General Motors ha inaugurato ufficialmente mercoledì scorso il nuovo centro di assemblaggio a Lansing, nel Michigan. Costato circa 560 milioni di dollari (circa 627 milioni di euro), il nuovo stabilimento ha, in realtà, cominciato a produrre Cadillac CTS già da un mese ed è il primo aperto da GM in terra americana da oltre un decennio.
Il complesso Grand River (che sarà seguito da un altro, sempre a Lansing) è più piccolo di un terzo rispetto ad alcune più vecchie strutture del colosso statunitense. Nei suoi tre edifici si costruiranno fino a cinque veicoli diversi e si alterneranno, in due turni, circa 1.500 lavoratori (centinaia di meno rispetto ad altri impianti da 130 mila unità all’anno).
L’apertura di GM arriva mentre altri concorrenti stanno riducendo la capacità produttiva, che – secondo parere unanime – è troppo alta per l’industria dell’auto americana. Entro venerdì, ad esempio, Ford comunicherà prossime chiusure (Chrysler ha invece già tagliato l’anno scorso).
“Lansing non significa aumentare la capacità produttiva ma migliorare l’efficienza”, ha detto il presidente di GM, Rick Wagoner, ai giornalisti durante la cerimonia che si è svolta proprio il giorno prima dell’annuncio del piano di prepensionamenti con cui, secondo fonti ufficali, GM darà il via ad un programma di taglio d’impiegati e lavoratori di almeno il 10% nel 2002.
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