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Stellantis, la Fiom chiede aumento di 167 euro per il 2023 e trattativa nei ministeri

redazione
Ottobre19/ 2022

Recupero del potere d’acquisto entro dicembre con una mensilità in più sotto forma di una tantum, dal 2023 aumento salariale dell’8,8% pari 167 euro medi mensili, del 5% pari a 93 euro per il 2024. E’ la richiesta della Fiom-Cgil nella piattaforma per il contratto di Stellantis, Cnhi, Iveco e Ferrari. La Fiom, che non è firmataria del contratto specifico di lavoro, chiede anche che la trattativa si faccia ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro.

I punti centrali della piattaforma, illustrata dal segretario generale della Fiom, Michele De Palma, e dal coordinatore nazionale del settore automotive Simone Marinelli, sono l`aumento dei salari per recuperare il potere di acquisto, la salute e sicurezza, le condizioni di lavoro, l`occupazione e la stabilizzazione dei lavoratori precari.

La trasformazione che sta avvenendo nel settore necessita di scelte strategiche per garantire un futuro industriale e occupazionale al settore della mobilità, hanno sottolineato De Palma e Marinelli. Per Stellantis la Fiom chiede che il piano industriale e occupazionale si tenga con i ministeri competenti perché la situazione degli stabilimenti, l`incertezza delle prospettive industriali, gli efficientamenti e le uscite di lavoratrici e lavoratori senza un piano sull`occupazione stanno peggiorando le condizioni di lavoro, facendo aumentare il clima di disagio e preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori.

Nel corso dell`ultimo anno sono usciti oltre 5.000 lavoratori a fronte di poche centinaia di assunzioni. L`utilizzo costante degli ammortizzatori sociali, in atto in gran parte dei siti, e il loro aumento negli ultimi mesi, stanno gravando sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori che devono affrontare anche l`aumento generale del costo della vita. Una situazione non più sostenibile per la Fiom, secondo cui occorre fissare un tetto ai dividendi e ai compensi di azionisti e manager e investire le risorse per la riduzione delle emissioni degli impianti, per l`autonomia energetica per la fabbrica verde.

Diversa la situazione per Cnhi e Iveco Group. Il piano strategico quinquennale 2020-2024 “Trasform 2 Win” è stato oggetto di un confronto serrato tra l`azienda e organizzazioni sindacali che ha visto il pieno coinvolgimento delle delegate e dei delegati e dei lavoratori. Un confronto che ha portato alla condivisione di un accordo quadro, sottoscritto al Mise, che ha permesso di gestire una riorganizzazione complessa delle attività degli stabilimenti senza ripercussioni sui lavoratori. Tuttavia, la separazione del gruppo in due distinte aziende, Cnhi e Iveco Group, impone di mantenere alta l`attenzione.

E’ necessario, aggiunge la Fiom, proseguire il confronto per implementare gli investimenti e continuare il percorso delle stabilizzazioni, che ha portato a sottoscrivere accordi in FPT di Torino e Iveco di Suzzara, per affrontare le trasformazioni tecnologiche che stanno arrivando nei settori di riferimento (agricolo, veicoli medi e pesanti).

La produzione di auto di lusso è in forte controtendenza rispetto alla crisi che vive il settore dell`automotive. Ferrari è una delle aziende piu` rappresentative che continua a migliorare i risultati economici e finanziari e produttivi. Per questo è necessario aprire una nuova stagione di democrazia attraverso il confronto sul piano strategico per affrontare la transizione tecnologica e digitale e migliorare le condizioni dei lavoratori.

Nella piattaforma della Fiom è anche richiesta una quota di integrazione del salario in caso di utilizzo di ammortizzatori sociali. Sono richieste, inoltre, un nuovo sistema di inquadramento, tutele per le donne vittime di violenza di genere, sul lavoro agile, misure per la salute e sicurezza, il diritto individuale alla formazione e una sperimentazione della riduzione strutturale dell`orario di lavoro, il coinvolgimento dei delegati attraverso la contrattazione di sito e il ritorno alle Rsu.

Infine, per il metalmeccanici della Cgil occorre un patto sul lavoro “che garantisca i livelli occupazionali e avvii una reale rigenerazione della forza lavoro attraverso accordi di accompagnamento alla pensione e assunzione di giovani lavoratrici e lavoratori”. Il lavoro a termine, in somministrazione e le forme di consulenze devono essere normate e previsti “percorsi di stabilizzazione certi e il diritto alla prelazione anche attraverso l’utilizzo bacini”.

tn

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