• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
lunedì, 19 Gennaio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il modello vincente di Sanchez

    Il modello vincente di Sanchez

    Trump firma l’uscita degli Usa dalla Trans-Pacific Partnership

    Renee Good e la verità alternativa, Trump sulle orme di Goebbels

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Trump sospende per 90 giorni i dazi, l’Ue a sua volta si accoda. E le Borse riprendono il volo

    La guerra dei dazi non è una catastrofe per le imprese italiane. I dati di Bankitalia

    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Confindustria-sindacati, riparte il confronto. Tutti soddisfatti dopo un incontro fiume di oltre tre ore. Nei prossimi giorni sarà fissata una “agenda”. E Orsini si impegna a sbloccare il contratto metalmeccanici

    Rappresentanza, contratti e salari: prove di intesa tra sindacati e imprese al dibattito organizzato dal Civ Inps. Possibile un accordo entro la primavera

    Ilva, sbloccata la trattativa

    Ex Ilva, dagli altoforni ai tribunali

    Crescita Eurozona prosegue a ritmi sostenuti

    Salari & politica

    Parla il rider “ribelle”: via il decreto, lasciateci lavorare, e soprattutto guadagnare

    Capitalismo di piattaforma, per i lavoratori meno “demoniaco” di quanto non venga descritto. Le aziende: “siamo uno strumento di integrazione”. E il sindacato si interroga su nuove forme di rappresentanza

    Caretti (Cisl Piemonte): sulle nuove filiere abbiamo grandi opportunità per investire e crescere

    Caretti (Cisl Piemonte): sulle nuove filiere abbiamo grandi opportunità per investire e crescere

    Crescita Eurozona prosegue a ritmi sostenuti

    Salari, uno studio del Civ Inps fotografa la “stagnazione generale”. L’industria paga meglio dei servizi, la scuola fanalino di coda nelle buste paga pubbliche. E alle donne il 30% in meno degli uomini

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Lo studio della Uil sui servizi educativi alla prima infanzia (2025-2026)

    Il bollettino economico della Banca d’Italia – Gennaio 2026

    Sentenza del Tribunale di Siena sul cosidetto test del carrello

    Verbale di accordo per autostrade e trafori

    Il testo del contratto collettivo delle imprese artigiane di pulizie

    Il testo del contratto collettivo del personale non dirigente Coni

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il modello vincente di Sanchez

    Il modello vincente di Sanchez

    Trump firma l’uscita degli Usa dalla Trans-Pacific Partnership

    Renee Good e la verità alternativa, Trump sulle orme di Goebbels

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Trump sospende per 90 giorni i dazi, l’Ue a sua volta si accoda. E le Borse riprendono il volo

    La guerra dei dazi non è una catastrofe per le imprese italiane. I dati di Bankitalia

    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Confindustria-sindacati, riparte il confronto. Tutti soddisfatti dopo un incontro fiume di oltre tre ore. Nei prossimi giorni sarà fissata una “agenda”. E Orsini si impegna a sbloccare il contratto metalmeccanici

    Rappresentanza, contratti e salari: prove di intesa tra sindacati e imprese al dibattito organizzato dal Civ Inps. Possibile un accordo entro la primavera

    Ilva, sbloccata la trattativa

    Ex Ilva, dagli altoforni ai tribunali

    Crescita Eurozona prosegue a ritmi sostenuti

    Salari & politica

    Parla il rider “ribelle”: via il decreto, lasciateci lavorare, e soprattutto guadagnare

    Capitalismo di piattaforma, per i lavoratori meno “demoniaco” di quanto non venga descritto. Le aziende: “siamo uno strumento di integrazione”. E il sindacato si interroga su nuove forme di rappresentanza

    Caretti (Cisl Piemonte): sulle nuove filiere abbiamo grandi opportunità per investire e crescere

    Caretti (Cisl Piemonte): sulle nuove filiere abbiamo grandi opportunità per investire e crescere

    Crescita Eurozona prosegue a ritmi sostenuti

    Salari, uno studio del Civ Inps fotografa la “stagnazione generale”. L’industria paga meglio dei servizi, la scuola fanalino di coda nelle buste paga pubbliche. E alle donne il 30% in meno degli uomini

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Lo studio della Uil sui servizi educativi alla prima infanzia (2025-2026)

    Il bollettino economico della Banca d’Italia – Gennaio 2026

    Sentenza del Tribunale di Siena sul cosidetto test del carrello

    Verbale di accordo per autostrade e trafori

    Il testo del contratto collettivo delle imprese artigiane di pulizie

    Il testo del contratto collettivo del personale non dirigente Coni

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Blog - Tornare a crescere al più presto

Tornare a crescere al più presto

di Paolo Pirani
14 Novembre 2019
in Blog
Tornare a crescere al più presto

di Emanuele Ghiani https://twitter.com/GhianiEmanuele

“Se si sogna da soli è un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia” recita un aforisma. Naturalmente poi occorre capire la direzione di marcia…

Cinquanta anni fa, proprio di questo periodo l’autunno caldo dei lavoratori, soprattutto dei settori industriali, stava compiendo il massimo sforzo per tentare di tradurre in realtà richieste contrattuali che andavano oltre il valore di un contratto da rinnovare perché proponevano un cambiamento profondo da apportare nel mondo del lavoro come nella società. Da conquistare insieme ed insieme alle organizzazioni sindacali. 

