero dei lavoratori delle carrozzerie Mirafiori. De Palma (Fiom): dal 2014 persi 11.500 lavoratori nel silenzio

    Stellantis Financial Services Italia, raggiunto accordo per il contratto integrativo

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Marzo 2026

    La relazione del presidente Emanuele Orsini all’Assemblea Confindustria 2026

    Magnifica Humanitas, la prima lettera Enciclica di Papa Leone XIV

    Il testo della pronuncia sul diritto di sciopero della Corte internazionale di giustizia

    InfoCamere, sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo 2026-2028

    InfoCamere, sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo 2026-2028

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    La grande promessa tradita del Pnrr

    Smart working: Cgil, positiva la sottoscrizione del protocollo

    Smart working: non basta dire “lavoro da casa”

    Auto a zero emissioni, Timmermans: non si riapre l’accordo, no ai biocarburanti

    Se possiamo farlo per le armi, perché non per Hormuz?

    Meloni torna sotto i riflettori per nascondere la “sua” famiglia Addams. E funziona. Per ora

    Meloni torna sotto i riflettori per nascondere la “sua” famiglia Addams. E funziona. Per ora

    A grandi passi verso la Terza Guerra Mondiale, di Pino Scorciapino. Edizione EdiSud Salerno

    Tre guerre, tre pantani: il mondo travolto dal fallimento della forza

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Natuzzi, dietrofront sull’accordo del 2013, a rischio 1.300 lavoratori

    Natuzzi, tavolo al Mimit sulla vertenza. Per i sindacati serve una “regia istituzionale forte” e stop alle delocalizzazioni”. Tavolo aggiornato all’11 giugno

    Se il lavoro del futuro dà al Jobs Act gli anni contati

    ICT, aumenta il numero degli specialisti in Europa, ma l’Italia resta fanalino di coda

    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, il 15 giugno incontro al Mimit e sciopero in tutti gli stabilimenti. I sindacati: ritirare il piano di smantellamento industriale

    Confindustria: Orsini chiede, Meloni smussa e promette, ma da un anno all’altro cambia poco o nulla. Nel mirino di entrambi ancora l’Europa. Il leader degli industriali contro la guerra: ‘’una sconfitta dell’umanità, sempre’’

    Confindustria: Orsini chiede, Meloni smussa e promette, ma da un anno all’altro cambia poco o nulla. Nel mirino di entrambi ancora l’Europa. Il leader degli industriali contro la guerra: ‘’una sconfitta dell’umanità, sempre’’

    Rinnovata sezione gestori aeroportuali del contratto nazionale

    Il paradosso dell’Italia giovane: fuga dei cervelli e Generazione Neet, un’emorragia che vale 350 miliardi

    Electrolux, sindacati: l’azienda ritiri il piano, questa vertenza è emergenza nazionale

    Electrolux, sindacati: l’azienda ritiri il piano, questa vertenza è emergenza nazionale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Stellantis, prosegue lo sciopero dei lavoratori delle carrozzerie Mirafiori. De Palma (Fiom): dal 2014 persi 11.500 lavoratori nel silenzio

    Stellantis Financial Services Italia, raggiunto accordo per il contratto integrativo

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Marzo 2026

    La relazione del presidente Emanuele Orsini all’Assemblea Confindustria 2026

    Magnifica Humanitas, la prima lettera Enciclica di Papa Leone XIV

    Il testo della pronuncia sul diritto di sciopero della Corte internazionale di giustizia

    InfoCamere, sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo 2026-2028

    InfoCamere, sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo 2026-2028

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Interviste - Megale, con questo contratto abbiamo ripreso le nostre radici

Megale, con questo contratto abbiamo ripreso le nostre radici

di Emanuele Ghiani
10 Aprile 2015
in Interviste
Megale, con questo contratto abbiamo ripreso le nostre radici

Il segretario generale del sindacato del credito Fisac Cgil, sentito da Il diario del lavoro, ha spiegato le dinamiche che hanno portato, dopo una lunga serie di trattative  e due scioperi, al rinnovo del contratto dei bancari. Nei giorni scorsi l’accordo e’ passato al vaglio del direttivo, nelle prossime settimane saranno i lavoratori a valutarlo nelle assemblee, fino all’approvazione finale.

