Niente tavoli coi pirati. È netta la condanna di Confcommercio nei confronti di chi firma contratti in dumping, tanto netta da far saltare la firma sul nuovo protocollo relativo ai costi dei pagamenti elettronici. L’intesa doveva essere sottoscritta a fine gennaio, presso il Mef, dalla stessa Confcommercio, assieme a Cna, Confesercenti, Fipe e Confartgianato. Ma a sorpresa, nella convocazione inviata dal governo alle parti, compariva anche un’altra associazione, la Fenailp, ovvero la Federazione nazionale di imprenditori e professionisti, considerata firmataria di contratti pirata. Di qui, il dietro front immediato di Confcommercio e delle altre sigle.
“Niet” che oggi l’associazione di Piazza Belli rivendica: la sottoscrizione del nuovo Protocollo di intesa sui costi di accettazione dei pagamenti elettronici, afferma una nota, “è un atto che spetta esclusivamente alle parti che hanno negoziato tale accordo. Non rientrano tra queste organizzazioni e soggetti che sottoscrivono contratti in dumping, alimentando pratiche che alterano la corretta concorrenza e comprimono diritti e tutele”. Quello del dumping contrattuale, sottolinea ancora Confcommercio, è un fenomeno “che ha assunto ormai numeri e caratteristiche da vera e propria emergenza, una piaga sociale che danneggia lavoratori e imprese”.
Per questo, l’associazione ricorda di aver avviato già da tempo insieme a Cgil, Cisl e Uil un confronto per rendere “sempre più moderne e innovative le relazioni sindacali”, e che sta lavorando con le stesse organizzazioni “alla definizione di una proposta concreta e condivisa per contrastare i cosiddetti contratti pirata, rafforzando così la qualità del lavoro e la tutela delle imprese sane”.
Il riferimento è al confronto avviato dal 5 febbraio scorso, a cui hanno preso parte i leader di Cgil, Cisl e Uil e il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, con l’obiettivo di definire, tra i vari temi, anche un sistema chiaro per la definizione della rappresentanza. Trattativa che prosegue in questi giorni, con tre nuovi appuntamenti già’ fissati, e di cui Sangalli parla anche in una intervista pubblicata oggi dal Corriere, esaltando ‘’il dialogo costruttivo coi sindacati, pur nella diversità dei ruoli’’, e affermando che questo ‘’dimostra ancora una volta la validità reale dei corpi intermedi e l’urgenza di riconoscere quelli realmente rappresentativi’’. Sangalli chiede anche al Governo ‘’maggiore impegno per riconoscere la contrattazione di qualità, riconoscendo il ruolo delle organizzazioni maggiormente rappresentative’’.
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