Nella sua riunione odierna la Commissione europea ha adottato la sua relazione di primavera per il Consiglio europeo di Barcellona, intitolata ‘La strategia di Lisbona – Mettere in atto il cambiamento‘. Sono trascorsi quasi due anni da quando il Consiglio europeo di Lisbona ha stabilito l‘audace e ambizioso obiettivo di fare dell‘Unione europea, nell‘arco di un decennio, l‘economia fondata sulla conoscenza più dinamica, competitiva e sostenibile del mondo intero, in un contesto di piena occupazione e di più forte coesione economica e sociale. Da allora il Consiglio europeo ha fatto delle sue riunioni a primavera il punto focale del dibattito sulle questioni di politica economica, sociale ed ambientale. Il Consiglio europeo di Barcellona esaminerà i progressi finora realizzati e concorderà i settori prioritari chiave sui quali appuntare l‘attenzione nell‘arco del prossimo anno. Il Presidente della Commissione Romano Prodi ha dichiarato: ‘Il passaggio all’euro è stato un enorme successo. Gli Europei si sono dimostrati disposti ad accogliere con entusiasmo il cambiamento per migliorare le loro prospettive economiche. L’Europa può riuscire quando vi è la volontà politica. Occorre ora dar prova della medesima ambizione che ha contribuito a realizzare l’euro nel concretare i nostri progetti economici e sociali. Dobbiamo concentrarci sulle misure necessarie per preparare il terreno per un’ulteriore crescita. Il successo economico significa lavoro e una migliore qualità di vita per gli Europei. Sappiamo cosa bisogna fare per conseguire il nostro obiettivo strategico per il decennio in corso: fare dell’Europa l’economia fondata sulla conoscenza più dinamica, competitiva e sostenibile del mondo. Il passaggio all’euro è stato praticamente già portato a termine. Abbiamo l’Unione monetaria. Dobbiamo ora rivolgere la nostra attenzione all’Unione economica e trasformarla in un realtà tangibile’.
La comunicazione illustra i progressi realizzati fino ad oggi nell’applicazione della strategia di Lisbona e conclude che esistono tutte le condizioni per il successo. L’Unione economica e monetaria ha apportato all’UE la stabilità macroeconomica ed ha contribuito ad attenuare l’impatto del rallentamento economico in atto. Le condizioni sottostanti rimangono solide.
Progressi incoraggianti
La Commissione ha già presentato la maggior parte delle proposte principali e la fase iniziale sta per chiudersi. Nel frattempo si sono registrati alcuni successi considerevoli: nuove regole per i mercati delle telecomunicazioni, una maggiore cooperazione nel campo dell’istruzione, riforme delle pensioni e programmi di ricerca. Giustamente la gente si attende che le cose cambino di più e più velocemente. Ma non è possibile trasformare l’Europa da un giorno all’altro, con un colpo di bacchetta magica. Ecco perché Lisbona è un programma decennale per il cambiamento.
Alcune riforme strutturali ed economiche chiave si sono arenate
Il successo finale dipende dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Essi devono colmare senza ulteriori indugi i ritardi della realizzazione pratica. Questi ritardi minacciano non soltanto la nostra credibilità ma anche i progressi concreti. Le conseguenze di un insuccesso sarebbero gravi: una crescita asfittica, meno posti di lavoro. Le scadenze indicate dal Consiglio europeo rischiano di non essere rispettate in settori quali i servizi finanziari, la liberalizzazione dei trasporti e dell’energia, Galileo e il brevetto comunitario. Si tratta di problemi difficili, ma occorre andare avanti subito.
A Barcellona, due anni dopo Lisbona, dobbiamo valutare i progressi e sbloccare la situazione nei settori in cui si è giunti ad uno stallo.
Nel 2002 va data la priorità a tre settori
L‘occupazione. L’Europa ha bisogno di politiche attive dell’occupazione per avvicinarsi di più alla piena occupazione. Questo significa riesaminare i sistemi fiscali e previdenziali, premiare chi lavora più a lungo e migliorare le infrastrutture per l’infanzia. Dobbiamo investire in formazione e in mobilità. Dobbiamo inserire più donne nel mondo del lavoro.
Industrie a struttura di rete e integrazione dei mercati finanziari. Dobbiamo stabilire delle date per la liberalizzazione dei mercati dell’energia e completare con gli elementi mancanti le reti energetiche e di trasporto. Cittadini, imprese e governi europei devono essere collegati tra loro con reti a banda larga. Occorre accelerare l’integrazione dei mercati finanziari mettendo a punto un adeguato quadro normativo. Queste industrie sono la spina dorsale della nostra economia. Occorre più concorrenza per avere prezzi più bassi e una crescita più alta.
Investimenti nella conoscenza. Dobbiamo tradurre in atto il nostro potenziale a lungo termine investendo di più nell’istruzione e preparare i nostri studenti e ricercatori a vivere e lavorare in un’Europa integrata. Dobbiamo preparare il terreno per l’occupazione e la crescita future investendo oggi in ricerca e sviluppo, innovazione e tecnologie di frontiera quali le biotecnologie, le tecnologie pulite e le scienze della vita.
La Commissione presenterà nuovi ambiziosi obiettivi ed iniziative per compiere dei progressi in questi tre settori chiave.
Da Barcellona – conclude Prodi – dovremo mandare un segnale di fiducia e di leadership politica.



