 

Megale, come valuta il risultato, molto sofferto, di questo contratto?
Aver conquistato il contratto, averne difeso il ruolo fondamentale di tutela universale evitando arretramenti e anzi producendo delle innovazioni è un risultato importante e straordinario, soprattutto considerati tutti quei soggetti che avrebbero voluto in un colpo solo abolire il contratto e sconfiggere il sindacato.

Di questo avete discusso nel Direttivo?
Si, ed è stata una discussione intensa, partecipata e carica di passione che ci ha occupato per due giornate. Si è discusso, sia nel direttivo precedente in cui è stato dato il mandato alla trattativa sia in questo, del fatto che la riconquista del CCNL contrastando la disapplicazione significa non solo sconfiggere le posizioni di ABI ma anche contrastare chi come il Governo sul piano politico punta alla delegittimazione del sindacato confederale e del contratto nazionale.

Tuttavia, il Direttivo, chiamato per votare sull’ipotesi di intesa del rinnovo del contratto, si e’  diviso. Un terzo ha votato contro. Perche’ questo dissenso?
Il risultato del Direttivo è stato l’approvazione dell’ipotesi di rinnovo, con 109 a favore e 56 contrari. Valuto molto positivamente un risultato del genere. Se guardiamo il contratto nazionale del 2012 ne usciamo più forti e più uniti anche come FISAC. Siamo riusciti, in questi due anni, ad aumentare l’unità interna pur mantenendo le diverse sensibilità. E siamo riusciti soprattutto a far vivere l’unità di tutto il sindacato nella categoria. Otto sigle sindacali unite come mai prima.

Dunque un successo da ogni punto di vista?
Aver riconquistato il contratto sconfigge la teoria e la pratica della disapplicazione dello stesso che se attuata avrebbe generato il far west delle relazioni sindacali. Certo in quello scenario avremmo agito con la mobilitazione, non è un caso che avevamo già deciso due giornate di sciopero così come avremmo impugnato la questione sul piano legale. Bisogna, però, essere chiari anche una eventuale azione legale, di per se, non sarebbe stata in grado di restituire quel valore sociale al contratto proprio del ruolo delle parti sociali.

Cosa sarebbe accaduto se  non si fosse riusciti a rinnovare il contratto? Quale sarebbe stato lo scenario, nel settore?
I gruppi bancari con la disapplicazione avrebbero fatto saltare l’area contrattuale con 60 mila lavoratori fuori, non avrebbero più riconosciuto gli scatti di anzianità, avrebbero fatto saltare le indennità di mobilità, i permessi e una parte delle ferie. In sostanza avrebbero scelto di attaccare fior da fiore la parte per loro più indigesta delle tutele contrattuali. Il risultato conclusivo non solo difende gli istituti contrattuali nella loro interezza ma respinge sia l’intervento strutturale sugli scatti d’anzianità che quello congiunturale contrastando l’idea del rinnovo a costo zero.

Per raggiungere questi obiettivi è stato importante sia il mandato dato dal nostro direttivo che l’azione unitaria alla ripresa della trattativa che ci ha consentito di mettere in campo anche una nostra proposta in cui per fare il contratto ci rendevamo disponibili al blocco per la vigenza del TFR (sugli istituti aziendali e ad personam) oltreché a un allungamento dei tempi della durata contrattuale fino a quattro anni.