Osservandolo dai nostri giorni è facile sostenere che l’autunno caldo di 50 anni fa abbia avuto in sorte di passare dal sogno unitario all’incubo di tempi difficili. Ma sarebbe un errore considerarlo solo un mito di tempi irrepetibili, così come sarebbe sbagliato ritenerlo  l’inizio di tutti i mali  da spedire in soffitta senza rimpianti.
Anche perché vorrebbe dire evitare, tentazione presente, di fare i conti con la propria storia, soprattutto nella cultura di sinistra di questo Paese.

Il novembre del 1969 fu un anno cruciale anche per le nostre categorie, in particolare  quella dei chimici impegnata in una dura lotta per ottenere il nuovo contratto ed in una famosa vertenza alla Pirelli. Sul rinnovo servirono ben 185 ore di sciopero per piegare la resistenza degli imprenditori il 6-7 dicembre dopo una lunghissima non-stop. Ed i lavoratori del settore chimico e farmaceutico persero in quella lotta, sono calcoli di allora, circa 80 mila lire di salario per ognuno . Fu determinata e forte anche la lotta degli edili che per primi sfilarono in 40 mila alla fine di ottobre per le vie di Roma senza incidenti suscitando la sorpresa di molti in quanto mai dal secondo dopoguerra si erano visti sfilare nella Capitale tanti lavoratori tutti assieme. Almeno prima della manifestazione dei 100 mila metalmeccanici a Piazza del Popolo a fine novembre.  E non mancarono all’appello le lavoratrici ed i lavoratori tessili, come pure i braccianti. E naturalmente furono aspre ma combattive le lotte dei lavoratori metalmeccanici che conclusero la durissima trattativa con la Confindustria poco prima di Natale con esito oltremodo positivo (ma già ai primi di dicembre le aziende pubbliche avevano aperto la via).  

Insomma si può annotare intanto che si è un po’ perduta nella memoria di quella stagione di lotte e di conquiste una verità incontrovertibile: l’autunno caldo appartiene ad un vastissimo movimento di lavoratori, diversi  milioni, che seppero agire unitariamente e riuscirono ad ottenere nei diversi contratti non solo fra l’80 ed il 90% delle rivendicazioni ma anche una sorta di anticipo sui diritti che saranno sanciti dallo Statuto dei diritti dei lavoratori, ad esempio le assemblee in fabbrica con i dirigenti sindacali senza incorrere come avvenne allora in denunce per violazioni della proprietà privata. Ma non va dimenticato anche il valore non solo simbolico della conquista nelle varie categorie dell’industria delle 40 ore nell’arco di vigenza dei contratti. Diventava realtà una delle più antiche rivendicazioni del movimento operaio le cui radici affondavano nei primordi delle lotte sindacali del secolo scorso.

Ma quel periodo ovviamente determinò cambiamenti in tutte le direzioni: produsse il rinnovamento delle classi dirigenti del sindacato ma anche del mondo imprenditoriale;  conseguenze vi furono  sul piano politico anche se la voglia di restaurazione provocò negli anni successivi, anche con le cosiddette stragi di Stato, il ritorno a formule politiche di centrodestra che sembravano seppellite per sempre.

Ma soprattutto non ci fu nessuna catastrofe economica, come sostenevano gli imprenditori per contrastare i forti aumenti salariali avanzati dalle categorie, vere protagoniste di quel periodo: il tutto si tradusse invece nella ricerca di altre forme di produttività e in nuove soluzioni organizzative nei luoghi di lavoro  che resero sostenibili gli aumenti salariali e gli altri costi dei contratti ma al tempo stesso mutarono non poco il volto della produzione.

Certo, non ci fu sbocco politico e la stessa aspirazione verso l’unità ripiegò nella realizzazione della Federazione Unitaria. Ma quel protagonismo sindacale e dei lavoratori, inscindibile nella doppia veste, ebbe echi importanti anche nella società italiana, nel suo costume, nel desiderio di modernizzarsi e di avere riforme civili e sociali all’altezza di una società industriale che si faceva rispettare in Europa e nel mondo.

E si dimostrò che quando lavoratori e dirigenza sindacale sanno trovare pur nella diversità di opinioni, pur nel mezzo di confronti anche aspri,    un equilibrio unitario reale si possono ottenere risultati di grande valore, spingendo anche il resto della società a rinnovarsi ed inseguire nuove idee e proposte.

