Allo stabilimento bergamasco di Lucchini, azienda siderurgica situata tra Lovere e Castro specializzata nella produzione di componenti ferroviari e prodotti d’acciaio ad alta tecnologia, c’è un problema di parcheggi. A denunciare il caso è la Fim-Cisl, con i suoi delegati di fabbrica che hanno alzato il “velo” su una problematica che costringe alle “gare” per chi arriva prima o nelle peregrinazioni sulle aree circostanti alla ricerca di spazi liberi e possibilmente gratuiti.
Il sindacato spiega che per 1.500 lavoratori impiegati – 1.300 dipendenti cui si aggiungono 200 lavoratori dell’indotto – ci sono poco più di 600 posti auto: solo 200 sono riservati e altri 250, a pagamento o disco orario di 4 ore, sono in condivisione con i cittadini. Nel parcheggio sottostante il campo sportivo, gestito dalla società pubblica L’Ora Srl, partecipata dal Comune di Lovere, ci sono 220 posti auto in convenzione Lucchini da oltre 15 anni, più altri 100 posti auto extra, con tariffa mensile di 10 euro. Nel giro di 10 anni si è arrivati però a un raddoppio della cifra ed è previsto che prossimamente, a convenzione scaduta, possa arrivare a toccare i 35 euro mensili. A fronte di un’inflazione totale di circa il 20%, viene proposto un aumento del 75%. “Aumento illogico, fuori contesto e soprattutto irrispettoso verso i lavoratori”, commenta Ruben Regoli, Delegato fim-Cisl Lucchini Rs.
Lavoratori e cittadini avevano dunque riposto speranze nella realizzazione di una nuova area parcheggi nel parco di Villa Gregorini, ma questioni burocratiche e legali ne hanno bloccato i lavori e i vincoli idro-geologici e paesaggistici limitano gli interventi. A peggiorare il quadro, poi, un servizio di trasporto pubblico insufficiente o inadeguato e le possibilità di “car pooling” che non mitigano il problema.
Una situazione divenuta insostenibile che richiede “sforzi e risposte da parte delle istituzioni”, sostiene Regoli. Durante la campagna elettorale la sindaca di Lovere, Claudia Taccolini, ha incontrato i delegati per avere riscontro delle problematiche dei lavoratori Lucchini: unico argomento di discussione è stato quello dei parcheggi. “Ricevere dunque oggi tale proposta (di aumento, ndr) significa gravare sulle tasche dei lavoratori sapendo di sfruttare il disagio di un’esigenza non colmabile. E se a farlo sono società pubbliche il tutto diventa decisamente imbarazzante. Dal canto nostro abbiamo chiesto per ben tre volte un incontro senza mai ricevere risposta. Ci domandiamo dove sia finito l’aspetto sociale e l’interesse verso le problematiche dei lavoratori”.
“Il problema parcheggi nell’area Lucchini-Porto di Lovere sta raggiungendo il collasso – fa eco Luca Tonelli, Operatore Fim-Cisl di Bergamo -. I mezzi pubblici non coprono i turni di lavoro, fatto salvo che per chi lavora tra le 08:00 e le 17:00 che è un’esigua minoranza, e più che organizzarsi tra dipendenti viaggiando assieme non è dato fare. Riteniamo poi l’aumento da 20 a 35 euro mensili richiesto da L’Ora, che ricordiamo avere una governance del Comune di Lovere e della Comunità Montana, per i parcheggi sotto il campo da calcio privo di alcuna logica se non quella di battere cassa su chi non ha alternative, soprattutto in virtù di un “costo sociale” promosso al tempo del primo accordo (il Comune di Castro fa pagare 50 centesimi al giorno sfruttando le ore non a pagamento, ma i posti sono limitati). È necessario un tavolo di confronto serio con tutte le istituzioni e gli attori coinvolti al fine di cercare una soluzione che soddisfi lavoratori e residenti, dimostrare che c’è ancora interesse a discutere e promuovere politiche sociali vere, non solo di tendenza, tra interlocutori motivati e preparati”.


























