• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
venerdì, 9 Ottobre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Dolo o colpa grave, il licenziamento tiene

    L’autunno difficile di Meloni, con Elly nel ruolo di salvagente

    Casa, scuola e sanità decideranno le prossime elezioni. E Giorgia Meloni rischia l’effetto Biden

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

    Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Pnrr, Alleanza Cooperative: colmare i gap infrastrutturali e di sostenibilità

    Infrastrutture, tra necessità di fare squadra e il bisogno di risorse per il post Pnrr: a Bari la due giorni della Filt-Cgil

    Vertenza Pfizer, i sindacati chiedono il ritiro immediato della procedura di licenziamento. Prossimo incontro al Mimit il 24 settembre

    Pfizer, confermati i 330 licenziamenti a Catania

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’indagine Bankitalia sulle aspettative di inflazione e crescita – III trimestre 2026

    Il report Istat sulle spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025

    Fermo biologico pesca, sindacati: governo intervenga per sostegno al reddito

    Pesca, riparte il confronto sul rinnovo del contratto imbarcati su natanti cooperative

    Dalle regioni oltre 1miliardo per la sanità, la trattativa si sblocca

    Sottoscritta la preintesa per il contratto dell’Area Sanità 2025-2027: aumenti medi fino a 560 euro

    Il Misery Index della Confcommercio – Settembre 2026

    Fim-Cisl, report sulla produzione di Stellantis III trimestre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Dolo o colpa grave, il licenziamento tiene

    L’autunno difficile di Meloni, con Elly nel ruolo di salvagente

    Casa, scuola e sanità decideranno le prossime elezioni. E Giorgia Meloni rischia l’effetto Biden

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

    Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Pnrr, Alleanza Cooperative: colmare i gap infrastrutturali e di sostenibilità

    Infrastrutture, tra necessità di fare squadra e il bisogno di risorse per il post Pnrr: a Bari la due giorni della Filt-Cgil

    Vertenza Pfizer, i sindacati chiedono il ritiro immediato della procedura di licenziamento. Prossimo incontro al Mimit il 24 settembre

    Pfizer, confermati i 330 licenziamenti a Catania

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’indagine Bankitalia sulle aspettative di inflazione e crescita – III trimestre 2026

    Il report Istat sulle spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025

    Fermo biologico pesca, sindacati: governo intervenga per sostegno al reddito

    Pesca, riparte il confronto sul rinnovo del contratto imbarcati su natanti cooperative

    Dalle regioni oltre 1miliardo per la sanità, la trattativa si sblocca

    Sottoscritta la preintesa per il contratto dell’Area Sanità 2025-2027: aumenti medi fino a 560 euro

    Il Misery Index della Confcommercio – Settembre 2026

    Fim-Cisl, report sulla produzione di Stellantis III trimestre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro

Flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro

15 Dicembre 2005
in Analisi

di Ida Regalia, docente di Relazioni industriali comparate all’Università di Milano

