“Anche noi pensiamo che sia necessario introdurre nuovi strumenti che permettano alle fasce deboli acquisti dei beni di largo consumo in esenzione Iva, e detassare i fringe benefits contrattuali fino a 1.000 euro dagli attuali 258”. Lo ha dichiarato il leader della Cisl, Luigi Sbarra, intervistato da Repubblica. “Si deve anche abbattere in via strutturale il cuneo fiscale lato lavoro ed assicurare la piena rivalutazione delle pensioni”.
“La migliore difesa delle retribuzioni è la via contrattuale – ha proseguito -. Vanno rinnovati tutti i contratti, e il trattamento economico complessivo dei quelli più applicati va esteso a tutti i lavoratori, e sostenuto da un fisco meno oppressivo sui redditi da lavoro dipendente medio-bassi, che sono quelli che contribuiscono quasi all’80% delle entrate”.
E sugli extraprofitti? Ci sono margini per chiedere di più?
“L’attuale aliquota del 25% è troppo bassa – ha detto Sbarra -, Ci sono margini per chiedere un contributo maggiore alle imprese energetiche che stanno facendo grandi profitti. Abbiamo bisogno di equità e di giustizia sociale”.
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