Tra stipendi non pagati e assenza di garanzie è sempre più a rischio il futuro di 700 lavoratori della Siae Microeletronica. Lo denuncia la Fiom-Cgil di Milano, che per lunedì 1 settembre ha organizzato un presidio davanti alla sede della Regione Lombardia.
Questa mattina al Comune di Cologno Monzese si è svolto un incontro per discutere della situazione. I lavoratori non percepiscono il salario da aprile. I manager aziendali, riferisce la Fiom, hanno comunicato di essere in grado di pagare entro il 4 settembre il salario di maggio per gli operai (la maggior parte dei quali è in cassa integrazione) e un acconto del 50% per gli impiegati e hanno confermato che sarebbe in corso una trattativa per la vendita di quote societarie del gruppo.
“Aver ricevuto la garanzia del pagamento di uno stipendio che avrebbe dovuto essere erogato 4 mesi fa – dichiara Giorgio Pontarollo, segretario della Fiom di Milano – è un’elemosina. Quanto alle garanzie per il futuro il ventilato interesse per l’acquisizione di quote azionarie è talmente vago da non rappresentare alcuna certezza per la continuità produttiva e i lavoratori. Continuiamo a pensare che con un radicale cambio di governace e con investimenti mirati sia possibile rilanciare questo gruppo industriale che ha ancora tutte le caratteristiche per rimanere realtà strategica nel settore delle telecomunicazioni. Per questo chiediamo che venga convocato con urgenza il tavolo di crisi”.