I vertici delle Confederazioni degli industriali dei 15 paesi Ue (per l’Italia Antonio D’Amato) lanciano un appello al presidente di turno dell’Unione Josè Maria Aznar: è “imperativo” – scrivono in una lettera al premier spagnolo – che le liberalizzazioni e le riforme strutturali decise a Lisbona nel marzo 2000 siano “attuate d’ urgenza” per cogliere gli obiettivi di crescita sostenuta e di piena occupazione dell’economia europea.
Il vertice del 15-16 marzo a Barcellona deve dunque rilanciare il processo di modernizzazione e far segnare «un vero passo avanti». Il pressante invito ad Aznar giunge alla vigilia della presentazione, a Strasburgo, del rapporto della Commissione Ue in vista del summit di Barcellona: un documento dettagliato che fotografa progressi e ritardi dell’agenda di Lisbona. Prodi elenca una serie di “delusioni” e propone agli stati membri una tabella di marcia per l’adozione di una lunga serie di misure.
Il messaggio dell’Unice – che rappresenta a livello europeo oltre 16 milioni di piccole, medie e grandi imprese – è chiaro: i leader dei Quindici devono ridare dinamismo all’ambiziosa strategia varata due anni fa per trasformare l’Ue nella “economia più competitiva” del mondo entro il 2010.
“L’Unione, la seconda più grande area economica del mondo – sottolineano nella missiva ad Aznar i presidenti delle Confindustrie europee – dovrebbe essere capace di agire come elemento trainante della crescita economica, ma finora non è riuscita a sfruttare appieno il suo potenziale”.
Le priorità indicate dagli industriali sono “mercati del lavoro più flessibili” e con una “maggior mobilità geografica e settoriale”, affiancati da “sistemi previdenziali sostenibili” ed impianti di sicurezza sociale adeguati alle esigenze del mondo del lavoro. L’Unice insiste anche su un mercato unico pienamente operante (il 10% delle direttive Ue non sono ancora state adottate in tutti i paesi membri) e su una maggiore integrazione dei mercati finanziari.
Il rapporto della Commissione Ue sarà il documento di base su cui i leader dovranno misurare la performance delle riforme finora varate e la volontà politica di accelerare il passo.
Prodi sollecita i Quindici a “riassorbire il gap” fra promesse e risultati concreti se non vogliono rischiare una perdita di credibilità. E su tutti i numerosi capitoli dell’ agenda varata a Lisbona, segnala gli obiettivi a rischio e propone un calendario con precise scadenze-limite per l’approvazione a livello Ue di misure e provvedimenti.
Nella tabella di marcia di Bruxelles spiccano, entro il 2002, l’adozione delle direttive sui fondi pensione, sull’insider trading e sulla vendita a distanza di servizi finanziari. Entro marzo è necessario un accordo sul progetto del sistema di navigazione satellitare Galileo ed “il più presto possibile” occorre giungere ad un’intesa sulle date per la completa liberalizzazione dei mercati del gas e dell’energia.
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