Pur essendo in atto un processo – di lungo periodo, limitato ma reale – verso una maggiore uguaglianza socioeconomica, persistono ancora preconcetti nell’interpretazione delle strutture e dei livelli delle disuguaglianze che caratterizzano le società contemporanee. Un vizio d’origine, deduce l’economista Thomas Piketty in Natura, cultura e disuguaglianze (La nave di Teseo, 112 pagine, 14,00€) attribuibile a una sostanziale abdicazione analitica a favore di «un piccolo gruppo di economisti ed esperti, spesso molto conservatori», orientati verso un’unica spiegazione: un determinismo di lungo periodo che riconduce le disuguaglianze a fattori naturali o culturali, arrivando a classificare alcune società come perennemente ineguali e altre come naturalmente egualitarie.
Sintesi di una conferenza tenuta nel 2022, il volume smonta questo punto di vista «ristretto» proponendo una summa delle analisi storiche e comparative dell’autore: le disuguaglianze non sono un fenomeno naturale né inevitabile, ma il risultato di scelte sociali, culturali e politiche. Per questo vanno interpretate attraverso una prospettiva storica, sociologica e politologica – intesa nella sua dimensione costruttiva e collettiva – oltre che antropologica ed etnologica.
Questa impostazione costituisce il filo rosso della trattazione, che risale alle origini del percorso, discontinuo ma tangibile, verso l’uguaglianza. Le sue traiettorie sono state mosse innanzitutto da mobilitazioni politiche, sindacali e sociali «di notevole ampiezza», a partire dalla matrice rivoluzionaria del 1789. Il libro affronta temi trasversali — istruzione, eredità, welfare, tassazione, disparità di genere, crisi climatica — per dimostrare come le differenze economiche e sociali siano sempre contingenti e per illustrare, con esempi concreti, «fino a che livello di immaginazione possano spingersi le società umane – nel caso, i gruppi dominanti – nel strutturare i diritti in modo tale da consentire il mantenimento del potere».
Emblematico è il riferimento al caso della Svezia, spesso indicata come modello di uguaglianza socioeconomica. Anche qui, però, l’analisi storica mostra che «tutto dipende da chi controlla lo Stato e da quale obiettivo si persegue»: la traiettoria svedese si dissocia da qualsiasi prospettiva deterministica e dimostra come i risultati siano frutto di precise scelte politiche e conflitti sociali.
Piketty guarda a un modello di «socialismo partecipativo, democratico ed ecologico», fondato sulla parità di accesso a beni fondamentali quali istruzione, salute e partecipazione politica, considerati i principali volani della qualità democratica. Ma soprattutto propone la costruzione di una norma di giustizia sociale che consenta ai cittadini di beneficiare di una democrazia economica non riducibile a una mera redistribuzione monetaria, bensì intesa come «processo di decostruzione delle leggi di mercato». È questa, per l’economista francese, la via almeno per avvicinarsi all’obiettivo della piena uguaglianza.
Particolarmente rilevante è la riflessione sui cambiamenti climatici. Tema tutt’altro che nuovo, ma reso ancora più urgente dal recente ritorno di posizioni negazioniste nel dibattito pubblico statunitense — come quelle espresse da Donald Trump e dall’amministratore dell’EPA Lee Zeldin. Per Piketty «la questione delle disuguaglianze e quella delle sfide climatiche e ambientali sono intimamente legate» e non è immaginabile una soluzione credibile alla crisi climatica senza una drastica riduzione delle disparità. Da qui la proposta di una carbon tax progressiva, che comporterebbe anche «una riduzione piuttosto drastica delle differenze di reddito e patrimonio».
Il libro va letto più come una guida introduttiva che come un saggio sistematico su cause e rimedi delle disuguaglianze, e soffre talvolta di una certa sinteticità su passaggi cruciali. Nel complesso rappresenta una sorta di compendio delle opere maggiori dell’autore, riproponendo temi e argomentazioni già ampiamente sviluppati altrove. Punto di forza di Natura, cultura e disuguaglianze resta tuttavia la chiarezza espositiva, sostenuta da esempi storici e comparazioni che offrono al lettore un accesso efficace ai concetti chiave della sua visione delle disuguaglianze.
Elettra Raffaela Melucci

Titolo: Natura, cultura e diseguaglianze – Una prospettiva comparativa e storica
Autore: Thomas Piketty
Editore: La nave di Teseo – Collana Le Onde
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 112 pp.
ISBN: 9788834622896
Prezzo: 14,00€



