Oggi quel tipo di fabbrica esiste sempre meno, ed alcuni connotati del grande movimento di lavoratrici e lavoratori di allora, moltissimi erano giovani, anche. Eppure riflettere sull’autunno caldo può aiutare ancora a fare il punto sui temi più controversi di questa stagione politica e sociale.

In primo luogo vi è la considerazione che da quei “sogni” si sta rischiando di sprofondare davvero in incubi di non poco conto. Primo fra tutti il clima di intolleranza che esiste nell’attuale società italiana che  la mancanza di sicurezza e l’incertezza sul futuro non possono giustificare. Si pensi solo alla disinvoltura con la quale si esibiscono richiami al fascismo ed al nazismo  mentre  si offendono e si  minacciano vittime e testimoni di infamie come l’Olocausto. Basta pensare a quel che ha dovuto subire la senatrice Segre perché ebrea che ha reagito con una nobiltà d’animo e una fierezza che rende ancor più miserabili quegli attacchi. Ma anche non può sfuggire la crescente voglia di ricorso alla violenza che estremizza i disagi sociali ed economici e li rende in tal modo ancor più insolubili.

E sul piano industriale emerge fra le righe di drammatiche vertenze aperte come quello della siderurgia, nuovamente un assurdo e pericoloso atteggiamento che potrebbe spingere questo Paese verso una illogica deindustrializzazione che ci renderebbe ancor più marginali e “poveri” in Europa come negli scenari economici mondiali.

Non abbiamo certo  bisogno di deindusrializzazione ma semmai di una vera ed efficace politica industriale.
La risposta non può che essere quella di rilanciare la sfida per restituire al Paese la vera priorità di cui ha bisogno: tornare a crescere, tornare a dare peso ai progetti di sviluppo, tornare a fare del confronto con i corpi  intermedi da parte delle Istituzioni anche un pilastro per combattere gli estremismi di tutti i generi, da quelli nostalgici al razzismo.

L’autunno caldo è esemplare in questo senso: la forza del movimento sindacale poggiò su una audace ma sostenibile strategia contrattuale per poi estendersi agli altri problemi della società italiana.  Ma trovò interlocutori che si convinsero, sul piano politico prima con Brodolini e Donat Cattin poi,  che occorreva assecondare una svolta nel Paese e  non demonizzarla. Ed alla fine si trovò a fare i conti con una parte autorevole della imprenditoria che abbandonava, anche per merito di manager pubblici, le retrovie di una impossibile difesa di comportamenti da anni ’50 e la speranza di dividere i lavoratori.

La forza del movimento sindacale è quella di giocare un ruolo proprio quando si avverte la necessità di cambiare le carte in tavola per favorire un avanzamento civile e sociale. Di questi tempi la necessità è quella di fermare prima  una deriva che può resuscitare una destra illiberale e pericolosa (alla faccia di coloro che ironizzano sulle distinzioni fra conservazione e sinistra), trascinare verso prospettive allarmanti la nostra economia ed il lavoro, ridurre ancora inevitabilmente  i diritti. Ma allora il problema resta sempre lo stesso: animare con proposte, scelte e volontà unitaria il tessuto sociale di un Paese che può rispondere ancora positivamente se gli si offre la possibilità di guardare avanti. Senza egoismi, senza lugubri fantasmi del passato, senza rinunce.     

Paolo Pirani

Attachments

  • jpg
    di Emanuele Ghiani https://twitter.com/GhianiEmanuele
Paolo Pirani

Paolo Pirani

Consigliere CNEL

In evidenza

Ilva, sbloccata la trattativa

Ex Ilva, dagli altoforni ai tribunali

16 Gennaio 2026
Bankitalia, cala la fiducia delle imprese nella crescita

Lavoro, Bankitalia: nel 2025 i salari settore privato crescono del 3,2%, bene i anche livelli dell’occupazione

16 Gennaio 2026
Parla il rider “ribelle”: via il decreto, lasciateci lavorare, e soprattutto guadagnare

Capitalismo di piattaforma, per i lavoratori meno “demoniaco” di quanto non venga descritto. Le aziende: “siamo uno strumento di integrazione”. E il sindacato si interroga su nuove forme di rappresentanza

16 Gennaio 2026
Istat, a novembre inflazione -0,2% e +0,9% su anno

Economia, Istat: a dicembre l’inflazione sale all’1,2%, nel 2025 all’1,5%

16 Gennaio 2026
Bankitalia, Panetta: meno giovani in fuga, più donne e più immigrati, per scongiurare la crisi demografica che incombe sul lavoro

Panetta, investire di più in istruzione, per crescere l’Italia ha bisogno di laureati ben pagati. I giovani scappano per stipendi bassi e scarsa meritocrazia

15 Gennaio 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi