L’Aris (Associazione Religiosa Istituti Sociosanitari) ha aderito al Protocollo sulla misurazione della rappresentanza datoriale firmato il 10 luglio 2026 da AGCI, ANIA, Casartigiani, CLAAI, CNA, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop. Il Protocollo mira a definire criteri condivisi, oggettivi e verificabili per la misurazione della rappresentatività delle organizzazioni datoriali e per l’individuazione dei contratti collettivi di riferimento, promuovendo una contrattazione di qualità e una maggiore trasparenza nelle relazioni industriali.
“Questa decisione – commenta Padre Virginio Bebber, Presidente Nazionale Aris – conferma la volontà dell’Associazione di svolgere un ruolo attivo nei processi che riguardano il futuro del lavoro e dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese. Le strutture Aris svolgono ogni giorno una funzione di interesse pubblico accanto al Servizio sanitario nazionale, è quindi importante che la voce del mondo sanitario privato accreditato contribuisca alla definizione dei criteri della rappresentanza datoriale». «L’adesione al Protocollo – prosegue – consentirà di partecipare alla costruzione di un sistema fondato su trasparenza, qualità della contrattazione e riconoscimento dell’effettiva rappresentatività delle organizzazioni datoriali”.
“La partecipazione di Aris è una scelta opportuna e lungimirante” spiega Giovanni Costantino, responsabile del Servizio Lavoro e Relazioni Sindacali e Capodelegazione Aris.
“Le regole sulla rappresentatività datoriale – precisa – sono destinate a incidere profondamente sul futuro delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva. Restarne esclusi avrebbe significato rinunciare alla possibilità di contribuire alla definizione di criteri che interesseranno direttamente il settore sanitario e sociosanitario privato. Abbiamo invece voluto mettere a disposizione del confronto nazionale l’esperienza maturata in decenni di attività per concorrere alla costruzione di regole equilibrate, in grado di valorizzare le peculiarità delle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate e di assicurare una corretta misurazione della rappresentanza”.
Sottolinea il rilievo della scelta anche il Direttore Generale Aris, Mauro Mattiacci, evidenziando come il Protocollo apra una fase nuova nelle relazioni industriali italiane. Per il DG di Aris è importante essere presenti sin dall’avvio di un percorso destinato a incidere sull’individuazione degli interlocutori maggiormente rappresentativi e dei contratti collettivi di riferimento.
«La sanità privata e il settore sociosanitario – chiarisce – presentano caratteristiche peculiari che meritano adeguata considerazione. Per questo l’adesione dell’Associazione costituisce non soltanto un atto di responsabilità istituzionale, ma anche un investimento sul futuro della rappresentanza del nostro comparto».
“Questa scelta – ribadisce Padre Bebber – conferma l’impegno dell’Associazione a promuovere una contrattazione collettiva qualificata, una rappresentanza effettiva delle strutture associate e una piena partecipazione ai processi che definiranno il futuro delle relazioni industriali nel settore sanitario e sociosanitario italiano”.
“La decisione – conclude Costantino – costituisce una risposta inequivocabile alla tentazione, presente anche nel settore sanitario e sociosanitario, di orientarsi verso modelli contrattuali privi di un adeguato fondamento rappresentativo. Riteniamo che la definizione di criteri oggettivi e condivisi possa contribuire a rafforzare la qualità delle relazioni industriali e a valorizzare il ruolo delle organizzazioni realmente espressive degli interessi che sono chiamate a rappresentare”.


























