• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
domenica, 25 Ottobre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Energia e petrolio, siglata ipotesi di accordo per rinnovo

    La grande bonanza di Big Oil ( per merito delle guerre)

    Salario e sviluppo possono attendere? Una riflessione a margine del congresso Cgil

    Piccole imprese, il tetto sale a quattordici

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’europeismo di necessità di Meloni, orfana di Trump. Ma gli attacchi a Bruxelles non si fermeranno. Tantomeno in campagna elettorale

    Sardegna, sui ritardi per la metanizzazione si va verso lo sciopero

    Decreto Bollette, l’azzardo di Meloni: il tetto al gas rischia di diventare una trappola

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Legge elettorale, Meloni dice che l’ha fatta per gli italiani. In realtà con le nuove regole Giorgia si concede una seconda chance: governare anche in caso di pareggio. Ed è qui il vero tornaconto

    Licenziamenti individuali: quella legge del ’66

    Il gradino saltato. Quando il codice disciplinare del CCNL decide il posto di lavoro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

    Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

    Addio ad Aldo Amoretti, sindacalista generoso

    Addio ad Aldo Amoretti, sindacalista generoso

    Autotrasporto, Ricci (Cgil): A Napoli è emergenza vera, il decreto non basta. Non possiamo aspettare il 27

    Autotrasporto, Ricci (Cgil): A Napoli è emergenza vera, il decreto non basta. Non possiamo aspettare il 27

    AC Boilers, Tomasicchio (Fim Cisl): acquisizione conclusa, ma il piano industriale è ancora da definire

    AC Boilers, Tomasicchio (Fim Cisl): acquisizione conclusa, ma il piano industriale è ancora da definire

    Tlc, “la politica ci ascolti. La filiera è strategica per il paese”. Le richieste delle parti sociali al Forum di Asstel

    Tlc, “la politica ci ascolti. La filiera è strategica per il paese”. Le richieste delle parti sociali al Forum di Asstel

    Fonderie Pisano, spiragli per i 160 lavoratori: cassa in deroga a Fratte, Luogosano verso la cessione

    Fonderie Pisano, spiragli per i 160 lavoratori: cassa in deroga a Fratte, Luogosano verso la cessione

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    La versione completa e la sintesi della relazione del presidente di Federmeccanica Simone Bettini all’Assemblea Generale 2026

    L’analisi Confcommercio sui negozi sfitti in Italia

    Eni, raggiunto l’accordo sullo smartworking

    Equitalia Giustizia, sindacati: raggiunto l’accordo sullo smart working

    Cgil, Osservatorio previdenza

    I dati Istat su natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2025

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Pfizer Catania, tre gruppi interessati allo stabilimento. Sindacati: ora prorogare la procedura di licenziamento

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Noi siamo i tempi. La chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi, di Marco Damilano. Editore Mondadori

    Noi siamo i tempi. La chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi, di Marco Damilano. Editore Mondadori

    Fai i tuoi interessi, di Marco Casario. Editore Mondadori

    Fai i tuoi interessi, di Marco Casario. Editore Mondadori

    Fabio Maniscalco, il «custode dell’arte»: nella cultura c’è la via per la pace

    Fabio Maniscalco, il «custode dell’arte»: nella cultura c’è la via per la pace

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Energia e petrolio, siglata ipotesi di accordo per rinnovo

    La grande bonanza di Big Oil ( per merito delle guerre)

    Salario e sviluppo possono attendere? Una riflessione a margine del congresso Cgil

    Piccole imprese, il tetto sale a quattordici

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’europeismo di necessità di Meloni, orfana di Trump. Ma gli attacchi a Bruxelles non si fermeranno. Tantomeno in campagna elettorale

    Sardegna, sui ritardi per la metanizzazione si va verso lo sciopero

    Decreto Bollette, l’azzardo di Meloni: il tetto al gas rischia di diventare una trappola

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Legge elettorale, Meloni dice che l’ha fatta per gli italiani. In realtà con le nuove regole Giorgia si concede una seconda chance: governare anche in caso di pareggio. Ed è qui il vero tornaconto

    Licenziamenti individuali: quella legge del ’66

    Il gradino saltato. Quando il codice disciplinare del CCNL decide il posto di lavoro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

    Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

    Addio ad Aldo Amoretti, sindacalista generoso

    Addio ad Aldo Amoretti, sindacalista generoso

    Autotrasporto, Ricci (Cgil): A Napoli è emergenza vera, il decreto non basta. Non possiamo aspettare il 27

    Autotrasporto, Ricci (Cgil): A Napoli è emergenza vera, il decreto non basta. Non possiamo aspettare il 27

    AC Boilers, Tomasicchio (Fim Cisl): acquisizione conclusa, ma il piano industriale è ancora da definire

    AC Boilers, Tomasicchio (Fim Cisl): acquisizione conclusa, ma il piano industriale è ancora da definire

    Tlc, “la politica ci ascolti. La filiera è strategica per il paese”. Le richieste delle parti sociali al Forum di Asstel

