La vertenza Liberty Magona di Piombino rischia, per il sindacato, di diventare un ulteriore caso di ritardi nella soluzione per la mancanza di chiarezza da parte dell’attuale proprietà. Ad oggi, gli impegni assunti al Ministero di agevolare il percorso di cessione sembrano, per la Fim Cisl, ancora non definiti e concretizzati. La firma del preliminare di vendita “non può essere ulteriormente rinviata”, spiegano in una nota congiunta il segretario Nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò e il segretario Fim Cisl Toscana Paolo Cappelli.
L’ultimo mese, la liquidità aziendale ha permesso il pagamento solo del 50% delle spettanze, “segno inequivocabile dell’inadeguatezza dell’attuale gestione”. Situazione aggravata dal fatto che, spiegano i sindacalisti, con impianti completamente fermi, in attività vi erano solo i servizi indispensabili e la salvaguardia impianti, ovvero circa il 15% della forza lavoro.
A oggi si attende il consenso dell’esperto (della procedura di Cnc ) per poter liberare le 4.400 tonnellate circa che sono a terra in magazzino che garantirebbero di saldare il restante 50% e avere un minimo di credito per il mese successivo. Il prossimo 25 febbraio, nell’incontro previsto presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, D’Alò e Cappelli spiegano come non accetteranno alcuna presa di tempo sulla conclusione della vertenza.
“Se qualcuno pensa di tratte profitto da una cessione in questa drammatica situazione di crisi – concludono i sindacalisti della Fim Cisl- ci troverà convintamente dall’altra parte. Difenderemo gli interessi dei lavoratori e della continuità produttiva del sito”.


