1. Il dibattito sulla legge 30, aperto dal denso contributo di Tiziano Treu e che Il diario del lavoro sta ospitando da oltre un mese, è importante perché va oltre le contrapposizioni di schieramento, o le disquisizioni degli specialisti sui problemi di interpretazione e attuazione che la legge ha sollevato, per fornire invece spunti meditati per l’esercizio di quell’arte tanto cruciale in democrazia che è l’immaginazione volta alla progettualità.
In questa prospettiva di ampio respiro, il punto non è di discutere se la legge vada o no abolita, com’è stato detto dalla gran parte degli intervenuti. Il punto è di provare a ragionare su ciò che occorre per favorire allo stesso tempo lo sviluppo delle flessibilità di cui ha bisogno il sistema delle imprese e la ridefinizione del sistema di sicurezze, o di welfare, di cui hanno bisogno i lavoratori. Le implicazioni in termini di politica del diritto e di modifiche della normativa dovrebbero venire poi.
In questo spazio può agevolmente inserirsi anche chi ha un’ottica diversa da quella del giurista, come chi scrive. Le brevi notazioni che vorrei aggiungere a ciò che è stato già detto derivano largamente per l’appunto da osservazioni e dati di studi e ricerche empiriche sui mutamenti del mercato del lavoro e dei rapporti d’impiego in una prospettiva europea.
Proverò a svolgere qualche considerazione in tema di flessibilità, di rapporti non standard d’impiego, di politiche del lavoro.
2. Non vi è dubbio che rispetto a un tempo le imprese necessitino oggi di maggior flessibilità nella disponibilità e nell’utilizzo delle risorse. Ma di quali flessibilità si tratti, e di quanta ne occorra, è un dato da verificare empiricamente e niente affatto scontato.
La flessibilità di cui l’impresa ha bisogno può riguardare infatti l’organizzazione del lavoro al suo interno – come quando si fa ricorso a modelli di job enlargement, job rotation, a mobilità tra compiti/ posizioni/ macchine, a forme di teamwork: è la flessibilità di tipo funzionale. Oppure può riguardare orario e tempi di lavoro (flessibilità temporale). O ancora il sistema delle retribuzioni (flessibilità salariale). E può riguardare infine la possibilità di variare all’occorrenza la quantità di lavoro internalizzato o comunque utilizzato (flessibilità quantitativa) ricorrendo a forme non standard – o flessibili – d’impiego.
Tutto questo è risaputo. Ma è appunto per questo che colpisce il fatto che nel dibattito sulla legge 30 – e più in generale nel dibattito sul mercato del lavoro in Italia – il termine flessibilità, senza specificazioni, venga utilizzato quasi esclusivamente per fare riferimento alla flessibilizzazione dei rapporti d’impiego. Ora, di questo genere di flessibilità le imprese mostrano certo di aver bisogno, ma in modi molto variabili, a seconda delle caratteristiche produttive e di mercato, della fase economica, e simili; e soprattutto in misura relativamente contenuta, in genere inferiore a quanto prefigurato, con ottimismo o con preoccupazione in base al proprio punto di vista, qualche anno fa.  

La tendenza a utilizzare in modo complessivamente misurato le forme flessibili d’impiego è un risultato ricorrente delle ricerche empiriche e delle indagini (come una recente svolta da Assolombarda) su comportamenti e dichiarazioni delle imprese. E non è un fenomeno italiano. Se si eccettua il caso della Spagna, in cui il ricorso ai contratti temporanei è tanto aumentato da diventare per gli stessi Governi di centrodestra causa di preoccupazione per le possibili ripercussioni negative sulla qualità dello sviluppo del Paese, anche altrove i dati indicano un ricorso diffuso ma contenuto alle forme d’impiego non standard.
In una ricerca comparativa sul ricorso e la regolazione sociale delle forme flessibili d’impiego in Europa, curata da chi scrive (1), appariva sorprendente il livello moderato del loro utilizzo nel Paese in cui minori sono le restrizioni al loro impiego, vale a dire nel Regno Unito. Così come appariva sorprendente che delle diverse forme di flessibilità utilizzate dalle imprese fossero soprattutto quelle interne e di tipo più qualitativo (flessibilità funzionale e temporale) a essere dichiarate in aumento, rispetto a quelle esterne e di tipo quantitativo, basate sulla flessibilizzazione dei rapporti d’impiego. Del resto, in quella stessa ricerca, i responsabili del personale intervistati, oltre a molti vantaggi, individuavano anche un aumento dei problemi organizzativi e in generale dei costi di transazione connessi al ricorso alle forme non standard d’impiego; e concludevano chiedendo sul piano normativo non tanto un più deciso lasciar fare al mercato (come ci si attendeva), ma una migliore regolazione della materia per non pregiudicare dedizione e coinvolgimento dei lavoratori.
Le implicazioni di queste osservazioni mi sembra vadano nella direzione di chi suggerisce che, per quanto riguarda questo versante del problema della flessibilità che occorre alle imprese, sia opportuno semplificare il ventaglio delle forme contrattuali previste dalla legge, rendendone allo stesso tempo più chiare e certe le regole di utilizzo, e in un quadro che favorisca la buona disposizione e la cooperazione del lavoro.


