Raffaella Vitulano
Nella dura vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici tedeschi si sta aprendo uno spiraglio. Stasera infatti le parti dovrebbero tornare al tavolo negoziale per un confronto definito “esplorativo” , stando a quanto dichiarato dal leader del sindacato Ig Metall in Baden- Wuerttemberg (sudovest Germania) Berthold Hubert. Da ieri lo sciopero in atto già da una settimana in Baden-Wuerttemberg si è allargato anche alla regione di Berlino- Brandeburgo (nordest).
Si tratta del primo sciopero a Berlino e nel Brandeburgo da 72 anni a questa parte. I primi a incrociare le braccia sono stati i lavoratori della DaimlerChrysler di Berlino-Marienfelde. Per la giornata odierna sono chiamati a scioperare 4.500 metalmeccanici in sette stabilimenti, fra gli altri quelli di Otis (ascensori), Alstom (impiantistica) e Babcock Borsig (impiantistica). La protesta continua inoltre per la seconda settimana nel Baden-Wuerttemberg, che ospita alcune delle maggiori società del paese quali DaimlerChrysler, Audi, Porsche, Siemens. Nella prima settimana hanno scioperato a rotazione nel Land meridionale circa 100 mila lavoratori. Le posizioni restano distanti, con il sindacato fermo nel chiedere aumenti salariali del 6,5%, a fronte del 3,3% offerto dai datori di lavoro. Non si sono registrati finora segnali di avvicinamento e di volontà di un ritorno alla trattativa. Gli industriali e anche il mondo politico, a cominciare dal cancelliere Gerhard Schroeder, guardano con preoccupazione allo sciopero che a loro avviso potrebbe pregiudicare la ripresa economica della quale si avvertono i primi segnali. La Federazione europea dei metallurgici (Fem) e l’ Ig Metall hanno tenuto intanto una riunione di solidarietà internazionale a Francoforte. La Fem e i leader dei sindacati europei dei metalmeccanici e l’ Ig Metall hanno adottato la “Dichiarazione di Francoforte” (disponibile in documentazione) esprimendo solidarietà allo sciopero avviato dall’ Ig Metall. “Adottando la dichiarazione di Francoforte, le organizzazioni sindacale affiliate alla Fem non mostrano solo la loro solidarietà all’azione di sciopero dell’ Ig Metall ma aggiungono una dimensione non trascurabile all’ europeizzazione della negoziazione collettiva europea. La Ces non può che rallegrarsi di questa nuova tappa nella costruzione di un sindacalismo che s’ esprime ad una sola voce” ha dichiarato il segretario generale della Ces, Emilio Gabaglio.
Sempre più, il movimento sindacale si rende conto che la contrattazione collettiva limitata a livello nazionale non è più possibile in tale contesto. E oltre 20 presidenti e segretari generali di categoria in rappresentanza di Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Belgio, Danimarca e Austria prenderanno le loro misure per evitare il trasferimento di produzione trasfrontaliera ed altre manovre volte a contrastare lo sciopero.



