E’ un ipotesi di contratto che è stata definita dall’anima sociale. Cosa significa per voi?
L’anima sociale del contratto si articola su tre diversi piani parimenti importanti.I giovani che hanno un aumento superiore alla media; l’intervento per coloro che hanno perso il lavoro o che sono nel fondo emergenziale, per cui abbiamo costruito i presupposti affinché possano essere reimpiegati nella categoria; le tutele, pur parziali, dal jobs act quindi la previsione di garanzie rispetto all’art. 18 che il governo ha negato a milioni di lavoratori. Non dobbiamo avere timore nel definire l’ipotesi di rinnovo contrattuale difensiva sapendo che il suo valore è nel non avere concesso arretramenti ed avere introdotto alcuni elementi di novità sociale.

Adesso il contratto passerà al vaglio delle assemblee, che dovranno dare il via libera finale. Come lo presenterete?
Alle assemblee ci si va sostenendo il giudizio positivo sull’ipotesi d’accordo. Non sono consentiti dualismi e doppiezze del gruppo dirigente. E’ chiaro a tutti che una volta che il Direttivo nazionale ha votato, quella diventa la posizione di tutta la FIASC. Tutto il gruppo dirigente è impegnato in questa direzione. Se qualcuno pensa di voler riprodurre le divisioni e le tensioni del 2012 sappia che commette un grave errore e fa del male a tutto il sindacato. Certamente il mandato a firmare dovrà venire dalle assemblee, perché è assieme ai lavoratori che si da valore al contratto nazionale. Lo presenteremo come una riconquista di tutti. Il quindici giugno, data entro la quale si concluderanno le assemblee, se ci sarà il mandato con la firma metteremo la parola fine alla possibile disapplicazione del CCNL in categoria.

Cosa intende per “riconquista di tutti”?
Intendo che è frutto della mobilitazione dei lavoratori e dell’aver tenuto un fronte unitario di tutto il sindacato dall’inizio alla fine. Senza queste due condizioni il contratto non ci sarebbe stato. Il contratto stesso è già una conquista. Veniamo da un periodo di scioperi, di trattative interrotte, di un’ABI che minacciava la disdetta del contratto. Siamo partiti da una proposta della controporte che contrapponeva due sole strade: svuotare il contratto o la disapplicazione. Abbiamo costruito unitariamente la terza ipotesi che favorisce l’area contrattuale ed il suo mantenimento; che favorisce l’occupazione nella categoria; che non consente stravolgimenti degli inquadramenti; che favorisce i salari con il mantenimento degli scatti di anzianità; che trova la mediazione sul calcolo del TFR solo su paga base e scatti di anzianità incidendo, quindi, solo su coloro che hanno voci aggiuntive in busta paga; che introduce garanzie rispetto al jobs act; che favorisce i giovani con un aumento dell’8% in busta paga di 170 euro da subito e di 250 euro a regime. Questi ultimi due elementi sono di per se un valore aggiunto che dovremmo far vivere anche rispetto alle altre categorie. Mentre c’è un governo che toglie diritti c’è un sindacato che trova la soluzione per garantirli. Mentre nelle crisi sono i più deboli a pagare noi privilegiando i giovani abbiamo voluto sostenere proprio coloro che negli ultimi anni sono stati relegati a categoria debole e senza futuro. Per noi i giovani vengono prima.

Gli aumenti che avete ottenuto sono congrui, rispetto alla situazione?
In tempi di deflazione abbiamo ottenuto un 3% di aumento pari a 85 euro che se consideriamo anche gli scatti di anzianità e che gli aumenti non saranno erogati sotto forma di EDR ma in paga base significa vedersi riconosciuto un aumento del 5,4% quindi 155 euro. Rispetto al precedente contratto in cui ottenemmo il 6,05% con il blocco degli scatti e con valori inflattivi ben superiori a quelli attuali.

