Secondo quanto emerge dal report Istat sui conti della sanità italiana, tra il 2012 e il 2016 la spesa sanitaria complessiva è aumentata in media annua dello 0,9%. Dopo una diminuzione dello 0,6%, nel 2013 si sono registrati incrementi dell’1,7% nel 2014 e dell’1,3% nel 2015. La spesa sanitaria corrente nel 2016 è pari a 149.500 milioni di euro, in aumento dell’1,0% rispetto all’anno 2015, e la sua incidenza rispetto al pil è dell’8,9%.
Tra il 2012 e il 2016 la spesa sanitaria sostenuta dalla pubblica amministrazione è aumentata in media annua dello 0,5%, registrando, dopo una diminuzione dello 0,7% del 2013, una dinamica positiva influenzata in parte dalla maggiore spesa per farmaci innovativi. La spesa sanitaria pubblica rappresenta il 75% del totale della spesa totale ed è pari al 6,7% del Pil.
La spesa sanitaria sostenuta dai regimi di finanziamento volontari nel periodo 2012-2016 è aumentata in media dell’1,8% ma nel 2016 è diminuita dello 0,4%. Lo scorso anno la sua incidenza sul totale della spesa sanitaria è stata del 2,3% e quella sul Pil dello 0,2%.
La spesa diretta delle famiglie ha registrato nel periodo una crescita media annua del 2,0%, con una diminuzione dello 0,2% nel 2013 e aumenti del 3,5% e del 4,5% nel 2014 e nel 2015. Nel 2016 è aumentata dello 0,4% risultando pari al 2,0 % del Pil e al 22,7% del totale della spesa sanitaria.
La spesa sanitaria complessiva pro capite è passata da 2.395 euro nel 2012 a 2.466 euro nel 2016. Nel 2016 la spesa è finanziata, in media, per 1.850 euro dalla pubblica amministrazione, per 560 euro direttamente dalle famiglie e per 56 euro da regimi di finanziamento volontari.
Nel 2016, la pubblica amministrazione destina ai beni e servizi erogati dagli ospedali e dagli ambulatori rispettivamente il 57,3% e il 17,7% della spesa. La spesa diretta delle famiglie per la maggior parte è destinata a beni e servizi forniti da farmacie e altri fornitori di presidi medici (38,9%) e agli ambulatori (35,4%).



























