La British Airways (Ba) ha chiuso l’esercizio 2001-2002 (a fine marzo scorso) con una perdita di 200 milioni di sterline (circa 320 milioni di euro) rispetto all’utile di 186 milioni di sterline segnato nei 12 mesi precedenti.
Per la compagnia aerea britannica si tratta del peggior risultato dalla sua privatizzazione nel 1987, ma i dati comunicati hanno comunque superato le aspettative degli analisti finanziari ed hanno spinto le Ba in Borsa ad un massimo di 249 pence (+5,7%).
Alcuni analisti finanziari della City avevano stimato una perdita di oltre 400 milioni di sterline per il vettore britannico. Nel quarto trimestre dell’esercizio, invece, i risultati sembrano indicare l’inizio di una ripresa.
La Ba ha chiuso il periodo gennaio-marzo 2002 con una perdita netta di 43 milioni di sterline rispetto al ‘rosso’ per 195 milioni di sterline dello stesso trimestre dell’esercizio precedente. Di fronte alla crisi provocata dagli attentati dell’11 settembre 2001, la compagnia aerea ha ridotto l’organico di 7.000 dipendenti e prevede ulteriori 6.000 esuberi.
Inoltre, il vettore ha ridotto notevolmente la sua capacità, anche attraverso la soppressione di alcune rotte.
Alla luce di queste misure, nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2001-2002 i costi della Ba sono scesi del 12,8%.
Per il momento, però, Eddington non ha fatto alcuna previsione sul ritorno alla redditività ed ha preferito non specificare una data per il ritorno del dividendo.
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