Prima ha parlato dei giovani: in che senso sono al primo posto?
Abbiamo ridotto dal 18% al 10% il salario di ingresso, in modo che i giovani abbiano un incremento salariale mensile di circa 170 euro pro capite, che si aggiungono agli 85 euro a regime di aumento contrattuale.  Da considerare che abbiamo raggiunto un risultato del genere in un periodo di deflazione. Questo dimostra che è il sindacato, non Matteo Renzi, a occuparsi dei giovani. Noi abbiamo contrastato la logica dei doppi regimi. Mentre Renzi toglie diritti, come l’art. 18, e noi li difendiamo. Inoltre, abbiamo confermato il Fondo per l’occupazione e abbiamo preso l’impegno con l’ABI per non lasciare solo nessun licenziato.

Le politiche del governo non vi hanno quindi aiutato?
I pubblici dipendenti hanno il contratto fermo dal 2010. Il governo avrebbe fatto altrettanto con noi. In questo contesto di crisi, difficoltà di crescita, sofferenze e processi di riorganizzazione, Renzi ha scientemente delineato un attacco ai sindacati, con un’assenza di confronto con le parti sociali e la teorizzazione che i contratti nazionali vanno superati. Il salario minimo per esempio, rischia di essere il soggetto che mette fine ai contratti. Aver rinnovato il nostro contratto e quello del commercio pochi giorni prima dimostra che i contratti ci sono e che si rinnovano.

Il governo, al di la’ del rapporto, o non – rapporto, col sindacato, ha anche  fatto interventi specifici sul settore bancario. Come li valuta?
Il governo non ha saputo prendere una posizione forte e chiara sulla costituzione di una bad bank come si è fatto in altri paesi. E l’intervento sulle banche popolari è stato realizzato in modo maldestro facendo l’interesse di pochi a discapito di molti. Questi sono ulteriori elementi a dimostrazione della tesi che questo governo la categoria del credito l’ha penalizzata ed avrebbe fatto anche di peggio se non avessimo fatto il nostro doveroso lavoro come sindacato.

Nonostante tutte le difficoltà che lei ha appena elencato, siete comunque riusciti a ottenere dei risultati importanti. Come e’ stato possibile?
La partecipazione, gli scioperi, anche tutte le trattative difficili e durissime, sono state non solo efficaci, ma sono state supportate dai lavoratori e da tutte le organizzazioni sindacali, con una posizione unitaria e comune. Il sindacato del credito, grazie alla sua unione, è riuscito a superare le molteplici difficoltà che si sono andate a creare nel corso di questo lungo periodo di contrattazione Abbiamo ripreso le nostre radici: abbiamo realizzato i presupposti affinché i bancari italiani possano avere un contratto nazionale.

 

Emanuele Ghiani

Attachments

  • pdf Inps - Dati sui rapporti di lavoro
  • jpg
Emanuele Ghiani

Emanuele Ghiani

Giornalista de Il diario del lavoro.

In evidenza

Recupero bonus Irpef ad ampio raggio per datori lavoro

Fisco, Agenzia delle Entrate: fake news l’uso di AI per scovare i contribuenti infedeli via social

27 Maggio 2026
Raggiunto l’accordo sul rinnovo del contratto

Banche, report Uilca: la desertificazione bancaria favorisce illegalità

27 Maggio 2026
Natuzzi, dietrofront sull’accordo del 2013, a rischio 1.300 lavoratori

Natuzzi, tavolo al Mimit sulla vertenza. Per i sindacati serve una “regia istituzionale forte” e stop alle delocalizzazioni”. Tavolo aggiornato all’11 giugno

27 Maggio 2026
Lavoro, il tribunale di Palermo boccia l’algoritmo di Foodinho (Glovo): confrontarsi con i sindacati per nuovo piano d’azione

Rider, Assodelivery: linee guida contro il caldo a tutela dei ciclofattorini

27 Maggio 2026
Ilva, la trattativa è lenta, ma Vestager accelera

Ex Ilva, per l’86% degli italiani il rilancio è priorità nazionale. No alla dismissione, resti italiana. L’indagine di Federmeccanica e Confindustria Taranto

27 Maggio 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi