“La nota finale di sintesi redatta dal Governo dopo il confronto con Cgil, Cisl e Uil, che verrà tradotta in un emendamento alla legge di Bilancio, contiene alcuni positive novità sul tema della previdenza. Anche questa volta, dopo l’iniziale contrarietà, il Governo accetta di affrontare il tema delle pensioni nella legge di Bilancio. Non era scontato. Come sempre, si poteva fare di più, ma abbiamo apprezzato la scelta dell’esenzione di 15 categorie di lavori gravosi dall’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, sia per la pensione di vecchiaia che per quella di anzianità”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
“La nostra battaglia – continua – proseguirà in Parlamento per migliorare ulteriormente la normativa. Ad esempio, non si capisce perché, per accedere all’esenzione dai 67 anni, venga richiesto un minimo di 30 anni di contributi. È una soglia da abbassare. Al tempo stesso, la garanzia del Governo di portare da 6 mesi a 1 anno i contributi figurativi per le lavoratrici per ogni figlio, nel limite massimo di 2 di anni, dovrebbe diventare una scelta non vincolata ai risparmi dell’Ape, ma una misura che riconosca il valore sociale del lavoro di cura. Lo stesso ragionamento vale per la scelta di rendere strutturale l’Ape sociale, che condividiamo. Infine, un segnale va dato ai giovani: dobbiamo abbassare le soglie richieste di 2,8 e 1,5 volte il minimo, che vincolano e limitano fortemente la possibilità di andare in pensione a partire dai 63 anni”, conclude Damiano.




























