Incalza la protesta dei lavoratori del polo mantovano della Belleli Energy, di proprietà della texana Exterran, che, dallo scorso venerdì 4 marzo sono in sciopero permanente per protestare contro una riorganizzare aziendale – affidata dalla multinazionale americana ai consulenti di Alix Patner – che prevede disdetta dei contratti, tagli salariali ed esuberi. A fronte della totale chiusura aziendale rispetto alle istanze sindacali, questa mattina i lavoratori hanno deciso di abbandonare le forme “soft” di protesta, e procedere con il blocco di via Brennero, una delle principali arterie stradali cittadine.
“La scelta della multinazionale americana Exterran di affidare la riorganizzazione della Belleli di Mantova ai consulenti di Alix Patner – afferma il segretario generale della Fiom Cgil Lombardia Mirco Rota – va nella direzione sbagliata sia per le conseguenze del loro piano industriale, sia per le prospettive dell’azienda. Un piano di riorganizzazione, quello proposto, – continua Rota – fatto di tagli pesanti alla contrattazione sindacale, del rifiuto di avvalersi di contratti di lavoratori indiretti, della disdetta dei contratti attualmente sottoscritti e della decurtazione dal premio feriale (1.400€/anno), della maggiorazione per lavoro notturno (40%), e di tutti gli altri emolumenti economici contrattati. Un taglio che se praticato, significherebbe per i dipendenti Belleli una busta paga più leggera per 2.400 euro all’anno”.
“Per riattivare una trattativa che contenga almeno basi decenti poniamo due condizioni basilari – spiega Mauro Mantovanelli, segretario generale della Fiom Cgil Mantova -: un piano che non contenga esuberi e che venga tolta la disdetta dei contratti aziendali già stipulati. Senza queste condizioni minime non interrompiamo la protesta – prosegue Mantovanelli- andremo a oltranza. Abbiamo ancora lavoro per sei-sette mesi, siamo stupiti negativamente da questa chiusura. La ratio finale che soggiace a questo piano di fatto è un provvedimento di chiusura o di cessione di questa azienda a ottobre, o al massimo nel novembre 2016. Non arretreremo di un millimetro rispetto alla richiesta di sbloccare le commesse in consegna”.
“Finora abbiamo dimostrato senso di responsabilità – conclude Mantovanelli -, come ribadito negli incontri avuti con il Prefetto, da domani non garantiamo più nulla circa le proteste che intenderemo attuare, anzi chiediamo alle istituzioni in questa fase delicata di essere al nostro fianco nella difesa delle nostre ragioni”.




























