Crolla, nel 2020, la domanda di trasporto pubblico locale, il calo è del 47,9% sul 2019, ma non si arrestano gli investimenti nella mobilità urbana. E’ quanto emerge dal report dell’Istat ‘Ambiente urbano anno 2020’.
In crescita bus a basse emissioni, reti di tram e filobus. I servizi di micromobilità elettrica ampliano l`offerta di mobilità condivisa in 22 capoluoghi. Nella gestione del ciclo dei rifiuti, solo Venezia e Cagliari tra i capoluoghi metropolitani raggiungono l`obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata.
Prosegue la transizione digitale: il 26,5% dei servizi online offerti dalle Amministrazioni dei capoluoghi sono di livello elevato (+4,8 punti percentuali). Diminuiscono del 5,4% i consumi finali di energia (energia elettrica -7,2%, gas metano -3,9%).
Le reti più sviluppate in rapporto alla superficie urbanizzata sono quelle tranviarie di Milano e Torino (121,8 e 64,6 km per 100 km2 ), le metropolitane di Milano e Brescia (48,9 e 25,6 km per 100 km2 ) e le reti filoviarie di La Spezia e Bologna (121,5 e 99,1 km per 100 km2).
Nel complesso, tuttavia, la dotazione infrastrutturale dei comuni capoluogo, dove risiede circa il 30% della popolazione nazionale, resta carente: in 81 città (tre su quattro, fra cui Bari e Reggio di Calabria) l`autobus è l`unica modalità di Tpl disponibile o rappresenta oltre il 99,0% dell`offerta, mentre in altri 22 (fra cui Genova, Bologna, Firenze, Palermo, Messina, Catania e Cagliari) copre più di due terzi dell`offerta complessiva.
Soltanto sei città dispongono di un`offerta più diversificata, con quote consistenti coperte dalle altre modalità di trasporto: Milano (dove il 65,1% è fornito dalla metropolitana e un altro 15,3% da tram e filobus), Napoli (64,3% metropolitana, 7,1% tram, filobus e funicolare), Roma (56,9% metropolitana, 4,4% tram e filobus), Venezia (42,2% trasporti per vie d`acqua, 9,8% tram), Brescia (40% metropolitana) e Torino (22,9% tram, 21,4% metropolitana).
E.G.




























