Un esercito di 30mila le donne l’anno scorso ha lasciato il posto di lavoro in occasione della maternità. Il numero emerge dai dati degli ispettorati del lavoro ed è stato diffuso in occasione del convegno dal titolo “Politiche di conciliazione e welfare aziendale” che si è svolto a Roma. Questo fenomeno si inserisce in un contesto nel quale l’Italia presenta un duplice primato negativo: si trova infatti tra i paesi europei con la più bassa natalità e con il più basso tasso di occupazione femminile, da anni fermo al 47,2%.
Tra i temi del convegno c’è la recente indagine dell’Istat, che rileva come in Italia ci siano 22,5 posti negli asilo nido ogni 100 bambini tra 0 e tre anni, bel al di sotto dei 33 posti indicati tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea per promuovere la presenza delle donne nei posti di lavoro. I programmi di welfare aziendale in forte sviluppo rappresentano uno strumento sempre più rilevante per le politiche di conciliazione e al convegno sono stati presentati i piani di welfare aziendale da parte di Fca, Generali Italia e Cimbali.
Sul tema delle politiche di conciliazione è intervenuto il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, il quale ha sottolineato che il welfare aziendale è “una delle leve utilizzate per le politiche di conciliazione” ricordando che una serie di misure introdotte negli ultimi anni come il buono asilo ed i congedi parentali per gli uomini che nel 2018 passeranno da 2 a 4 giorni.
Del Conte ha inoltre ricordato il lavoro agile che “rappresenta una vera rivoluzione. Il lavoro subordinato sarà svincolato dal tempo e dal luogo”. “La sfida è costruire nuovi modelli – ha detto – e non trasferire a casa modelli pensati in azienda”. In prospettiva “le misure di conciliazione saranno sempre più concepite come unisex – ha concluso Del Conte – e non con interventi mirati sulle donne”.



