    Tlc, “la politica ci ascolti. La filiera è strategica per il paese”. Le richieste delle parti sociali al Forum di Asstel

    Fonderie Pisano, spiragli per i 160 lavoratori: cassa in deroga a Fratte, Luogosano verso la cessione

    Fonderie Pisano, spiragli per i 160 lavoratori: cassa in deroga a Fratte, Luogosano verso la cessione

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    La versione completa e la sintesi della relazione del presidente di Federmeccanica Simone Bettini all’Assemblea Generale 2026

    L’analisi Confcommercio sui negozi sfitti in Italia

    Eni, raggiunto l’accordo sullo smartworking

    Equitalia Giustizia, sindacati: raggiunto l’accordo sullo smart working

    Cgil, Osservatorio previdenza

    I dati Istat su natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2025

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Pfizer Catania, tre gruppi interessati allo stabilimento. Sindacati: ora prorogare la procedura di licenziamento

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Noi siamo i tempi. La chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi, di Marco Damilano. Editore Mondadori

    Noi siamo i tempi. La chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi, di Marco Damilano. Editore Mondadori

    Fai i tuoi interessi, di Marco Casario. Editore Mondadori

    Fai i tuoi interessi, di Marco Casario. Editore Mondadori

    Fabio Maniscalco, il «custode dell’arte»: nella cultura c’è la via per la pace

    Fabio Maniscalco, il «custode dell’arte»: nella cultura c’è la via per la pace

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Rubriche - Giochi di potere - Due leghe e due leader. Il modello tedesco della Cdu-Csu nei piani di Zaia

Due leghe e due leader. Il modello tedesco della Cdu-Csu nei piani di Zaia

di Alberto Gentili
21 Ottobre 2025
in Giochi di potere
Due leghe e due leader. Il modello tedesco della Cdu-Csu nei piani di Zaia

LUCA ZAIA PRESIDENTE REGIONE VENETO

Tra non molto, in Italia, potrebbe spuntare un nuovo partito. In sé non è una novità, siamo il Paese dove partiti e partitini sbocciano e appassiscono in un batter di ciglia. O quasi. Ma la nuova forza politica in gestazione potrebbe avere un impatto e una longevità sorprendenti. A guidarla dovrebbe essere Luca Zaia, il governatore veneto della Lega, escluso dalla corsa delle elezioni regionali di fine novembre a causa del divieto del terzo mandato imposto da Giorgia Meloni. Il Doge, chiamato così per il ventennio passato al vertice del potere veneto, non l’ha presa bene. Naturalmente. E dopo lo stop della premier, ha pensato di presentare una propria lista. Ma anche questa volta Meloni, che ha concesso al Carroccio di correre per la guida del Veneto con il vicesegretario Alberto Stefani, l’ha bloccato. La ragione: la lista personale avrebbe rubato troppi voti a Fratelli d’Italia. Infatti il governatore uscente alle elezioni del 2020 fu eletto con il 76,8% dei consensi e la sua lista personale incassò il 44,6%. Roba mai vista.

Ma il Doge, escluso dopo mesi di urla e strepiti dalla corsa per presidente regionale, non si è arreso. E ha deciso di candidarsi come capolista della Lega in tutte le province venete. Un modo per pesarsi, far vedere chi comanda a Venezia e dintorni e dimostrare (dopo i clamorosi disastri nelle Marche e in Toscana) che al Nord la Lega senza Matteo Salvini è in buona salute.

Zaia, con questa mossa, vuole centrare due obiettivi. Il primo: fare della “sua” Lega la maggiore forza del Veneto dove, alle elezioni europee dell’anno scorso, Fratelli d’Italia incassò il 37,8% surclassando il partito di Salvini. Il secondo obiettivo, quello con maggiore valenza politica per il futuro, punta a ribaltare la strategia seguita fin qui da Salvini. Basta con il populismo, il sovranismo, i toni da ultradestra e il generale Roberto Vannacci che ha fatto un clamoroso flop nella sua Toscana. Basta osannare Donald Trump e Vladimir Putin: chi deve fare i conti con i ceti produttivi del Nord-Est non fa il tifo per chi impone i dazi o scatena la guerra. E avanti con la riscoperta e la valorizzazione dell’identità padana, archiviando così il progetto di partito nazionale di Salvini. “Dobbiamo riscoprire le nostre radici, rilanciare il Nord e i suoi interessi”, teorizza Zaia.

Attenzione, però. Zaia non punta a mandare a casa Salvini. Non gli interessa e non ne ha la necessità: ama lavorare al Nord come Umberto Bossi. E, astuto com’è, nel suo piano c’è l’idea di lasciare a Salvini la guida di quella che ormai si è trasformata in una “bad company”: la Lega nazionale. Il Doge, invece, se il voto di fine novembre lo premierà, si lancerà nell’impresa di costruire la “casa dei nordisti”. Insomma, fonderà una nuova Lega Nord.

