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Furlan, rivedere il meccanismo che adegua l’età pensionabile all’aspettativa di vita femminile

redazione
Settembre08/ 2017

“Le donne italiane sono quelle che vanno in pensione più tardi rispetto al resto dell’ Europa e proprio per questo, nell’ accordo raggiunto più di un anno fa con il Governo, abbiamo condiviso un punto ben preciso e cioè che l’aspettativa di vita va rivista”. Lo ha detto oggi nel corso della trasmissione ‘Radio Anch’io’ la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

L’aspettativa di vita, secondo la segretaria generale, va rivista nei meccanismi “a partire da quei lavoratori e da quelle lavoratrici per cui l’aspettativa di vita è un po’ più bassa rispetto a quello che le statistiche prevedono”. Infatti attualmente se se l’aspettativa di vita sale, sale l’età pensionabile, ma se l’aspettativa scende, non diminuisce l’età pensionabile. Inoltre, per la leader della Cisl “a causa della crisi economica tutte le statistiche hanno purtroppo accertato che c’è un aumento della mortalità, perché le persone si curano meno e non c’è dubbio che vi siano lavori particolarmente gravosi”.

Attualmente la discussione comunque è ancora aperta, ma la segretaria generale del sindacato sottolinea una proposta del governo “che è parzialmente interessante, quella cioè di riconoscere sei mesi per figlio fino ad un massimo di due anni alle donne che possono accedere all’ape social.” Si tratterebbe di una platea contenuta, circa 4-5 mila persone: “per questo – sottolinea Furlan – noi abbiamo chiesto un riconoscimento universale del valore sociale ed economico della maternità. Siamo un paese in cui si fanno pochi figli. Far lavorare tutte le donne fino a 67 anni è esattamente il contrario di un processo che ripaga e riconosce la maternità”. Infine, la segretaria generale della Cisl conclude “per quanto riguarda le risorse da stanziare, il Governo, ad oggi, non è stato ancora in grado di dare alcuna risposta e sta aspettando la rilevazione dell’Istat per poter fissare la propria posizione anche sull’aspettativa di vita”.

G.C

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