3. In effetti, le tendenze della contrattazione collettiva recente in materia di mercato del lavoro, e le stesse dichiarazioni dei rappresentanti delle aziende che le hanno accompagnate, mi pare confermino queste esigenze di semplificazione, certezza, ricerca del consenso. Ma occorre ora aggiungere qualche altra considerazione, ponendoci questa volta dal lato del lavoro.
È indubbio, da questo punto di vista, che il lavoratore ricerchi nel lavoro – anche – sicurezza. Ma, analogamente a quanto si è detto a proposito della flessibilità per l’impresa, che cosa significhi poi di volta in volta sicurezza per il lavoratore e quali siano quindi le caratteristiche attese dei rapporti d’impiego non può essere del tutto definito astrattamente e a priori, ma va verificato e ricalibrato a seconda delle circostanze.
Dati di ricerca mostrano che le forme non standard d’impiego possono rappresentare per i lavoratori opportunità non indifferenti per entrare o rientrare – e in modo soft – nel mercato del lavoro, o per adeguare l’impegno lavorativo alle variazioni delle preferenze e delle responsabilità lungo il ciclo di vita. Non necessariamente tali forme d’impiego sono da intendere come soluzioni precarie non volute, o come trappole da cui si stenta a uscire quando si tenti di farlo, benché certo molto spesso lo siano, o lo possano diventare.


In una ideale prospettiva di buon funzionamento del mercato del lavoro, ciò che più conta dal lato del lavoratore è il sapere di poter disporre di meccanismi adeguati di riferimento e sostegno nelle diverse transizioni che sempre più caratterizzano e diversificano i percorsi lavorativi degli individui: le transizioni dall’inattività o dalla scuola al lavoro, da un lavoro a un altro, dal lavoro sul mercato alle attività di cura e viceversa, dal lavoro subordinato al lavoro autonomo, dall’impegno lavorativo alla pensione.
Non si tratta quindi soltanto di progettare modi di promozione dell’occupazione o di uscita dalla disoccupazione, ma di immaginare un sistema di meccanismi in grado di guidare in modo leggero ma efficace transizioni e movimenti sul, e ingressi e uscite dal, mercato del lavoro. Con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra domanda e offerta in modi che allo stesso tempo tengano, per quanto possibile, conto delle specifiche e mutevoli esigenze di conciliazione e realizzazione dal lato del lavoro, e delle specifiche e mutevoli esigenze di flessibilità e affidabilità dal lato dell’impresa.


4. È inutile dire che questa è una parte largamente da scrivere, anzi da ideare. Chiama in causa la tematica che viene in genere definita – con termine brutto e riduttivo – degli ammortizzatori sociali. Più in generale, riguarda caratteri e funzioni da attribuire alle politiche del lavoro.
Mi sembra, da questo punto di vista, che la distinzione analitica consueta tra politiche passive e attive ne possa uscire un po’ attenuata. O, meglio, che in questa prospettiva politiche attive e passive vadano pensate assieme, strettamente connesse, come due lati di una stessa medaglia. E mi sembra, inoltre, che il mutamento normativo che occorre debba continuare lungo la strada di svincolare il godimento di diritti e tutele indispensabili di base per i lavoratori dall’appartenenza a un perimetro aziendale dato.
Solo in questo modo si può cercare di evitare che la mobilità del lavoro sul mercato possa costituire un’opportunità vantaggiosa per i lavoratori maggiormente dotati di risorse immediatamente spendibili, ma una specie di rischioso salto nel buio per tutti gli altri.
Tutto questo, infine, apre straordinarie prospettive nuove per l’azione sindacale. Ci si augura che possano venire colte dalle organizzazioni e valorizzate dalle istituzioni.

(1) – Regalia, I., Regulating New Forms of Employment. Local experiments and social innoivation in Europe, London, Routledge, 2005.

redazione

redazione

In evidenza

Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

8 Ottobre 2026
Ilva, una contrattazione per tutelare salute, ambiente e lavoro, l’iniziativa della Cgil a Taranto

Ex-Ilva, a Palazzo Chigi l’incontro tra governo e sindacati

8 Ottobre 2026
Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

8 Ottobre 2026
Beko, raggiunta l’intesa al Mimit: 300 milioni di investimenti e nessun licenziamento collettivo

Beko, i sindacati denunciano il mancato rispetto del piano industriale: “Garanzie per tutti gli stabilimenti”

8 Ottobre 2026
Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

8 Ottobre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi