La Enron Corp., il gigante dell’energia Usa protagonista di un improvviso e clamoroso fallimento il mese scorso, e la Arthur Andersen, l’ azienda di revisione dei conti che ne aveva certificato i bilanci, e ieri “licenziata” dalla società energetica, si scambiano reciproche accuse e cercano di scaricare l’una sull’altra la responsabilità di quanto è successo. E il ‘New York Times’ muove nuove accuse contro il capo della Enron, Kenneth Lay, un amico e finanziatore del presidente George W. Bush.
Indagini giudiziarie e parlamentari sono in corso per fare chiarezza sulle discutibili pratiche finanziarie che spinsero la Enron verso la bancarotta e per accertare eventuali reati.
Citando documenti della Andersen, il ‘New York Times’ scrive che Lay si liberò di azioni pochi giorni dopo avere ricevuto, fin dall’agosto scorso, una lettera della società di revisione che lo avvertiva dei problemi contabili. Lay, però, non disse nulla nè agli azionisti nè ai dipendenti i cui fondi pensione e le cui liquidazioni erano essenzialmente in azioni, e che oggi si trovano disoccupati e sul lastrico.
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