Non aspettatevi però zuffe, lacrime e drammi. La scissione che ha in mente Zaia sarà pilotata e, probabilmente, concordata. Una sorta di separazione consensuale, accompagnata da un accordo di imperitura alleanza e fratellanza con la Lega nazionale di Salvini. E questo sarà possibile adottando il modello tedesco. In Germania, fin dal dopoguerra, esiste l’Unione Cdu/Csu, formata da due partiti chiamati “gemelli”. Uno opera su scala nazionale ed è l’Unione cristiano democratica attualmente guidata dal cancelliere Friedrich Merz. L’altro è l’Unione cristiano sociale di Baviera, che si limita a raccogliere voti solo nel land bavarese e ha come capo Hors Seehofer. Poi, a Berlino, governano assieme felici, alleati e potenti. Ebbene Zaia, in ragione dell’ottimo risultato che a fine novembre spera di incassare in Veneto, pianifica di diventare il leader della Csu padana: il capo della Lega del Nord sulle orme di Umberto Bossi. E medita di lasciare a Salvini la Cdu nostrana: la Lega nazionale del Centro e del Sud, con Roberto Vannacci e altri nostalgici della X Mas. Un epilogo che per il vicepremier sarebbe (quasi) indolore: invece di essere sfiduciato per come ha ridotto il partito, conserverebbe gradi e segreteria.

Quello di Zaia appare un piano fondato sul buonsenso. È preferibile separarsi, piuttosto che restare assieme litigando e controvoglia. E poi siglare un accordo di alleanza. Una decisione indispensabile anche per evitare di continuare ad affondare in coppia. I numeri del disastro salviniano sono impietosi: la Lega è passata dal 34,3% delle europee 2019, all’8,9% di quelle del 2024. Meno 25,4%: un vero tracollo. E se non fossero arrivati i 530 mila voti di Vannacci, sarebbe andata ancora peggio.  “Ne ho parlato più volte con Matteo”, ha rivelato il governatore, “il modello della Cdu-Csu che ha avuto successo in Germania può essere replicato in Italia, un Paese dove ci sono troppe differenze. E può essere il modo per superare una volta per tutte la questione settentrionale e quella meridionale”.

Il piano della Lega del Nord riscalda i cuori di tutti i colonnelli leghisti stanchi di Salvini e della sua Lega nazionale. Con Zaia c’è il presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha già provveduto a incoronare il Doge: “Luca è fondamentale per il Veneto e non solo in Veneto. È un uomo politico di notevole spessore”. E ci sono i due capigruppo in Parlamento, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, e il governatore friuliano Max Fedriga. Insomma tutto lo stato maggiore del Carroccio legato al Nord. E perfino Salvini, che annusa la possibilità di salvare pelle e poltrona al costo di una scissione pilotata e concordata, non si sta mettendo di traverso. Tant’è che si è già proposto come segretario “federatore”. Dal suo entourage frenano, fanno sapere che “la questione della scissione pilotata non è minimamente all’ordine del giorno”. Tattica, probabilmente.

Ciò che è certo è che l’eventuale nascita della Csu padana servirebbe anche a impedire il passaggio della Lombardia nel 2028 nelle mani di Fratelli d’Italia. Per ottenere il Veneto, Salvini si è venduto il Pirellone a Meloni, ma Romeo Fontana & C. già sono corsi ad alzare barricate al grido: “La Lombardia è nostra e non si tocca”. La speranza: riportare la Lega, grazie al ritorno all’identità padana, a essere il primo partito del Nord. E respingere così l’assalto alla Regione.

Ma c’è di più. C’è che la nascita di un secondo partito leghista, fieramente padano, potrebbe avere effetti su scala nazionale. Potrebbe rappresentare una minaccia per l’avanzata (finora incontrastata) al Nord di Meloni. E Salvini, definendo meglio la propria identità di leader dell’ultradestra assieme a Vannacci, avrebbe la possibilità di rendere più difficile la vita di Fratelli d’Italia al Centro e al Sud. Una competizione a destra finora vinta a mani basse dalla premier. Da non trascurare, infine, la possibilità che la Lega-Csu di Zaia possa rivelarsi un alleato non del tutto affidabile per Meloni. Il Doge, infatti, non è di destra e non ama neppure il populismo e il sovranismo.

Alberto Gentili

Alberto Gentili

Giornalista

In evidenza

Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

Eurallumina, Piras (Uiltec): situazione gravissima, siamo vicini all’insolvenza. Servono risorse immediate e un piano di rilancio industriale per tutto il Sulcis

23 Ottobre 2026
Federmeccanica: la ripresa c’è, ma è ancora troppo lenta

Confimi Industria Meccanica, approvato con il 98% dei voti il rinnovo del contratto

23 Ottobre 2026
Ceramica, Confindustria e sindacati al governo: incontriamoci, ecco le nostre proposte

Ceramica e refrattari, sindacati: bene la revisione dei parametri degli Ets

23 Ottobre 2026
Istat, nel terzo trimestre stop alla crescita dell’economia italiana

Upb, nel 2026 Pil all’1%

23 Ottobre 2026
Volvo Cars taglia 2.500 posti di lavoro, 2mila in Svezia

Volvo Cars taglia 2.500 posti di lavoro, 2mila in Svezia

23 Ottobre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi