Il Banco BPM ha recentemente firmato vari accordi con i sindacati di categoria sul premio di produttività, buoni pasto e welfare aziendale. Accordi figli di un lungo percorso di relazioni industriali, ha spiegato a Il diario del lavoro Fulvio Furlan, segretario generale della Uilca. Per il sindacalista, non è stato facile raggiungere questi risultati, si sono affrontati nel corso degli anni vari aspetti del lavoro che hanno visto una forte contrapposizione tra le parti. Il risultato finale, dunque, ha dimostrato che la situazione si è sbloccata e che il modello portato avanti dal sindacato funziona.
Furlan, nei giorni scorsi avete firmato degli accordi con il Banco BPM sul premio di produttività e welfare aziendale. Avete avuto difficoltà a raggiungere questi risultati?
Intanto è positivo che le relazioni industriali in Banco BPM si confermino costruttive dopo un periodo in cui hanno incontrato delle difficoltà. Non è sempre stato facile arrivare fino a questo punto. Ricordo che c’è stato un periodo, dopo la firma del contratto nazionale, alla fine del 2023, in cui c’è stata una forte tensione con il Banco BPM. Abbiamo anche fatto delle vertenze per via di una forte divisione rispetto ad accordi di uscita di personale.
Qual era il nodo che non riuscivate a sciogliere?
Volevamo un’assunzione per ogni uscita e ci fu un grosso scontro con l’azienda su questo punto. Dopo quella fase, che portò a un ottimo risultato sull’occupazione, la situazione si è sbloccata e finalmente si è intrapresa una strada costruttiva. Abbiamo condiviso altri accordi positivi, precedenti a questi ultimi, sia in termini di gestione organizzativa che di ricadute sul personale e in termini occupazionali. Quindi questi accordi sono figli di un percorso che le parti hanno costruito in questi ultimi due, tre anni. Ripeto non semplici, ma finalmente vanno nella direzione di un’armonizzazione dei trattamenti tra le aziende che hanno costituito Banco BPM.
Quindi una grande soddisfazione, considerato il percorso non facile che avete affrontato per raggiungere l’accordo
Si, è molto positivo quanto è avvenuto e appunto non è casuale. Un risultato raggiunto con impegno, a partire dal nostro Coordinamento in azienda, grande coesione e volontà da parte sindacale di spingere l’azienda a trovare accordi su temi che erano abbastanza ostici. Nel merito infatti si sono finalmente sbloccate situazioni importanti sia dal punto di vista dei riconoscimenti economici, sia dal punto di vista dei riconoscimenti dei trattamenti in termini di welfare.
Un modello che portate avanti da tempo, confermate quindi che è replicabile?
Si, in altre in altre realtà questo modello è stato utilizzato in passato, ci sono aziende che hanno già affrontato con noi dei percorsi di armonizzazione. Con il Banco BPM si è arrivati un po’ tardi e sicuramente ci sono altre realtà che devono ancora essere spinte in questa direzione. Non solo è un modello replicabile, ma con i recenti accordi con Banco BPM si conferma che è questo il modello virtuoso da seguire.
Esistono altre realtà che mancano all’appello nel quadro di trattative simili?
Una prossima interlocuzione che avremo, e vedremo come si strutturerà, è con Montepaschi – Mediobanca. Capiremo che cosa vuole fare l’azienda, in primis con il piano industriale presentato dall’amministratore delegato, e vedremo quale strada si vuole intraprendere. C’è un tema in questo senso anche con la Banca del Mezzogiorno, oppure in BPER con l’accorpamento di Sondrio. Essendo situazioni nuove bisognerà lavorare in questa direzione e si stanno già aprendo dei tavoli in tal senso.
Perché considera l’accordo con BPM un modello virtuoso?
Perché non dà solo certezze in termini di diritti economici ma costruisce anche un senso d’appartenenza unico alle lavoratrici e ai lavoratori che, arrivando da esperienze diverse, si ritrovano poi nella stessa azienda.
C’è stata unità sindacale nel corso delle trattative e quanto ha influito sulle relazioni industriali?
Banco BPM ha una situazione un po’ complicata per l’unità sindacale, ma gli sforzi sono sempre andati tutti nella direzione di muoversi insieme. Esistono identità confederali che devono coniugarsi con quelle del sindacato autonomo. Il modello è quello delle relazioni sindacali nazionali, perché lì troviamo sempre sintesi positive, di grande valore, che danno un indirizzo al settore e dimostrano la volontà di procedere sempre insieme, perché è insieme che si trovano le condizioni migliori per trovare risposte alle esigenze attuali e del futuro con le controparti aziendali. Devo dire che il Banco BPM è un’azienda dove questo rapporto è un poco più difficile da realizzarsi pienamente, ma il senso di responsabilità di tutti porta sempre a voler trovare una sintesi unitaria, pur nelle differenze. L’unità sindacale è un valore soprattutto perché difendiamo e lottiamo per le lavoratrici e i lavoratori e non lavorare in questa direzione rischia di penalizzare prima di tutto loro, quando invece fare il loro bene è il nostro primo obiettivo.
Emanuele Ghiani

























