Le somme spettanti quest’anno ai Comuni per la loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2018 ammontano a 11,4 milioni di euro in diminuzione del 14,1% rispetto all’anno precedente.
Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 109 milioni di euro, frutto di oltre 110 mila segnalazioni all’Agenzia delle Entrate. Questi i dati del rapporto del Servizio Politiche Territoriali della Uil.
“Se si analizza l’andamento delle somme recuperate – spiega la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, – si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai 2,9 milioni di euro del 2011, transitando per i 10,9 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013”.
L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015.
Il rapporto mette in evidenza come negli ultimi quattro anni sia diminuito il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva.
“I dati che emergono dall’analisi – commenta Veronese – sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 108 miliardi di euro”.
Tra l’altro i condoni o pace fiscale varati negli ultimi anni rischiano di rendere vana, nei prossimi anni, l’azione dei Comuni nel contrasto all’evasione fiscale e contributiva.
Tornando ai dati, lo scorso anno sono stati 393 i Comuni (il 5,1% del totale dei Comuni) che hanno partecipato con la loro attività al contrasto all’evasione a fronte dei 433 dell’anno precedente (ad esclusione di quelli ubicati in Trentino Alto Adige che hanno una loro specifica legislazione).
Tra i 393 Comuni che hanno attivato lo scorso anno l’attività di contrasto all’evasione fiscale vi sono 63 Città capoluogo di provincia.
A livello di singoli Comuni, il Comune di San Giovanni in Persiceto (BO), lo scorso anno, ha recuperato 1,5 milioni di euro, migliorando la performance dell’anno precedente quando il recuperato ammontava a 635 mila euro.
Segue la Città di Torino che lo scorso anno ha incassato 821 mila euro; Genova 760 mila euro; Milano 746 mila euro; Asiago (VI) 650 mila euro; Prato 417 mila euro; Bergamo 310 mila euro; Modena 246 mila euro; Cassina de’ Pecchi (MI) 299 mila euro; Rimini 236 mila euro.
Mentre se si analizza il dato riferito alle Città metropolitane, oltre alle già citate Torino, Milano e Genova – continua Ivana Veronese – Firenze ha incassato 153 mila euro; Reggio Calabria 146 mila euro; Roma 98 mila euro; Bologna 76 mila euro; Venezia 64 mila euro; Palermo 4.651 euro; Catania 3.163 euro; Messina 1.903 euro; Napoli 403 euro. Bari e Cagliari non hanno recuperato nulla.
A livello regionale, l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in Emilia Romagna è del 24,9% (83 Comuni); in Toscana del 12,3% (34 Comuni); in Liguria dell’8,5% (20 Comuni); in Veneto del 6,6% (38 Comuni); in Lombardia del 6,4% (98 Comuni).
In valori assoluti, in Emilia Romagna il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 3,4 milioni di euro; in Lombardia a 3,3 milioni di euro; in Veneto a 1,1 milioni di euro; in Piemonte a 961 mila euro; in Toscana 938 mila euro; in Liguria 856 mila euro.
In Basilicata e Val d’Aosta non è stato riconosciuto nessun premio, mentre in Molise il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 1.150 euro; in Umbria a 19.080 euro; in Puglia 20.816 euro; in Campania 34.137 euro.


























